Dalla Franciacorta un Saten DOCG per le grandi occasioni

Dalla Franciacorta un Saten DOCG per le grandi occasioni

Dici spumante e subito pensi alla Franciacorta, quel miracolo di territorio collinare collocato tra la città di Brescia e l’estremità meridionale del Lago d’Iseo. La viticoltura in questa area esiste da tempo immemore, troviamo testimonianze da autori classici come Plinio, Columella o Virgilio, ma è solo dai primi anni Sessanta che la Franciacorta vede la nascita delle prime cantine che, nel decennio seguente, iniziarono una serie di importanti investimenti portando la crescita qualitativa ad essere una delle zone vinicole italiane di sicuro riferimento per quanto attiene la produzione di quello che in gergo si chiama metodo classico. La produzione e la buona commercializzazione di queste famose “bollicine” negli ultimi vent’anni ha avuto un ulteriore incremento tanto che ha potuto fregiarsi del marchio DOCG e farsi conoscere in tutto il mondo per le sue enormi qualità. Delta del Vino propone alla propria clientela questo Saten prodotto con uve Chardonnay al 100% da una piccola azienda con la classica conduzione famigliare allocata nella valle del Longherone, nella propria tenuta che vanta una superficie di ben 75.000 mq. di cui 3 ettari occupati da una rigogliosa vigna. La vendemmia è ancora effettuata a mano e le uve vengono poste in piccole cassette per poi passare in cantina dove, dopo una soffice spremitura, iniziano la fermentazione a temperatura controllata in vasche di acciaio, in attesa dell’arrivo della primavera quando raggiungeranno le bottiglie e nelle quali riposeranno ulteriori 30 mesi prima della commercializzazione. Una volta maturato, questo meraviglioso Franciacorta Saten DOCG sarà l’ideale, servito ad una temperatura di 6-8°C, per aperitivi o a tavola ad accompagnare piatti a base di pesce o carni bianche. Per ulteriori informazioni potete scegliere e farvi consigliare consultando il nostro sito, oppure contattandoci allo 0521 980 161 o scriverci una email ai recapiti che trovate qui sotto. Uve Chardonnay 100% Zona di produzione Franciacorta Vendemmia Raccolta manualmente in piccole cassette, spremitura soffice (resa 55%) e fermentazione a temperatura controllata in vasche di acciaio. Vigneti Di proprietà Elaborazione Metodo Classico Gradazione alcolica da 12,5% vol. Caratteristiche organolettiche Colore giallo paglierino, con spuma e corona evidenti, perlage persistente e molto fine. Profumo leggero sentore di note terziarie, benché ancora fresco e armonico. Sapore equilibrato di carezzevole grazia come ben si addice ad un Satèn. Abbinamento Ottimo come aperitivo, adatto a tutti i tipi di antipasti, con crostacei e piatti di pesce in genere, carni bianche, salumi e formaggi freschi. Temperatura di servizio 6-8 °C CONTATTACI PER INFO E ACQUISTI Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Spaghetti alla Carbonara, una ricetta tipicamente italiana

