vigneto nel Monferrato, in Piemonte

Quando si parla di vini italiani il Piemonte è, indubbiamente, una delle prime Regioni d’Italia che ci viene in mente. Non a caso questo è uno dei territori con più storia per la coltivazione della vite che fin dal X secolo a.C. produce le uve necessarie per fare quel vino che, con le varie evoluzioni, è arrivato ad essere uno dei più pregiati a livello mondiale.

La storia narra che il susseguirsi di differenti popolazioni che si sono insediate nell’attuale Piemonte, dai Celti ai Romani e ai Barbari, ha portato al risultato di sommare varie tipologie di esperienze fono ad arrivare all’editto di Rotari, un longobardo che regolamentò i sistemi di coltivazione, di codifica e di controllo del sistema vino.

Ma il vero cambio avvenne durante il Regno Sabaudo dove il vino divenne un prodotto sottoposto a regole ferree, grazie ad Emanuele Filiberto. Questa evoluzione portò alla nascita di centri di studi ad Asti e a Gattinara che creò la strada per arrivare, a fine Ottocento, per la formazione di personale specializzato e alla Scuola di Viticoltura e di Enologia di Alba.


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Il territorio piemontese è suddivisibile in tre macroaree:

  • La parte montuosa delle Alpi ad Ovest e a Nord, comprendendo le colline di Novara, Biella e Vercelli
  • La parte di pianura al centro con le colline di Torino, Asti e Vercelli
  • La fascia pedecollinare appenninica a Sud, costituita dalle Langhe e dal Monferrato

Ogni zona è caratterizzata da climi e substrati che conferiscono alle uve caratteristiche che hanno reso dei simboli veri e propri i vini qui prodotti. Un clima temperato subcontinentale che diventa alpino e continentale con forti escursioni termiche verso le Alpi e le fitte nebbie delle pianure diradate dai venti che giungono dal Mar Ligure in aggiunta ad un territorio particolarmente variegato, dove il terroir è ampiamente valutato e ricercato, non poteva che regalarci questi prodotti capaci di emozionare già al primo sorso.

Le viti tradizionali della regione sono quella a bacca bianca (Arneis, Cortese, Erbaluce, Favorita, Moscato Bianco, Timorasso) e quella a bacca rossa (Barbera, Brachetto, Dolcetto, Freisa, Grignolino, Malvasia di Casorzo e di Schierano, Nebbiolo, Pelaverga, Ruchè) e i sistemi di allevamento sono indirizzati a spalliera con potatura “a guyot”, salvo nelle zone particolarmente impervie dove troviamo la coltivazione a pergola.

Tutto ciò a portato a rendere il Piemonte tra le regioni maggiormente note in campo vinicolo grazie alla produzione di vini DOCG e attraverso la presenza di tantissimi vini DOC che costruiscono l’identificazione del territorio. Nebbiolo, Barbaresco, Fresia, Barbera, Moscato, Grignolino, Dolcetto, sono solo alcuni dei più conosciuti vini piemontesi che si abbinano alla perfezione con la cucina del territorio. Cucina, quella piemontese, che se in parte è legata a quella francese, ha una sua chiara individualità potendo disporre di specialità del tutto legate al territorio. Quindi un abbinamento perfetto di tradizioni casare per valorizzare, ulteriormente i vini piemontesi.

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