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Vino e Musica, c’è correlazione tra i due?

L’abbinamento vino e musica è da considerarsi cosa seria o scherzosa? Segue una sua logica oppure è prettamente soggettivo?
Da appassionati di vino abbiamo rivolto la domanda ad un amico, grande cultore (non ditegli esperto che si arrabbia) di musica e buon bevitore di vino. Si tratta di Antonio Boschi, responsabile del Rootsway – Roots’n’Blues & Festival che è giunto alla sua tredicesima edizione, ma anche redattore della rivista Il Blues e socio di A-Z Blues, la società di servizi che progetta e promuove tantissimi eventi (anche eno-gastronomici) legati alla musica.

Antonio, ci conosciamo da oltre vent’anni e sappiamo quanto ami sia la musica che il vino, ma un abbinamento tra i due ha una sua logica?
Bella domanda. Si, amo tantissimo la musica, è parte integrante della mia vita, addirittura un lavoro, così come adoro il vino, sia a tavola che fuori pasto. Ed è particolarmente piacevole ascoltare un buon disco, da soli o in compagnia, gustando del vino. Sul fatto che possa esistere una correlazione tra tipo di vino e genere musicale non ci ho mai riflettuto più di tanto, so che esistono libri in merito a ciò ma non ho mai approfondito la cosa. Posso dirvi che – come ascoltatore – mi capita spesso di gustarmi un buon vino mentre mi godo le note che escono dal vinile o dal CD.

Proprio qui volevamo arrivare. Ma l’ascolto è condizionato dal vino che stai bevendo o viceversa?
Non so dirvi se l’uno incide sull’altro, cioè mi spiego, non apro una bottiglia di vino sapendo che ascolterò Neil Young, i Grateful Dead, Mississippi Fred McDowell o Miles Davis, però confesso che mi capita di scegliere cose diverse da ascoltare dopo aver sorseggiato del vino, ma inconsciamente. Per farvi un esempio non più tardi di due settimane fa stavo bevendo un Barolo Monsorì che mi avevate regalato per il mio compleanno e sul piatto girava un disco di Jim Ringer che amo. Senza pensarci l’ho tolto sostituendolo con “My Favorite Things” di John Coltrane. Mi sono preso un pezzo di Parmigiano-Reggiano di 24 mesi e, beh, ti cambia la vita.

Quindi se ti chiedessimo di consigliarci un abbinamento tra un vino e un disco?
No, qui andiamo sul difficile. Prima bisognerebbe avere una cultura in ambo i campi veramente notevole. Io sono un grandissimo appassionato di musica ma la mia cultura è limitata, ancora di più in ambito enologico dove sono un discreto bevitore (alla faccia della dieta che vorrei iniziare e della gastrite cronica), ma non potrei mai dare consigli in merito. Posso però dire che alcuni generi musicali possono far pensare ad alcuni vini, ad esempio se ascolto del Chicago blues non mi verrebbe voglia di bere dello champagne ma più volentieri un toscano (mi era piaciuto il vostro Montecucco Ciarlone) ma, anche, un Barbera dei Colli Piacentini. Se ascolto del Mississippi blues oppure del bluegrass, cioè tutta la musica popolare statunitense, il Lambrusco è il vino adatto e ce n’è di veramente buono ultimamente. Non a caso è il vino del nostro festival e simbolo di quelle terre vicine al Po.

Bene, grazie mille e non ci resta che darci l’appuntamento al Rootsway di questa estate che sta per iniziare, giusto?
Grazie a voi per il buon vino che mi date e, certo, vi aspetto come ogni anno al Rootsway che inizia il 16-17 e 18 giugno nella bellissima Rocca di Novellara (RE) e nel tradizionale Podere La Bertazza a Diolo di Soragna (PR) il 7 e 8 luglio, ma faremo anche altre cose sulle quali stiamo lavorando come un nuovo appuntamento a Rio Saliceto (RE).

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