Spaghetti alla Carbonara, una ricetta tipicamente italiana

Si è sempre molto discusso sulla preparazione degli Spaghetti alla Carbonara, una delle ricette italiane più famose in tutto il mondo. Delta del Vino, nel suo consueto appuntamento con le ricette e i consigli in cucina vuole suggerire ai suoi lettori uno spunto utile per la sua corretta preparazione. Già le origini di questo piatto non sono del tutto certe, due solo le teorie più accreditate. La prima – e forse la più famosa – sostiene che l’invenzione di questo piatto ci arrivi dalla Seconda Guerra Mondiale quando un cuoco utilizzò gli ingredienti delle razioni di soldati americani, a base di uova e bacon, per condire la pasta, aggiungendo pepe e formaggio per esaltarne il sapore. La seconda teoria ci racconta, invece, che sarebbe l’evoluzione di un antico piatto laziale chiamato “cacio e ova” di cui si cibavano i carbonari quando andavano a fare carbone. Secondo alcune teorie il nome carbonara arriva dal fatto che si utilizzava il pepe in dosi massicce, macinato sulla pasta tanto da coprirla e farla sembrare ricoperta di carbone. Comunque sia, la ricetta originale prevede l’utilizzo di uova, pepe e del guanciale che, per 4 persone, potremmo quantificare in questo modo: 360 g. di spaghetti 150 g. di guanciale di maiale 4 tuorli d’uovo 100 g. di Pecorino sale e pepe nero Mentre fate cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata a parte tagliate il guanciale a listarelle e fatelo soffriggere in una padella senza aggiungere olio. In contemporanea sbattete i tuorli delle uova con il pecorino in una terrina, ai quali aggiungerete due cucchiai di acqua di cottura degli spaghetti e una bella macinata di pepe nero. Una volta scolati gli spaghetti al dente versateli nella padella col guanciale e mescolate con cura. Togliete dal fuoco la padella e aggiungete i tuorli sbattuti mescolando con cura e aggiungendo un altro cucchiaio di acqua di cottura in modo da ottenere un risultato cremoso. Spolverate di Pecorino grattugiato e finite con una macinata di pepe e il piatto è pronto da servire in tavola. Per i vini da abbinare a questo piatto, calcolando il sapore abbastanza dolce dato dall’uovo e la nota unta e leggermente amarognola dovuta all’utilizzo del guanciale vi consiglieremmo di utilizzare dei vini bianchi. Tra tutti il nostro preferito è il Chardonnay che contribuisce ad ammorbidire la sapidità del formaggio e la croccantezza untuosa del guanciale. Non male anche l’utilizzo di un buon Franciacorta, anche se le bollicine potrebbero stridere con l’effetto cremoso della pasta. Ovviamente, poi, va a gusti e l’unica cosa da fare è provare e, magari, osare. Per ulteriori informazioni potete scegliere e farvi consigliare consultando il nostro sito, oppure contattandoci allo 0521 980 161 o scriverci una email ai recapiti che trovate qui sotto. Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Giovedì gnocchi, al radicchio e zafferano van bene tutti i giorni

Giovedì gnocchi, al radicchio e zafferano van bene tutti i giorni

Un detto popolare, che deriva dalla tradizione tipicamente italiana, dice esplicitamente che il giovedì è il giorno per gli gnocchi. “Giovedì gnocchi, venerdì pesce e sabato trippa” era la frase completa che stabiliva una sorta di regola in cucina che aveva, nell’immediato dopoguerra, una sua logica ben precisa dove, con pochi soldi, si dovevano riempire i piatti coi pochi prodotti a disposizione e, allo stesso tempo, dare un equilibrio calorico. Gli gnocchi servivano per sopperire al totale digiuno dalla carne del venerdì dettato dal precetto religioso, un tempo molto rispettato dalle famiglie italiane. Oggi non è più così e ci è concesso mangiare qualsiasi cosa e, soprattutto, abbiamo la possibilità di farlo, coi mercati che strabordano (anche troppo) di alimenti provenienti da ogni angolo del Continente. L’odierna ricetta proposta da Delta del Vino ci illustra come poter servire un bel piatto di fumanti e cremosi gnocchi al radicchio e zafferano, piatto gustoso e allo stesso tempo semplice da preparare. Gli ingredienti per preparare 4 porzioni sono i seguenti: 1 Kg. Di gnocchi fatti in casa 1 cespo di radicchio 1 bustina di zafferano 50 g. di Parmigiano-Reggiano 2 cucchiai di panna burro olio sale La prima cosa da fare è preparare gli gnocchi con la tradizionale ricetta a base di patate (1 Kg), che lesserete al vapore per circa 30 minuti e, dopo averle scolate, le passerete ancora calde nello schiacciapatate. Impastate con la farina (g. 200), 1 uovo e un pizzico di sale fino ad ottenere una pasta omogenea e soffice. Quando l’impasto è pronto si devono formare dei lunghi rotolini dello spessore di un dito che taglierete a pezzetti di circa 2 cm ognuno e che passerete sul rovescio della grattugia premendoli delicatamente con l’indice dando, così, la tipica forma “cattura sugo”. A questo punto potete concentrarvi sul condimento e in un tegame scaldate due cucchiai di olio con una noce di burro e, dopo averlo tagliato a listarelle, fatevi appassire il radicchio. Aggiungete la panna e lo zafferano, precedentemente diluito in acqua tiepida, salate e portate a cottura per 20 minuti. Quando il condimento è pronto non dovrete fare altro che lessare gli gnocchi in abbondante acqua poco salata e, quando vengono a galla, ritirateli col mestolo forato facendoli sgocciolare e uniteli al condimento facendoli saltare per mezzo minuto a fuoco vivo. Non resta che mettere il tutto nel piatto di portata e cospargerli con abbondante Parmigiano grattugiato e servire a tavola ben caldi. Come abbinamento diciamo che ci si può sbizzarrire passando senza problemi da delle buone bollicine come un Franciacorta a un bianco come il Pecorino DOCG, senza disdegnare un buon rosso come il Teroldego Rotaliano. Buon appetito e ricordate sempre che se avete necessità di informazioni potete telefonarci allo 0521 980 161 oppure scriverci una email ai recapiti che trovate qui sotto. Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Idee per il Natale: Anolini in brodo

