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Soddisfazione in Toscana per la partenza della vendemmia 2018

Le piogge che hanno caratterizzato la primavera e l’inizio estate hanno fatto sì che la vendemmia 2018 in Toscana venga posticipata di una buona settimana rispetto allo scorso anno, caratterizzato dal grande caldo e siccità. Questo fa ottimamente sperare per una annata di ottima qualità dei nostri vini, sempre che il restante mese di agosto e quello di settembre non porti cattive sorprese. Intanto possiamo riscontrare un aumento del 15% di grappoli e la cosa è di buon auspicio considerato che tra un po’ inizierà la vendemmia con le uve bianche di Pinot e Chardonnay in un percorso che vedrà a settembre e ottobre il proseguimento delle altre pregiate uve di Sangiovese e Montepulciano.

La novità di quest’anno è il ritorno dei voucher in agricoltura dopo l’approvazione definitiva del Decreto Dignità che assicurano posti di lavoro occasionali per la raccolta delle uve di studenti, disoccupati, cassintegrati e pensionati. «Con il loro ritorno in agricoltura – dice il presidente di Coldiretti Toscana Tulio Marcelli – si riaffermano i principi originari senza gli abusi che si sono verificati in altri settori e si assicura al settore uno strumento che semplifichi, sia agile e flessibile rispondendo soprattutto ad un criterio di tempestività, necessaria ad una attività condizionata dall’andamento stagionale. Del totale dei voucher utilizzati in Toscana – continua Marcelli – che ricordo nel 2016 sono stati 10.400.000, solo l’1,3% è stato impiegato in agricoltura dove sono nati e rappresentano un valido contributo all’emersione del lavoro sommerso impiegati esclusivamente in attività stagionali come la raccolta delle uve e delle olive»

In effetti le province toscane dove sono stati venduti nel 2016 i 143.392 voucher destinati al settore sono quelle a forte vocazione vitivinicola ed olivicola: in testa Siena con 42.447 voucher, pari al 29%, seguita da Firenze con 30.089 voucher, pari al 20%, distaccata Arezzo con 18.555 voucher, che rappresentano il 12%. «Ora però – mette in evidenza Antonio De Concilio, direttore Coldiretti Toscana – occorre fare prestissimo per adeguare la procedura Inps affinché le novità sui voucher tanto attese dalle imprese viticole siano immediatamente disponibili ed evitare che la burocrazia rallenti o addirittura vanifichi gli sforzi fatti dal Governo e dal Parlamento.

L’esperienza toscana conferma come i voucher – continua De Concilio – non sottraggono lavoro, ma ne liberano altro a cui altrimenti le imprese avrebbero rinunciato, spesso insieme alla raccolta del prodotto. Basti pensare che nel 2016, ultimo anno di vita dei voucher, gli operai agricoli sono cresciuti del 5% raggiungendo la soglia delle 57.000 unità. I voucher tornano in agricoltura – precisa De Concilio – con principi che li ancorano saldamente alla remunerazione del lavoro stagionale di disoccupati, cassintegrati, pensionati e giovani studenti under 25 che non siano stati operai agricoli l’anno precedente. Possono utilizzare i voucher le imprese agricole con non più di 5 dipendenti e per un massimo di 10 giorni. Ogni lavoratore può riscuotere al massimo 5000 euro l’anno e 2500 euro dallo stesso datore di lavoro. Con il ritorno dei voucher si assicura al settore vitivinicolo, cosi strategico per la Toscana, uno strumento che semplifichi in modo agile e flessibile».

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