Notizie Utili

Puntuale torna il Rootsway Festival, l’evento che unisce gusto e american music nella Bassa parmense

7 e 8 luglio, torna il Rootsway Festival. E come ogni anno noi ci saremo. Non come espositori ma come fruitori di uno dei pochi eventi che coniuga le tradizioni eno-gastronomiche a quelle musicali. Tradizioni che – troppo spesso – vanno perdute per, poi, ritornare vive nei nostri ricordi in quelle rare occasioni che ormai ci capitano. E la Bassa parmense non poteva essere scenario migliore per traghettare i suoni del lontano Mississippi e degli Appalachi che il Rootsway, Roots’n’Blues & Food Festival ci ha fatto conoscere ed apprezzare. Non è un caso se alla data di Diolo di Soragna, nel magnifico Podere La Bertazza, ogni anno migliaia di persone si riuniscono per festeggiare l’estate, i suoi magnifici tramonti, il canto delle cicale e i profumi che giungono dalla cucina saldamente nelle mani degli Amici della Bertazza, meravigliosi e simpatici cucinieri come “una volta”, nel pieno rispetto delle tradizioni del Mondo Piccolo. Appunto quella “fettaccia di terra” – come il geniale Giovannino Guareschi usava chiamare – che proprio a poche centinaia di metri aveva il proprio centro nevralgico, dove oggi all’interno della Torre Campanaria (ricca di storie popolari) troviamo il “Centro del Boscaccio” immobile testimone di queste terre e di questa vita per nulla semplice. Terre piatte che si perdono a vista d’occhio quando non c’è la nebbia che ti entra nelle ossa e ti spezza in due che, però, quando non c’è è desiderata. Si, perché la nebbia è uno degli ingredienti che fanno diventare sublime il Culatello che dei salumi è il re assoluto e che solo nella Bassa può chiamarsi così. Una terra che d’estate diventa un inferno ma che, poi, è bello sedersi sotto le frasche a bersi un bicchiere di vino anche col diavolo in persona, che qui ci viene spesso a riposare. Una terra dove il mangiare e il bere “nostrano” è una religione e anche i preti e i sindaci lo sanno, come Peppone e Don Camillo che qui son nati e qui hanno costruito la loro amicizia, burbera ma sincera. E un buon bicchiere di vino, Lambrusco o Fortana, non mancava mai, per sancire un’amicizia, per gioire le sere d’estate o d’inverno davanti al camino a mangiare i “Calzagatti”, roba da poveri, ma buona un bel po’. E Guareschi, colui che meglio di chiunque ha raccontato a tutto il mondo le meraviglie di questa terra, sapeva cosa voleva dire mangiare nella Bassa, lui che nel 1964 aveva aperto a Roncole Verdi una trattoria dove la torta fritta, culatello, spalla cotta, anolini e tortelli di erbetta, oltre alla polenta, erano cosa seria per davvero. La meraviglia della semplicità, che ritorna puntuale ogni anno nel Mondo Piccolo e Delta del Vino, puntuale anch’essa, se ne va per una volta a riposarsi nelle Terre di Po per mangiare e bere come una volta.
Non a caso si chiama A Tavola col Blues.
Ingresso libero | ampio parcheggio | www.rootsandblues.org | info@rootsandblues.org | tel. 339 384 9219

manifesto Rootsway 2017, grafica Antonio Boschi WIT Grafica e Comunicazione

Scopri i migliori vini, CHIAMA