Dai vigneti Grand Cru uno Champagne di gran classe

Dai vigneti Grand Cru uno Champagne di gran classe

Uno Champagne con una storia di oltre un secolo, tramandata di generazione in generazione, tra le colline del dipartimento della Marna, dove in un mosaico di pendii e terroir si sviluppano una serie di vitigni per produrre un vino ricco di aromi e finezza. Pinot Nero e Chardonnay sono le uve che – attraverso lo scorrere delle stagioni, l’amore per la terra, il rispetto per il suolo e il duro lavoro dell’uomo – ci regalano questo pregiato Champagne, cresciuto in vasche e barili termoregolati e dove l’unione tra tecnica, modernità e tradizione, finisce quel miracolo che ogni anno entra nelle bottiglie della famiglia Pierson-Cuvelier. Un prodotto di assoluto prestigio, vero fiore all’occhiello della gamma di produzione di questa storica azienda vitivinicola con sede a Louvois, nel cuore della Montagna di Reims, tra le tenute Bollinger e Moët & Chandon. Questo Cuvée Millésime della selezione Delta del Vino è uno Champagne blanc de noirs, prodotto con uve di Pinot Nero al 100% che ha beneficiato di un lungo invecchiamento per conferire una maggiore complessità a questo millesimato, dopo un anno di vinificazione trascorso in botte. Caratterizzato da un magnifico color giallo paglierino, con riflessi dorati e dal fine perlage, è un vino che al naso si presenta aprendosi con un bouquet fresco, fine e fruttato, con profumi di frutti bianchi, arricchiti da piacevoli leggere note speziate. Al palato risulta piacevolmente fresco, con un corpo potente e generoso, adatto ad accompagnare aperitivi e frutti di mare, ideale in abbinamento a piatti di pesce e carni bianche. Per ulteriori informazioni potete scegliere e farvi consigliare consultando il nostro sito, oppure contattandoci allo 0521 980 161 o scriverci una email ai recapiti che trovate qui sotto. Uve Pinot Nero 100% Zona di produzione Champagne Vendemmia Raccolta manualmente in piccole cassette, spremitura soffice (resa 55%) e fermentazione a temperatura controllata in vasche di acciaio. Vigneti Di proprietà Gradazione alcolica da 12% vol. Caratteristiche organolettiche Colore giallo paglierino, con spuma e corona evidenti dal fine perlage, è un vino che al naso si presenta aprendosi con un bouquet fresco, fine e fruttato, con profumi di frutti bianchi, arricchiti da piacevoli leggere note speziate. Al palato risulta piacevolmente fresco, con un corpo potente e generoso. Abbinamento Ottimo come aperitivo, adatto a tutti i tipi di antipasti, con crostacei e piatti di pesce in genere, carni bianche, salumi e formaggi freschi. Temperatura di servizio 6-8 °C CONTATTACI PER INFO E ACQUISTI Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

Read More

Ogni occasione è perfetta per un calice di Champagne

Ogni occasione è perfetta per un calice di Champagne

Che sia inverno o estate (le mezze stagioni non ci sono più, dicono), che ci sia il sole, la pioggia o la neve, poco importa, è sempre il momento adatto per gustare un buon bicchiere di Champagne, di quello buono però. Delta del Vino è lieta di presentare il nuovo prodotto che arriva dal cuore della Marna, grazie ad una famiglia che dal diciannovesimo secolo produce questo vino bianco di gran classe. Da allora Bernard e il figlio Sébastien Bijotat producono con una particolare attenzione in ogni sua fase lo sviluppo del loro champagne, attraverso una vinificazione attenta, soprattutto, all’ambiente e alla costante diminuzione di additivi in questo pregiato prodotto che siamo lieti di proporre alla nostra selezionata clientela. Questo Cuvée Confidentielle si sviluppa attraverso i tre vitigni dello champagne, ovvero il Pinot Nero, il Pinot Meunier e il Chardonnay che arrivano da tre differenti zone, quali Romery-sur-Marne (87%), Chézy-sur-Marne (9%) e Villiers St. Denis (4%) dove le uve vengono ancora raccolte manualmente. La fermentazione malolattica avviene in acciaio e botti in legno a temperatura controllata e, dopo l’imbottigliamento, il vino resterà nelle cantine sotterranee per almeno altri 3 anni, dove la naturale temperatura costante, consentirà lo sviluppo della fermentazione secondaria, caratteristica fondamentale per la produzione delle celebri bollicine. Si tratta di un vino dal classico color dorato che contrasta col bianco della schiuma generata dalla tumultuosa effervescenza iniziale. Al naso i primi profumi che si percepiscono sono quelli caldi dell’albicocca secca e dell’uva matura che si mescolano con note floreali, in particolare rose e iris, con un finale nota di miele ben percepita al palato. Ideale con il foie gras oppure con delle mele al forno vi consigliamo di provarlo, servito ad una temperatura di 6-8°C, con tanti altri piatti, magari osando con abbinamenti strani. Per ulteriori informazioni potete scegliere e farvi consigliare consultando il nostro sito, oppure contattandoci allo 0521 980 161 o scriverci una email ai recapiti che trovate qui sotto. Uve Pinot Meunier 60%, Chardonnay 30%, Pinot Nero 10% Vendemmia Fine agosto, inizi settembre Vinificazione Pressatura soffice. Fermentazione malolattica in acciaio e in botti di legno Maturazione In bottiglia nelle cantine sotterranee per più di 3 anni Gradazione alcolica da 12% vol. Caratteristiche organolettiche colore giallo dorato, con schiuma bianca, dal profumo di albicocca secca e uva matura, con note floreali di rose e iris e una finale nota si miele Abbinamento Ideale come aperitivo e valorizza in modo particolare qualunque piatto, dall’antipasto al secondo Temperatura di servizio 6 – 8°C CONTATTACI PER INFO E ACQUISTI Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