Idee per il Natale: Anolini in brodo

A Parma non è Natale se a tavola non ci sono gli Anolini in brodo. È qualcosa di troppo radicato, tanto che se ne trovano tracce negli scritti di Bartolomeo Scappi, celebre cuoco del Cinquecento, in un suo libro. Nato come piatto popolare divenne, ben presto, apprezzatissimo dalla nobiltà parmense e già nel XVII Secolo gli anolini venivano serviti ai banchetti dei nobili. Addirittura il Duca Ferdinando I di Borbone amava prepararli di persona, facendosi aiutare dalle figlie a confezionarli. Divenne, pertanto, il piatto tipico dei giorni delle feste sulle tavole dei parmigiani tanto da venire incluso nel più importante ricettario italiano di fine XIX Secolo da Pellegrino Artusi. Pur sembrando una ricetta semplice richiede grande abilità e, soprattutto, tanto cuore e pazienza. Ecco gli ingredienti necessari per 4 persone: Per la pasta 400 g. di farina 2 uova 12 cl. di acqua circa Per il ripieno 300 g. di coscia di manzo o di asina 5 dl. di vino rosso 75 g. di burro 150 g. di pane grattato 150 g. di Parmigiano-Reggiano stravecchio grattugiato 1 costa di sedano 1 cipolla 1 carota 1 chiodo di garofano 1 cucchiaino di concentrato di pomodoro 2 uova sale e pepe noce moscata La preparazione inizia con la cottura del brasato che richiede parecchie ore. La carne va salata e pepata e messa in una capiente casseruola dove la cipolla, la carota e il sedano si saranno rosolate nel burro. Aggiungete il chiodo di garofano e una volta che anche la carne avrà preso colore ricopritela interamente col vino rosso che deve essere di buona qualità, e questo è fondamentale. Se il vino non basta a ricoprire il tutto aggiungete acqua tiepida. Lasciate cuocere il tutto coprendo il recipiente a fuoco molto lento e a metà cottura aggiungete il concentrato di pomodoro. La carne sarà pronta quando sarà perfettamente disfatta con un sugo molto denso. A questo punto in una terrina unite il Parmigiano-Reggiano (possibilmente di almeno 30 mesi) e il pane, entrambi grattugiati al momento, e aggiungetevi solo il sugo della carne. Volendo si possono aggiungere le verdure utilizzate e passate con un passaverdure. Unite al composto le uova e un pizzico di noce moscata, amalgamando il tutto con una forchetta. Lasciare riposare e iniziate a preparare la pasta mettendo la farina a fontana e aggiungendo le uova, l’acqua e il sala, impastando fino ad ottenere un composto omogeneo che metterete a riposare per almeno 20 minuti coperta con un canovaccio o pellicola trasparente. Se non siete capaci di tirare la pasta col mattarello usate l’apposita macchina, cercando di centellinare i passaggi, ottenendo una sfoglia di 1-2 millimetri. Su metà della sfoglia adagiate ad una distanza di circa 3-4 cm l’una dall’altra delle palline di ripieno grandi quanto una nocciola e ripiegare su di esse l’altra metà della sfoglia avendo estrema cura che i margini siano ben uniti per evitare che all’interno rimanga dell’aria che aprirebbe l’anolino durante la cottura. Ritagliare i vari anolini con l’apposito stampino e infarinateli leggermente in modo che non si attacchino l’uno con l’altro. Quando è l’ora di cuocerli è necessario avere un buon brodo di manzo e cappone, oppure manzo e gallina evitando accuratamente tutti i brodi pronti. Fateli cuocere per circa 5-6 minuti (a seconda dello spessore della sfoglia) e serviteli con abbondante Parmigiano grattugiato. Una volta assaggiati saprete cosa vuol dire il Natale a Parma. Come vino da abbinare la tradizione popolare direbbe Lambrusco (c’è addirittura chi lo mette nel brodo), Delta del Vino vi consiglia di abbinare agli anolini del vino bianco che può essere una tradizionale Malvasia Secca dell’Emilia oppure...

