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Potrà il terremoto Donald Trump frenare le esportazioni di vino italiano negli USA?

È il meno amato, il più antipatico, ricco e sbruffone Presidente degli Stati Uniti della storia, ma il dato di fatto è che sulla poltrona più importante degli USA siede Donald Trump, l’arcimiliardario, proprietario di hotel, casinò, della Trump Tower nel cuore di Manhattan, oltre a tanti importanti brand e – udite, udite – produttore di vino con i suoi 500 ettari di vigna a Charlottersville (Virginia) dove produce una decina di tipologie di vino, tra bianchi, rossi, spumanti e rosé. Poi poco importa se questo riccone dal ciuffo d’oro mangi quasi esclusivamente hamburger bevendo cola dietetica, quello che preoccupa è l’inasprimento della sua politica dell’”America First” che sta frenando le economie degli altri Paesi, limitando drasticamente le esportazioni verso uno dei Paesi più ambiti. Ovviamente questa preoccupazione tocca anche l’Italia, una delle nazioni più amata negli USA per i suoi prodotti di gran classe e qualità. Solo parlando di esportazioni del comparto alimentare il volume d’affari per le nostre aziende nel 2017 è stato pari a 4 miliardi di Euro, con un incremento del 6% rispetto al precedente anno che già aveva regalato ottimi risultati e arrivando a raggiungere i 40 miliardi nel totale per il Made In Italy. Adesso questa “bizzarra” scelta di Donald Trump di attivare questa forma di protezionismo ha messo in allarme i vari mercati mondiali. Scelta certamente che non mette tranquillità in un momento assolutamente delicato come quello attuale, con il brivido di una guerra mondiale dietro la porta. Anche l’Italia, ovviamente, sta cercando di mettersi al riparo da questa illogica chiusura delle frontiere e per scavalcare il muro che il 45° Presidente USA vuole erigere il nostro Ministero dello Sviluppo Economico ha incaricato l’Agenzia ICE di studiare un progetto di promozione del vino mai realizzato negli USA con un investimento di 20 milioni di euro da suddividere in 3 anni, a difesa del principale prodotto agroalimentare italiano esportato in America. Di buono c’è che i rapporti tra Italia e Stati Uniti sono sempre stati ottimi e i recenti disastri nelle vigne californiane hanno messo in parte in ginocchio la produzione interna statunitense, ma con un personaggio “umorale” come Trump non è facile sapere cosa deciderà di fare nel prossimo futuro. Staremo a vedere, forse conviene sperare che a Melania piaccia tanto il Made In Italy.

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