Read More

L’unione fa la forza: nasce un nuovo gemellaggio tra Chianti Classico e Champagne

L’unione fa la forza: nasce un nuovo gemellaggio tra Chianti Classico e Champagne

Ci sarà nelle prossime settimane la storica firma che sancirà il gemellaggio tra due tra le più importanti Denominazioni del mondo enologico: Chianti Classico e Champagne. E verrà fatto nel segno dell’Unesco dove lo Champagne è già considerato Patrimonio dell’Umanità con i Coteaux Maison et Caves de Champagne, mentre il Chianti Classico è sulla buona strada per ottenere l’ambitissimo riconoscimento. Con questa firma di intese si gettano le basi per una importante collaborazione su più fronti, così come ha annunciato Sergio Zingarelli, Presidente del Consorzio del Vino Chianti Classico, mentre effettuava lo scambio simbolico tra bottiglie di Gallo Nero e bollicine francesi assieme al ceo del Comité Champagne Vincent Perrin avvenuto nel maestoso Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze. “Sta nascendo una collaborazione tra eccellenze, il Chianti Classico e una delle zone di produzione più importanti al mondo: lo Champagne” ha affermato Zingarelli al fianco di Perrin, aggiungendo che “stiamo studiando il protocollo di collaborazione che firmeremo nelle prossime settimane dove punteremo su vari fattori: dalle politiche di governance dei due territori alla tutela dei nostri nomi e marchi a livello mondiale. Su questo lo Champagne ha molto da insegnarci e si aggiungeranno scambi culturali e di esperienze e, probabilmente, faremo assieme anche campagne di comunicazione per affiancare le due eccellenze della produzione vinicola francese ed italiana nel mondo”. Non a caso questa presentazione è avvenuta a Firenze, notoriamente già Patrimonio dell’Unesco, che nel 1954 ha stretto un gemellaggio con Reims, una delle celebri capitali dello Champagne. Anche il Ministro Maurizio Martina, attraverso un videomessaggio trasmesso durante l’evento, si è detto particolarmente soddisfatto di questo futuro gemellaggio promettendo un grande impegno nella candidatura del Chianti a Patrimonio dell’Unesco. “Atto doveroso che possiamo fare insieme per rappresentare al massimo livello una storia di eccellenza come quella del Chianti. Prendersi questo impegno per celebrare i 300 anni di questa esperienza è una bella scommessa sul futuro che dobbiamo vincere...

Read More

Champagne 2016: meno e più costoso

Champagne 2016: meno e più costoso

Come si temeva tra gelate invernali, muffe e grandine durante l’ultima primavera e qualche fenomeno di marciume in estate stanno causando un netto calo di produzione delle uve per questa annata. Le stime parlano di 7.000/7.500 chili di uva per ettaro contro i 10.800 massimi fissati dal Comité Interprofessionnel du Vin de Champagne. In una recente intervista al magazine d’oltremanica Decanter il presidente dell’Union de Maisons de Champagne, Jean Marie Barillère, dice che non c’è da preoccuparsi per la scarsità delle bottiglie, mentre ci sarà da aspettarsi una lievitazione dei prezzi per i prossimi anni. Le scorte, sempre secondo Barillère, garantiscono i livelli di offerta di prodotto sul mercato, nonostante un’annata tra le più infelici come l’attuale. Non ci sono preoccupazioni nell’ambiente in quanto lo Champagne rimane uno dei prodotti top con un aumento, nel 2015, delle esportazioni del 9% contro un -1% del mercato interno, con la domanda si spumanti nel mondo in continuo aumento e la produzione di Champagne, regolata dalla Denominazione d’Origine (Aoc), che ha un limite massimo, che va al di là della generosità sia climatica che della vigna. Si sta investendo molto sulla qualità e sulle pratiche agricole e l’insieme di questi fattori determineranno anche una crescita dei prezzi dello Champagne per i prossimi 5-6 anni e, si spera, anche la qualità del prodotto finito. Nel 2015, anno record, sono state prodotte 312,5 milioni di bottiglie con un giro d’affari che ammonta a 4,75 miliardi di euro, decisamente molto più, soprattutto sul fronte del prezzo medio, dei 4,56 miliardi totalizzati nel 2007 su una base di 339 milioni di bottiglie prodotte. Quindi non ci sono grandi preoccupazioni da parte dei viticoltori della regione più famosa al mondo per gli spumanti ma a noi, da buoni italiani, viene da pensare che – al contrario – le nostre coltivazioni non hanno, fortunatamente, subito danni climatici quindi è lecito supporre che anche quest’annata per il vino italiano sarà di grande qualità e ci vedrà – come ormai consuetudine – a primeggiare a livello mondiale, quindi è lecito chiedersi perché non preferire il vino...

