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Le Regioni del vino: Marche

La filossera, sul finire dell’Ottocento ha letteralmente flagellato gran parte dei vigneti di tutta Italia e non ha risparmiato nemmeno quelli delle Marche che, come per le altre regioni italiane è stata costretta a riorganizzare la propria storia della viticoltura. La regione, pur anticamente abitata dai Piceni, fu inizialmente sottomessa ai Galli e, successivamente, ai Longobardi. Dopo essere stata teatro di importanti battaglie passate alla storia come Puniche fu dominata dalle ricche signorie dei Malatesta, dei Montefeltro e dei Della Rovere fino a giungere alla metà del XIX Secolo quando arrivarono gli Sforza che precedettero il dominio pontificio. In tutti questi periodi l’agricoltura ebbe una fondamentale rilevanza nell’economia e la coltivazione della vite, pur senza grandi sfarzi, ebbe un alterno andamento ma sempre orientato a soddisfare piaceri ed esigenze del dominante di turno. Oggetti e reperti storici riproducenti scene di vita legate all’uva sono stati ritrovati in tutta la regione, testimonianza di quanto fossero radicati la produzione e il consumo del vino locale. Regione in prevalenza collinare, per circa il 70% dell’intero territorio, le Marche sono caratterizzate da un terreno profondo e permeabile di calcari, arenarie e materiale alluvionale, frutto dell’azione millenaria dei torrenti che dagli Appennini sfociano nell’Adriatico. Il clima, mediterraneo lungo la costa, salendo assume verso gli Appennini assume tratti tipici continentali con importanti escursioni termiche fino ad arrivare ad acquistare una connotazione simile a quella alpina. Abbiamo due tipologie di vitigni, quelli tradizionali a bacca rossa che comprendono Sangiovese, Montepulciano, Lacrima, Vernaccia Nera e Rebo e quelli a bacca bianca che comprendono Verdicchio Bianco, Biancame (o Bianchello), Malvasia Bianca di Candia, Pecorino, Trebbiano Toscano, Passerina, Grechetto, Maceratino e Incrocio Bruni. Una volta l’allevamento era condotto a forma di alberello, mentre oggi tutti gli impianti sono realizzati col sistema a spalliera con potatura a “guyot” e cordone. Alcuni dei vini marchigiano possono vantare la Denominazione d’Origine Controllata (DOC) e tra questi troviamo il Lacrima di Morro d’Alba, ottenuto con Lacrima, il Colli Maceratesi, che viene prodotto mescolando Maceratino e Incrocio Bruni e il Rosso Piceno ottenuto con Sangiovese e Montepulciano. Completano il quadro delle denominazioni il Bianchello di Metauro, il Rosso Conero, il Colli Pesaresi, l’Esino e il Falerio dei Colli Asolani.

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