Sangiovese, un vino IGT dai vigneti della costiera toscana

Sangiovese, un vino IGT dai vigneti della costiera toscana

Vanta oltre un secolo di storia l’azienda che produce questo Sangiovese di Toscana IGT della selezione Delta del Vino, creato utilizzando uve selezionate e raccolte a mano che crescono in allevamenti caratterizzati dal tipico terreno sabbioso, argilloso e calcareo. Per produrre questo pregiato vino rosso viene seguito l’antico metodo di vinificazione tradizionale, dove una parte del vino viene affinato in legno per sei mesi, mentre la restante parte rimane in vasche d’acciaio per almeno un anno, quindi miscelate prima dell’imbottigliamento. Il Sangiovese è un vitigno a bacca nera tra i più diffusi in Italia, coltivato dalla Romagna fino alla Campagna, ma è in Toscana dove è tradizionalmente più diffuso. Questo vino, il cui nome deriva dal latino Sanguis Jovis (il sangue di Giove), è alla base di centinaia di pregiati vini, dal Chianti al Brunello per non citare il Carmignano, il Rosso Piceno Superiore o il Nobile di Montepulciano, ed ha una storia che lo vede già segnato al XVI Secolo, anche se si presume possa essere stato coltivato ancora prima. Il Sangiovese Toscana IGT della selezione Delta del Vino è un vino aromatico dal meraviglioso colore rosso rubino intenso che emana un profumo di prugna e sapori di more, con un leggero sentore di ciliegia, violetta, fragole e pepe. Dai tannini molto morbidi che conferiscono un sapore robusto ed equilibrato, con sentori di fragola, prugne, viola e ciliegia, è ideale da servire, a temperatura ambiente, per accompagnare primi piatti e grigliate di carni rosse, ma vi consigliamo anche di provarlo con la pizza. Per ulteriori informazioni potete scegliere e farvi consigliare consultando il nostro sito, oppure contattandoci allo 0521 980 161 o scriverci una email ai recapiti che trovate qui sotto. Uve Sangiovese 100% Tipologia di terreno Sabbioso, argilloso e calcareo Vendemmia Manuale, seconda metà di Settembre Vinificazione e affinamento Pressatura soffice, fermentazione a temperatura controllata e macerazione prolungata con le bucce. Colore Vino armonico con un colore rosso rubino intenso. Profumo Prugna e sapori di more, con un leggero sentore di ciliegia, un profumo caratteristico di violetta, Fragole e pepe. Sapore Tannini molto morbidi e setosi; sentori di fragola, prugne, viola e ciliegia. Robusto ed equilibrato. Gradazione alcolica 13,5% vol. Abbinamento Primi piatti, grigliate di carni rosse Temperatura di servizio 16-18°C CONTATTACI PER INFO E ACQUISTI Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Prodotto in Umbria da scuola veneta, ecco il Rosso della Grancia Fontesecca, un vino biologico new entry in casa Delta del Vino

Prodotto in Umbria da scuola veneta, ecco il Rosso della Grancia Fontesecca, un vino biologico new entry in casa Delta del Vino

