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Saper scegliere il vino giusto, quasi un’arte

È capitato a tutti di trovarsi nell’indecisione di dover scegliere il vino giusto, come ad esempio al ristorante a chi non è capitato che il cameriere si rivolgesse a voi –si, proprio a voi in mezzo a tanti – chiedendo quale vino portare. I casi sono due, o tra gli altri commensali c’è qualcuno con spirito d’iniziativa che accentra tutto su di sé oppure, nella peggiore delle ipotesi, gli sguardi di tutti si concentrano su di voi e, qui, dovete essere pronti a decidere quale vino far portare senza spendere un patrimonio accontentando un po’ tutti.

Stesso discorso quando dovete fare l’acquisto per casa o se andate in visita ad amici o parenti. Insomma, la scelta è fondamentale, perché il vino giusto apre tante porte. Quindi bisogna saper calcolare in base alle comuni regole di abbinamento cibo/vino ma, anche, tenendo presenti altri fattori come i gusti dei vari commensali e la giusta fascia di prezzo per non mettere in difficoltà qualcuno.

Sulla regola dell’abbinamento alle portate solitamente se il piatto è strutturato vorrebbe un vino corposo, un piatto leggero un vino altrettanto leggero e per i dolci un vino dolce. Ma, se i vostri compagni di mangiata sono di mente aperta, si può anche osare stupendo amici e parenti, col rischio di fare ottima figura o pessima.

Per stare tranquilli alcuni consigli utili potrebbero essere questi che Delta del Vino vuole elencarvi.

Vino per antipasti

Se sono a base di verdure o pesce, un vino bianco secco, giovane e leggero o uno spumante secco non sfigureranno mai. Se gli antipasti sono a base di salumi o carne optate per un vino rosso leggero o di medio corpo.

Vino per i primi piatti

Per le paste e i risotti possiamo divide in base al condimento. Sughi di carne, pesce o selvaggina vanno trattati come i secondi, che vi illustreremo più avanti, mentre per i primi come pasta o tortellini al burro e salvia andiamo su un vino bianco secco di media struttura. Se la scelta cade su spaghetti al pomodoro un vino rosso leggero, zuppe e minestre con verdure un vino bianco secco, se con pomodoro o carne un rosso non troppo strutturato. Se mangiate la pizza comportatevi in funzione della farcitura.

Vini per i secondi

Con le carni bianche, alla griglia o al forno, un bianco tipo Chardonnay o un rosso di media struttura. Per le carni rosse e la selvaggina, invece, il rosso dev’essere ben strutturato o di media struttura a seconda delle carni. Col maiale possiamo preferire un vino più morbido e meno evoluto, se non addirittura un Lambrusco. In casi come con rane o lumache da non sottovalutare i vini novelli, mentre con le uova adatti sono vini bianchi evoluti, ma non eccessivamente secchi.

Vino per i formaggi

Qui ci si complica un po’ la vita a causa delle tantissime varietà di formaggi. Diciamo che i formaggi freschi richiedono vini bianchi secchi e leggeri che diventeranno di medio corpo oppure rossi, leggeri e con pochi tannini per i formaggi leggermente stagionati. Quelli a lunga stagionatura, invece, preferiscono vini rossi anche invecchiati, a secondo del tipo di formaggio. Infine per i formaggi a pasta molle abbinate vini bianchi di struttura ma non maturati in legno e per quelli erborinati e piccanti l’ideale sarebbero dei passiti dolci.

Vini per i dolci

In questo caso evitate gli spumanti e lo champagne come, spesso accade. I dolci richiedono vini dolci o passiti a seconda delle varie tipologie. Se proprio volete stappare la bottiglia col botto indirizzatevi su del Moscato spumante.

Per ulteriori informazioni potete scegliere e farvi consigliare consultando il nostro sito, oppure contattandoci allo 0521 980 161 o scriverci una email ai recapiti che trovate qui sotto.

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