Read More

Vini spumanti: alla scoperta delle bollicine

Vini spumanti: alla scoperta delle bollicine

I vini spumanti si distinguono dalle altre tipologie di vini speciali sotto, almeno, tre punti di vista: sotto l’aspetto normativo-legislativo dove è consentito l’impiego di saccarosio per la produzione, sotto l’aspetto compositivo a causa del forte contenuto di anidride carbonica CO2 e sotto l’aspetto organolettico per l’effervescenza. La categoria si diversifica in base alla tecnologia di produzione: il vino spumante può essere ottenuto mediante la rifermentazione in bottiglia (definita sistema classico), oppure mediante la rifermentazione in contenitori ermetici (definita rifermentazione in autoclave), oppure mediante l’aggiunta di CO2 artificiale (definiti vini addizionati di anidride carbonica). La documentazione inerente la nascita degli spumanti, oggi, è abbastanza discussa. Tradizionalmente si riteneva che la patria d’origine fosse in Francia, nella regione dello Champagne, situata a Nord-Est di Parigi, tra l’altro ai limiti settentrionali della coltivazione della vite con centri di riferimento in Reims e Epernay. Analisi più approfondite sembra confermino l’esistenza, in epoche antecedenti il 1670 (data riconosciuta per la Francia), di un vino simile prodotto, però, in Italia nelle Marche e a Brescia. Si è accertato che a produrre il vino (inizialmente per scopi ecclesiastici), in entrambi i casi, siano stati frati benedettini legati dall’ordine religioso. La tradizione comunque vuole che sia Dom Perignon, cantiniere dell’Abbazia di Hatvillers, nei pressi di Epernay, a diventare il padre della spumantizzazione. Per rimanere ancora nella storia possiamo dire che Dom Perignon ricevette inizialmente l’incarico di eliminare, se non di contenere, quello che per il periodo era ritenuto un inconveniente: la fermentazione in bottiglia, quindi la presenza di gas, che oltretutto provocava la rottura di moltissime bottiglie. Nello stesso periodo l’interesse per questo vino ricco di frizzantezza trovò riscontro positivo presso le corti inglesi. Furono proprio gli inglesi che consentirono di superare l’inconveniente dello scoppio delle bottiglie mettendo in regime le fonderie di vetro, produttrici delle bottiglie, che passarono dall’alimentazione a legna a quella con carbone. Questa innovazione consentì di aumentare il punto di fusione del vetro e, quindi, la resistenza delle bottiglie prodotte. Superato questo primo limite gli inglesi apprezzarono il vino e chiesero di perfezionarne la produzione. A questo punto Dom Perignon si dedicò allo studio di tutti i fenomeni connessi alla formazione del gas all’interno della bottiglia, così come quello della sostituzione dei tappi che passarono da quelli in legno a quelli in sughero, ancora oggi i più utilizzati, e ancorati al collo della bottiglia con una gabbietta metallica. Fu, così, ufficializzata la nascita dello Champagne e fu un accordo internazionale a valenza europea dove venne stabilito che solo i vini prodotti nella zona di Epernay e Reims potessero appellarsi col nome Champagne. Le viti che concorrono alla realizzazione del prodotto in Francia sono Chardonnay, Pinot Noir e Pinot Meunier innestate prevalentemente su Chasselas x Berlandieri 41B e coltivate su un territorio costituito da marne argillose calcaree fortemente clorosanti. In ogni caso è importante osservare che si adattano bene i vini con forti acidità, scarichi di colore e poveri di corpo. I principi del metodo di spumantizzazione si distinguono in: vinificazione del vino base, successiva presa di spuma e rifermentazione nel contenitore prescelto. [Fine parte...

Read More