Le Regioni del vino: Emilia-Romagna

Cibo ed Emilia-Romagna, un abbinamento vincente da sempre. E con il cibo di questo ricco territorio è necessario che ci sia un vino adeguato, soprattutto per facilitare la digestione di alcuni dei prodotti tipici della zona. L’Emilia-Romagna è un territorio ricco di storia, le testimonianze e i ritrovamenti di alcuni vasi vinari e reperti archeologici di eccezionale importanza (tra i quali spicca il Gutturnuim, una coppa d’argento utilizzata in epoca romana e ritrovata sul finire del XIX secolo sulle rive del Po) indicano che l’area era abitata circa 800.000 anni fa. Le invasione dei Celti minarono la prosperità della regione che, invece, era forte in epoca romana tanto da divenire il centro politico dell’Impero d’Occidente, ottenendo definitivamente un’organizzazione politica ed economica verso la fine del VI secolo con l’espansione degli Etruschi sulle rive del Po che assunse un ruolo di spicco grazie ai porti e alle città, forti centri urbani e commerciali, sorte lungo la via Emilia. In epoche successive la regione venne messa sotto la giurisprudenza della Chiesa e nel periodo dei Comuni ebbe un notevole sviluppo, dovuto certamente alla presenza di grosse correnti di traffico commerciale. Ma presto lotte e rivalità distrussero quanto costruito fino alla discesa di Federico Barbarossa che, comunque, lasciò segno del suo interesse per i vini locali. Nel corso degli anni le attività vitivinicole conobbero momenti di interesse e notorietà alternati a periodi bui e di declino. In questo contesto cominciò ad affacciarsi e farsi apprezzare nelle corti risorgimentali l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e Reggio Emilia, peraltro già documentato dal 1046. La regione ha un clima con caratteristiche subcontinentali, con inverni decisamente freddi ed estati particolarmente calde nella fascia interna, mentre nella zona costiera della Romagna il clima è decisamente più mite e di tipo marittimo. Il territorio è pianeggiante per larga parte (il 50%), mentre l’aspetto collinare e montuoso si suddivide equamente il restante territorio. La pianura è il risultato dei depositi alluvionali portati dal Po e dai fiumi appenninici costituiti da ghiaia e sabbie con grande permeabilità. La collina ha un terreno prevalentemente argilloso di medio impasto. L’allevamento delle viti prevede uno sviluppo orizzontale a tendone, ma sono da segnalare la pergola emiliano-romagnola e la pergoletta romagnola, collegate alla tradizionale coltura promiscua, mentre tra le forme che prendono piede con i nuovi concetti di vitienologia vi è la spalliera con potatura “a guyot” doppio alla piacentina. Tradizionalmente il panorama vitivolo veniva distinto in quanto la Romagna era prevalentemente legata ai vini vivaci o frizzanti. Oggi questo non corrisponde più alla realtà produttiva. In merito ai vitigni dell’Emilia-Romagna possiamo trovare 2 tipologie tradizionali: quelli coltivati a bacca rossa (Ancellotta, Canina Nera, Fortana, Lambrusco, Longanesi, Malbo, Montepulciano, Sangiovese e Terrano) e quelli a bacca bianca (Albana, Bombino, Malvasia di Candia, Marsanne, Melara, Montù, Ortugo, Pignoletto, Trebbiano e Verdea). Alcuni dei vini hanno ottenuto la Denominazione di Origine Controllata (DOC) e sono:

  • Colli piacentini, suddiviso in sottodenominazioni quali Gutturnio (ottenuto da Barbera e Croatina), Monterosso Val d’Arda (una miscela di Malvasia di Candia e Moscato Bianco), Trebbianino Val Trebbia e Valnure (ottenuto con le uve di Ortugo, Trebbiano e Malvasia di Candia).
  • Colli di Scandiano, ottenuto, nella versione rossa, con Lambrusco Grasparossa e Lambrusco Monte Ricco, mentre per la versione bianca oltre che con i consueti vitigni con la Sperola (Sauvignon).
  • Reggiano, ottenuto con Ancellotta e Lambrusco Salamino o Marani.
  • Lambrusco di Sorbara, dall’omonimo vitigno.
  • Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, dall’omonimo vitigno.
  • Lambrusco Salamino di Santa Croce, dall’omonimo vitigno.
  • Reno, tradizionalmente ottenuto coi vitigni storici Albana, Montù e Pignoletto.
  • Bosco Eliceo, ottenuto dal vitigno Fortana coltivato sui terreni sabbiosi da cui prende l’appellativo “vino della sabbia”.
  • Cagnina di Romagna, ottenuto con Terrano, nella versione dolce.
  • Pagadebit di Romagna, ottenuto con Bombino.

Completano il quadro delle denominazioni: Colli d’Imola, Colli di Faenza, Colli di Romagna Centrale, Colli di Rimini, Colli di Parma, Colli Bolognesi Classico Pignoletto, Sangiovese di Romagna e Trebbiano di Romagna.