Riparte il campionato di calcio, allo stadio con un buon vino

È ripartito sabato scorso con Parma-Juventus il campionato italiano di calcio e gli stadi da Nord a Sud dello stivale hanno ricominciato a “bollire” con le tifoserie pronte a dare il loro sostegno alla squadra del cuore. Ma oggi i principali stadi – non solo italiani – non sono solamente dei contenitori dove la gente si accalca ad incitare i propri beniamini, molto spesso (purtroppo) perdendo il senso logico che è alla base dello sport, ma anche luogo di incontro per vivere l’evento sportivo come fosse una grande festa. E, allora, se le curve rimangono fedeli alla “missione” di essere il dodicesimo in campo nelle tribune hanno iniziato a prendere sempre più forma dei veri e propri salotti (non accessibili a tutti, per onestà) dove il contorno a volte arriva a superare lo spettacolo centrale. Ovviamente in questi luoghi di ritrovo non poteva mancare la buona ristorazione dove anche il vino ha un ruolo di fondamentale importanza. Li chiamano Skybox e Skylounge ed hanno una visione privilegiata del terreno di gioco dove è possibile godere del lavoro di chef di altissimo livello e poter, magari, brindare ad un goal o alla vittoria con vini di alta classe. La prima società sportiva che diede il via a questa moda fu, parecchi anni fa, il Real Madrid che all’interno del Santiago Bernabeu aprì il Puerta 57 che è ubicato nell’anello superiore del bellissimo stadio madrilista. Oggi è diventato un vero business anche in Italia, si pensi che dal 2014 il Chianti Classico iniziò una partnership con la Fiorentina che portò alla nascita del Crystal Lounge Gallo Nero che abbinava la classica cucina regionale al celebre vino toscano. Ovviamente non potevano non seguire l’onda gli altri principali stadi della Serie A italiana, quindi che si tratti dell’Olimpico, dove giocano Roma e Lazio, del Meazza che ospita Milan ed Inter, dello Juventus Stadium, del San Paolo di Napoli ma, anche, del Tardini di Parma e del Gewiss Stadium dove gioca l’Atalanta, state certi che il vino di qualità non manca mai, accompagnato da piatti preparati da chef stellati in quello che potrebbe essere un nuovo business, relegato ai tifosi vip delle nostre squadre di calcio, mentre il tifoso “verace” e tenace resta orgogliosamente nella curva a prendere sole, vento e tempesta per poter dire «io c’ero per davvero». Due modi di vivere lo sport. Certo è che se esistesse un campionato dell’area ristorante il nostro calcio tornerebbe di diritto ad essere uno dei principali contendenti della vittoria finale.

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