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Quando la vite piange dobbiamo essere felici

In queste prime giornate di primavera a qualcuno sarà sicuramente capitato di passare vicino a dei vigneti e avrà notato quello che sicuramente è uno dei più affascinanti fenomeno che caratterizzano il ciclo biologico della vigna. Molto poeticamente questo fenomeno è chiamato il pianto delle viti e, in effetti, vedere le viti che piangono insieme in una sorta di conversazione col sole salutando e ringraziando l’uomo che le accudisce e lo premierà con le sue gemme dalle quali verrà ricavato l’ottimo vino – piacere tra i più grandi che l’essere umano possa avere – è quantomeno emozionante. Ovviamente la realtà è un tantino differente e questo fenomeno è determinato dall’innalzarsi della temperatura che coincide col risveglio della vigna che, ancora intorpidita dal sonno invernale, inizia a succhiare l’acqua dal terreno che seguendo il naturale fluire del corpo dalle radici sale verso i tralci generando l’effetto della lacrimazione attraverso le estremità potate. Dopo il pianto, perciò, è sconsigliata la potatura invernale, in quanto il ciclo vitale ha ripreso il suo corso tornando a nutrire le sue gemme e a sviluppare i sarmenti e di conseguenza i fiori che produrranno i grappoli che ci regaleranno l’uva per la nuova stagione. Se vi capita provate a perdervi passeggiando tra le viti in queste belle giornate dalle temperature assolutamente gradevoli, vi garantiamo che sarà un’esperienza unica, tra le lacrime della vite e le nuove gemme dal colore verde chiaro che simboleggiano la nascita di nuovi frutti e, di conseguenza, ottimo vino che arriverà a deliziarci e a rallegrare le nostre giornate. Magari, mentre starete sorseggiando un buon calice di vino, vi tornerà in mente questo pianto di gioia che le viti hanno voluto regalarvi invitandovi ad aspettare che quelle lacrime si trasformassero nel vino che, magari, state assaporando con tanto gusto. Com’è bella la vita se la sappiamo vedere dal lato giusto.

 

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