Prendete una famiglia veronese, con tutta la sua storia enologica, e trasportatela al confine tra Umbria e Toscana – anche questa terra di grandi vini e passione – il risultato non potrà che essere qualitativamente ottimo. In sintesi questa è la storia della famiglia di Paolo Bolla che ha lasciato il Veneto per venire a creare la nuova azienda Podere Fontesecca in un altro dei territori dell’eccellenza di questa Italia, grande produttrice di vini. Ma per l’azienda il vero cambiamento è stato quello del tipo di produzione dei propri vini, dei quali il Rosso della Grancia che Delta del Vino propone alla propria clientela è un classico esempio. Seguendo quello che sta – fortunatamente – diventando un trend, anche Paolo Bolla con i suoi famigliari e collaboratori hanno voluto scommettere tutto sulla vinificazione prettamente biologica, sfruttando un clima più che favorevole e operando su un territorio collinare ricco di acqua e composto da sabbie di argilla e tufo, che assicurano elevate proprietà organolettiche ai vini del Podere Fontesecca. Una vigna del 1973 ed una del 2006 – per un totale di oltre sei ettari coltivati a ciliegiolo, sangiovese, canaiolo, grechetto, trebbiano toscano, malvasia e gaglioppo – che è stata inserita nell’Associazione dei Vignaioli Artigiani Naturali grazie alla certificazione biologica ottenuta nel 2006. Una produzione, quella dell’azienda, prevede un uso quasi nullo di solfiti e grandi botti di legno da 500 litri che vengono riutilizzate quando possibile per non alterare gli aromi primari e, anche, l’utilizzo di tappi ricavati dalla canna di zucchero (totalmente riciclabili e senza colle) come proprio per il Rosso della Grancia. Nessun vino viene chiarificato e viene imbottigliato solo dopo che la malolattica ha fatto il suo naturale corso usando una cartuccia filtrante da 10 micron, molto meno invasiva di altre utilizzate nei vini industriali che tolgo l’anima al vino. Il Rosso della Grancia, che è un Umbria Rosso IGT, è prodotto con un uvaggio di Sangiovese all’80% e di Gaglioppo per il restante 20%. Dopo una fermentazione che dura 15 giorni sulle bucce viene affinato per 5 mesi in acciaio. È un vino che si presenta con un bel colore rosso rubino, capace di regalare all’olfatto note di frutti di bosco sotto spirito e al palato è perfettamente bilanciato tra alcol e acidità con un finale morbido di tannino, perfetto da abbinare coi salumi, la selvaggina, gli arrosti e i formaggi stagionati. La produzione avviene tra la cantina e l’adiacente grotta scavata nel tufo dove i vini vengono lasciati riposare prima dell’imbottigliamento. Uve Sangiovese 80% Gaglioppo 20% Sistema di allevamento Cordone speronato Tipologia di terreno Argilla e tufo Altitudine 330-350 metri s.l.m. Epoca di Vendemmia Settembre/Ottobre Maturazione Dopo una fermentazione che dura 15 giorni sulle bucce viene affinato per 5 mesi in acciaio Gradazione alcolica 13% vol. Abbinamento Vino che si accompagna a salumi e formaggi stagionati, sughi di selvaggina e preparazioni di carni in genere. Si esalta sugli arrosti di pollo e agnello. Temperatura di servizio 16-18°C Bicchiere ideale Spiegelau Magnum Classic. CONTATTACI PER INFO E ACQUISTI Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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La legislazione sui vini italiani

La legislazione sui vini italiani

Quando acquistiamo una bottiglia di vino, o siamo in procinto di farlo, possiamo notare che sulla stessa appaiono differenti indicazioni di legge che possiamo – per semplicità – paragonate alla carta d’identità del vino e dell’azienda che lo produce. Tra queste ne troviamo alcune che ne certificano un’ulteriore qualità, scopriamo assieme il loro significato. E’ già dai primi anni Sessanta che l’Italia legifera continuamente, e con una maggior severità rispetto a tutti gli altri Stati membri della Comunità Europea, a tutela del vino con interventi che riguardano tutti i settori, dalla viticultura all’enologia, dai coadiuvanti alle sostanze che si possono aggiungere al vino, dall’etichettatura al materiale di moltiplicazione viticola e altro. Non esiste, perciò, passaggio che non abbia una legge a tutelare la trasformazione che dal semplice grappolo d’uva porta il vino sulla nostra tavola. Con l’avvento della nuova OCM (Organizzazione Comune del Mercato), della DOP (Denominazione di Origine Protetta) e della IGP (Indicazione Geografica Protetta) la normativa europea ha avuto una nuova riforma con importanti regolamenti in merito alla varietà delle viti, delle superfici coltivate e dei trattamenti enologici, oppure in merito alle regole di mercato interno ed esterno e degli organismi di controllo. Anche il disciplinare di produzione – quindi zona di produzione, tipo di vitigno, le pratiche viticole e i metodi di vinificazione – hanno subito variazioni legislative che ha determinato, tra l’altro con l’ultimo giorno dell’anno 2010 il termine ultimo per l’utilizzo delle vecchie etichette. Secondo la legge il vino è definito come “il prodotto ottenuto esclusivamente dalla fermentazione alcolica, totale o parziale, di uve fresche, pigiate o meno, o di mosti di uve”. Le uve devono appartenere solamente alla specie Vitis Vinifera oppure ottenuta da incroci tra le uve di questa specie, mentre non sono ammesse uve di vitigni americani o ibridi europei-americani, a causa della loro scarsa qualità che comporta una bassa acidità, uno scarso grado zuccherino (quindi scarsa gradazione alcolica) con la conseguente formazione di alcol metilico durante la fase di vinificazione. Tutta l’Europa è suddivisa in zone viticole in funzione della prescritta gradazione zuccherina. L’Italia, che ricade nella zona C, è divisa in 3 zone: minimo 8% vol. per la zona viticola CIb (Valle d’Aosta, province di Sondrio, Trento, Bolzano e Belluno) minimo 8,5 % vol. per il rimanente territorio non compreso nelle zone CIb e CIIIb minimo 9% vol. per la zona viticola CIIIb (Calabria, Basilicata, Puglia, Sicilia e Sardegna) Le categorie dei vini italiani seguono un criterio determinato dalla vigente legge DL n. 61 dell’8 aprile 2010 (Tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche dei vini) e che disciplina le seguenti categorie: DOP: per vini a denominazione di origine controllata e garantita (DOCG) e i vini a denominazioni di origine controllata (DOC) IGP: per i vini a indicazione geografica tipica (IGT) La DOCG e la DOC sono le tradizionali menzioni specifiche utilizzate dall’Italia per designare i prodotti vitivinicoli DOP, mentre l’IGT – in egual modo – è la menzione utilizzata per designare i vini IGP, ovvero una sorta di carta d’identità del vino dove possiamo vedere la provenienza, la zona di produzione con le relative condizioni ambientali, la resa massima per ettaro, la gradazione alcolica minima naturale dell’uva, colore, sapore, odore, grado alcolico minimo complessivo, l’acidità del vino al consumo e l’eventuale periodo di invecchiamento. Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Cosa cucinereste con un buon Syrah Terre Siciliane IGT? Delta del Vino vi consiglia un pesce spada al rosmarino con lenticchie al vino rosso

