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Le Regioni del vino: Basilicata

In Basilicata la vite venne introdotta intorno al VI secolo a.C. dai coloni greci sbarcati ad Eraclea, come testimoniano epigrafi ritrovate sui resti archeologici del tempio di Dioniso. Per diverso tempo si è creduto che il vitigno maggiormente coltivato, l’Aglianico, provenisse appunto dai territori greci, mentre oggi viene accreditato di una provenienza spagnola (da llano, cioè pianura). Si deve attendere la fine dell’Ottocento per assistere ad una reale presenza dei vini lucani, utilizzati però come vini da taglio di quelli campani. Dalla fine del 1980 da una vitivinicoltura artigianale si è passati a vini di qualità, grazie soprattutto ad alcuni produttori capaci di interpretare il territorio e trasformare i suoi frutti.

La Basilicata è prevalentemente montuosa e collinare verso il mar Ionio, con strutture del suolo caratterizzate da presenze vulcaniche e tufacee particolarmente adatte alla coltivazione della vite, da cui si ottengono vini corposi e longevi. Il clima è mediterraneo verso la costa mentre all’interno si registrano temperature fredde. I sistemi di allevamento sono prevalentemente ad alberello o a spalliera bassa.

I vitigni più coltivati sono quelli a bacca rossa, ovvero Aglianico, Malvasia, Sangiovese, Montepulciano e, in minor quantità, Merlot e Cabernet. Una piccola presenza è data dal Primitivo Locale, che è una forma autoctona del più noto Primitivo Pugliese.

Tra le uve a bacca bianca spicca la Malvasia di Basilicata. Le zone produttive di maggior importanza sono il Vulture e la Val d’Agri.

Anche la Basilicata può vantare vini DOC e tra questi troviamo:

  • Terra dell’Alta Val d’Agri, circoscritto in un’area poco estesa tra Moliterno e Viggiano. La produzione ricorre soprattutto a vitigni internazionali, Merlot, Cabernet e Sauvignon, con aggiunta della Malvasia di Basilicata nella versione rosato.
  • Grottino di Rocca Nova, presenta una fragranza tutta particolare e ineguagliabile bouquet acquisito dalla mescolanza di Sangiovese, Ciliegiolo e Barbera, per quanto riguarda le uve a bacca rossa; Malvasia, Moscato e Trebbiano per quelle a bacca bianca. Notevoli sono le cantine-grotte scavate nel tufo.
  • Matera, ottenuto dalle uve di Aglianico e Primitivo nella versione rossa mentre per quella bianca si utilizzano quelle di Greco Bianco e Malvasia.

Tutti questi vini si sposano perfettamente con la cucina tradizionale della Basilicata che dipende molto dagli scambi con le province limitrofe. Nella zona di Potenza si gustano, soprattutto, i piatti di derivazione campana, nel materano quelli di derivazione pugliese, mentre nella zona del Parco del Pollino quelli di derivazione calabrese.

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