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Idee per il Natale: Storione in veste classica

Idee per il Natale: Storione in veste classica

Con il Natale alle porte si inizia a pensare a come trascorrerlo, con chi e – soprattutto – cosa preparare per uno dei pranzi ritenuto ancora oggi tra i più importanti nell’arco dell’intero anno. È l’occasione per riunire la famiglia, per prendersi una pur breve pausa prima di affrontare un lungo e freddo inverno, per celebrare la nascita di Cristo o, solamente, per passare una o due giornate gozzovigliando e aprendo regali, magari in una calda casa tutta addobbata per le feste. Quello che accomuna un po’ tutti è la sacralità tipicamente italiana dello stare a tavola con tantissime portate, una più sfiziosa dell’altra. Delta del Vino, quindi, non poteva restare immune da consigliare alcune ricette particolari, speriamo sempre gradite, ovviamente senza dimenticare di consigliare ai propri clienti – vecchi e nuovi – i vini più adatti per ogni occasione. Potete, pertanto, contattarci via email o telefonicamente e vi daremo tutte le informazioni necessarie (rastelli@deltadelvino.com | 0521 980 161). La ricetta di oggi – la prima dedicata al Natale – prevede l’utilizzo dello Storione, un pesce le cui carni sono tra le più pregiate per il contenuto e il valore proteico. È noto soprattutto per le sue uova dalle quali si ottiene il caviale. Essendo un pesce che, come il salmone, risale la corrente passando dall’acqua salata del mare a quelle dolci dei fiumi un tempo la pesca del salmone veniva fatta prevalentemente in Po, oggi in Italia esistono solo allevamenti dove è possibile trovare la specie californiana, unica ad avere carni molto bianche. La ricetta odierna è molto semplice e particolarmente gustosa e per 6 persone occorrono questi ingredienti: Filetto di Storione da 1 Kg 200 gr di Vino bianco secco 150 gr Di Pancetta tesa a fette sottili 2 Carote 1 Cipolla media burro alloro Come prima cosa è necessario spellare il filetto ed eliminare dalla polpa le parti che risultano maggiormente scure. A questo punto va bardato con molta cura con la pancetta ricoprendo per bene tutta la superficie. In una padella, adatta ad andare in forno, ben calda rosoliamo il filetto in un po’ di burro voltandolo fino a quando non sarà rosolato da entrambe le parti. Tagliamo le carote e la cipolla a pezzetti e aggiungiamole, assieme a qualche foglia di alloro, bagnando il tutto col vino bianco che lasceremo sfumare prima di trasferire il tutto in forno pre riscaldato a 160 °C e dove lasceremo cuocere il nostro Storione per 30-35 minuti. Passato questo tempo sforniamo il nostro pesce e, se necessario, facciamo restringere il fondo di cottura sul fornello prima di servire a tavola. Sicuramente sarà un piatto che verrà particolarmente gradito e vi consigliamo di servirlo accompagnato da un buon vino bianco come può essere il Franciacorta DOCG Saten, oppure il Borgo Imperiale Franciacorta Brut DOCG se vogliamo stare nell’universo elle “Bollicine”, mentre se vogliamo addentrarci nel mondo dei bianchi il nostro consiglio cade su un Ribolla Gialla Sass Ter Grave del Friuli o su un Gewurztraminer dell’Alto Adige che potrete trovare tutti nella nostra Selezione di...

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