Cosa cucinereste con un buon Syrah Terre Siciliane IGT? Delta del Vino vi consiglia un pesce spada al rosmarino con lenticchie al vino rosso

La storia millenaria di Siracusa, la sua variegata geografia che la pone nel lato Sud-orientale della Sicilia, posta tra il mare e le moderate colline ed il clima mediterraneo hanno reso celebre questa zona, oltre che per le bellezze naturali, per i suoi vini. Tra questi trova un posto d’onore il Syrah Terre Siciliane IGT, prodotto con le omonime uve al 100% raccolte manualmente a maturazione piuttosto avanzata nelle storiche vigne a pochi km dalla città siciliana. La posizione della bella città siciliana attorniata dal mare ha fatto sì che anche la cucina sia legata al mare perciò come abbinamento all’ottimo Syrah vogliamo proporvi una ricetta a base di pesce e lenticchie. Come ingredienti per preparare questo semplice ma squisito piatto per 4 persone servono: 2 tazze di lenticchie 4 piccoli filetti di pesce spada 2 foglie di alloro 1 carota 1 gambo di sedano 1 scalogno 1 spicchio di aglio 1 cc di concentrato di pomodoro 5 dl di vino rosso (consigliamo il Syrah) 5 dl di brodo vegetale (acqua, porro, cipolla, carota, sedano, sale q.b.) 2 rametti di rosmarino olio extravergine di oliva peperoncino sale Prima di tutto prepariamo le lenticchie che avremo messo preventivamente in ammollo per almeno 10-12 ore in abbondante acqua e che, ora, sciacqueremo e metteremo da parte. Nel frattempo prepariamo un semplice brodo vegetale che terremo in caldo a parte. In una padella facciamo rosolare lo scalogno tritato con lo spicchio d’aglio in un poco di olio extravergine di oliva e, se volete, un peperoncino. Tritiamo sedano e carota a cubetti che aggiungeremo al soffritto quando la cipolla sarà diventata trasparente, lasciando cuocere a fuoco medio per 2-3 minuti. Aggiungiamo ora le lenticchie che lasceremo soffriggere per altri 2-3 minuti prima di alzare la fiamma al massimo e sfumare col vino rosso. Ricordate sempre che un vino scadente lo sentirete anche nel piatto che cucinate. Dopo aver lasciato evaporare per bene riabbassiamo la fiamma e aggiungiamo il brodo vegetale, le foglie di alloro e il concentrato di pomodoro e lasceremo che, pigramente, il nostro composto cuocia per altri 30-40 minuti con il coperchio. Assaggiare e spegnete il fuoco quando le lenticchie avranno raggiunto la consistenza desiderata. È ora di preparare il pesce. Molto semplicemente in una padella faremo scaldare in poco olio 2 rametti di rosmarino, meglio se fresco e appena raccolto, a fuoco medio-alto. Dopo un paio di minuti togliete il rosmarino e fare cuocere nell’olio aromatizzato il pesce spada per 2, max 3 minuti per lato salando appena sul lato appena grigliato. In un piatto preparate un letto di lenticchie rosse al vino sulle quali sovrapporrete il pesce spada guarnendo con un poco di rosmarino. Come vino da abbinare al piatto vi consigliamo di provare il Syrah Terre Siciliane IGT, un vino rosso rubino dall’intenso profumo floreale che al palato si presenta vellutato, con una buona morbidezza e una persistenza fruttata, pepe nero e timo in perfetta fusione e può apparire dolce per la sua alcolicità (13%). Siamo sicuri che resterete piacevolmente stupiti da questo...

