Vendemmia in Valpolicella c'è il problema della manodopera

È partita ufficialmente la vendemmia in Valpolicella, uno dei territori più rinomati dove si producono vini di qualità, come ad esempio l’Amarone della Valpolicella, conosciuto in tutto il mondo.

Se fino a non tanto tempo fa si temeva che le uve potessero soffrire causa la grande siccità che ha colpito gran parte dell’Italia e dell’Europa le piogge agostane hanno – al contrario – ridato il necessario vigore alle piante e, quindi, si preannuncia un buon raccolto con il risultato di un vino di alta qualità.

Ma se da una parte la siccità è un problema passato oggi – e lo segnala anche il Consorzio dei Vini della Valpolicella – il problema maggiore è la grande carenza di manodopera mai carente come quest’anno.

Le cause di questa carenza di personale può essere vista da vari punti come, ad esempio, una riduzione di personale che arriva dall’Est Europa e da come sono cambiati i dispositivi retributivi nel nostro paese.


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La manodopera il problema per la vendemmia in Valpolicella 2022

Come dice il presidente del Consorzio Christian Marchesini la cancellazione dei voucher, l’impedimento per i pensionati di fare lavori saltuari causa quota 100 ed il reddito di cittadinanza hanno fatto sì che la vendemmia in Valpolicella, ma così in tutte le altre zone d’Italia, ha subito una dinamica involutiva nella domanda di lavoro.

A questo, e non è un dettaglio da poco, va aggiunto che per poter svolgere una vendemmia di qualità, come richiedono i vini di questa aerea del Veneto, è necessaria una adeguata tecnica di raccolta e ancor di più una cernita artigianale e competente delle uve.

Saranno, quindi da una stima, universitari e giovani senza lavoro che si occuperanno della raccolta delle uve in questo fondamentale momento per la produzione del vino.

Il problema della mancanza di manodopera che può creare problemi alla vendemmia in Valpolicella come in tutto il territorio nazionale è stato denunciato da tempo, sicuramente si troveranno soluzioni per avere un buon raccolto anche se c’è la preoccupazione di non riuscire a raccogliere tutti i grappoli in alcuni filari ma è necessario che questa problematica venga presa in forte considerazione per non creare un danno ad uno dei settori produttivi italiani più apprezzati in tutto il mondo.

Resta la notizia positiva che i vini, anche per quest’anno, saranno di ottima qualità con una crescita delle vendite, soprattutto per Amarone e Ripasso, e un netto calo delle giacenze.

Guardiamo sempre il bicchiere mezzo pieno, quindi, ma attenzione a non continuare a commettere errori che potrebbero costare cari.

 

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