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Non solo vino, anche la ristorazione italiana sul tetto del mondo

Sempre più positivi i risultati di questa annata per l’eno-gastronomia italiana. Dopo gli esaltanti risultati in termini di vendita (soprattutto all’estero) e popolarità dei vini italiani, capaci di superare la concorrenza oltralpe dei cugini francesi, anche “tra i fornelli” dimostriamo di essere i numeri uno al mondo. Merito dello chef emiliano Massimo Bottura che con la sua Osteria Francescana di Modena ha completato la scalata della “The World’s 50 Best Restaurants” iniziata con due terzi posti (2013 e 2014) e il secondo dello scorso anno. E in questo 2016 la vittoria è stata schiacciante con la conferma della terza stella Michelin e, prima volta assoluta, uno strepitoso 20/20 (perfezione assoluta) dalla guida “I Ristoranti d’Italia” de L’Espresso. Dal podio virtuale Bottura scalza i fratelli spagnoli Roca del ristorante “El Celler De Can Roca” a Girona, mentre sul gradino più basso arriva il ristorante newyorkese “Eleven Madison Park” grazie allo chef Daniel Humm che si sono aggiudicati, inoltre, il premio Ferrari Trento Art Of Hospitality. Una consacrazione meritata per la nostra cucina che vede, tra i primi 50 classificati, altri 3 ristoranti. Al diciassettesimo posto, con un balzo verso l’alto di ben 10 posizioni, lo chef Enrico Crippa e il Piazza Duomo di Alba, mentre i fratelli Alajmo e il loro “Le Calandre” si attesta alla posizione n. 39. Poco più sotto troviamo il Combal Zero di Rivoli che regala allo chef Davide Scabin una grossa soddisfazione dopo la perdita della seconda stella Michelin e che risale dal 65° posto fino al 45° nella classifica finale. E, intanto, si fanno largo Niko Romito del ristorante “Il Reale” di Castel di Sangro (posizione n. 84) e Umberto Bombana che aggiunge al proprio palmares, oltre all’essere l’unico ristorante italiano tristellato all’estero la posizione n. 86. Vengono, così, confermati i pronostici che vedevano gli italiani tra i favoriti anche in virtù del “gioco di squadra” sostenuto anche a livello istituzionale con il “Food Act” voluto dal Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina. Ma, poi, lo sappiamo che quando si parla di alta cucina noi italiani siamo sempre in prima linea.

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