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Una fantastica grigliata all’aria aperta per valorizzare il nostro Primitivo di Puglia IGT

Una fantastica grigliata all’aria aperta per valorizzare il nostro Primitivo di Puglia IGT

Con l’arrivo della bella stagione e con l’allungarsi delle giornata esplode la voglia di grigliata all’aperto, un particolarissimo attimo di convivialità che sempre più si sta diffondendo nella nostra Italia, da Nord a Sud. Un ottimo vino rosso Primitivo di Puglia IGT – della casa vinicola Vignali Roccamena nato dalla collaborazione con l’enologo Sabino Russo e prodotto in esclusiva per Selezione Delta del Vino, che per le sue intense caratteristiche, il suo profumo aromatico con sentori di frutti di bosco, spezie e tabacco ed il suo elevato tasso alcolico, perfettamente si sposa con carni grigliate, selvaggina, arrosti, paste al ragù e salumi stagionati. Seppur semplice una grigliata (che si differenzia dal BBQ di origine statunitense, che prevede la chiusura del grill trasformandolo in una sorta di forno che distribuirà il calore a circolo e che tratterrà i fumi che aromatizzeranno il cibo) ha delle regole ben precise che ci impediscono di commettere alcuni tipici errori causa della mal riuscita della giornata. Prima di tutto impariamo ad accendere e produrre una brace corretta per il nostro uso. Se si ha la possibilità di avere legna (secca, asciutta e a pezzi non troppo grandi) possiamo approfittarne, evitando quella legna resinosa (es. pino) che conferiscono un sapore amaro alle carni cotte, altrimenti possiamo usare la carbonella molto più alla portata di chi vive in città. Preparate una base di materiale facilmente infiammabile, come carta da giornale arrotolata o rametti secchi sulla quale disporre legna o carbone coi pezzi piccoli sotto a formare una montagnola. Una volta accesa la carta le fiamme dovranno avvolgere il tutto e solo quando le braci saranno belle incandescenti potrete iniziare ad allargarle e stenderle lasciano ai bordi del braciere una striscia vuota che vi possa permettere di posizionarvi quelle carni più delicate o che devono finire la cottura interna senza bruciare ulteriormente. Non ravvivate mai il fuoco con alcool, è pericolosissimo e preparate abbastanza legna per cuocere tutta la carne che avete. Un ulteriore rabbocco di braci va fatto preparandole a parte e non nella griglia stessa. Quando disponete la carne fate una grandissima attenzione a non bucarla o schiacciarla. La carne è ricca di succhi che le temperature violente fanno disperdere, non aiutiamo a perderne più del previsto, utilizziamo – perciò – pinze o paletta per girare la carne. Mettete prima le carni a cottura più lunga come, ad esempio, la fiorentina con l’osso che vi consigliamo di un’altezza di almeno 5 cm in modo che risulti morbidissima, ben cotta all’esterno e rosa all’interno. Disponetela sulla griglia prima appoggiata sull’osso il quale diffonderà uniformemente il calore all’interno e poi la girerete sui due lati per finire la cottura. Attenzione anche alle marinate le quali rischiano di bruciare e dare un cattivo sapore. È consigliabile sgocciolare ed asciugare bene la carne prima di disporla sulla griglia eliminando foglie e rametti. Ancora meglio cucinare al naturale e spennellare la vostra marinatura sono negli ultimi minuti di cottura. Con questi accorgimenti vedrete che tutto sarà perfetto e i sapori delle carni giusti per il vostro palato. Non resta che mettersi a tavola e gustare il tutto con il Primitivo di Puglia che avrete preventivamente stappato e lasciato a temperatura...

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