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L’importanza di essere un DOCG toscano: Vernaccia di San Gimignano

Toscana, culla della storia e terra di vini. Terra di vini pregiati e conosciuti in tutto il mondo che può vantare ben 11 vini DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita), terza regione italiana dopo Piemonte (16) e Veneto (14). Questo importante marchio sta ad indicare che, nel rispetto del disciplinare di produzione, l’origine geografica di un vino ed è riservato esclusivamente a quei vini riconosciuti come DOC. Unico vino bianco toscano che può vantare il DOCG è la Vernaccia di San Gimignano che, dopo aver ottenuto il DOC nel 1966 è passato a DOCG nel 1993. Uno dei vini di eccellenza della provincia di Siena è un vitigno autoctono che pare sia giunto in terra toscana dalla vicina Liguria attorno al Duecento se non, addirittura (e questa è un’altra possibile ipotesi), derivante dal termine latino vernaculum a significare che è del posto e questo giustificherebbe l’utilizzo del nome anche per altri vitigni, con differenti caratteristiche come, ad esempio, la Vernaccia di Oristano, in Sardegna. Sta di fatto che questo vino bianco ha una storia lunghissima e le note storiche ci raccontano che sul finire del Duecento faceva bella figura su tavoli nobili, di re, papi e mercanti. Nelle terre senesi, già ricche produttrici di zafferano, diventa uno dei prodotti di punta in un percorso storico fatto di un grande crescendo fino al Settecento quando, a serie del concatenarsi di più cause, ci fu una flessione che causò la quasi scomparsa di questo vitigno per arrivare fino ai nostri giorni dove gli anni ’60 dello scorso secolo segnarono la grande rinascita di questo prodotto tipicamente italiano. Recuperato, infatti, il vitigno dall’uso promiscuo la Vernaccia viene reimpiantata seguendo i criteri della viticultura specializzata. Nel 1966 è il primo vino italiano ad ottenere la DOC e nel 1972 nasce il Consorzio a sua tutela che da un ulteriore slancio a questo vino, particolarmente amato ed ambito. Con il nuovo secolo la Vernaccia di San Gimignano si contraddistingue con una generalizzata crescita qualitativa e di salubrità del prodotto, grazie anche ad un percorso fatto di “antica” consapevolezza da parte dei produttori capaci di interpretare una nuova tradizione.

Questo vino, che si presenta col suo caratteristico color giallo paglierino con riflessi dorati che si accentuano con l’invecchiamento, colpisce subito col suo profumo delicato e fruttato se consumato giovane, oppure con un sentore minerale di pietra focaia se aperto già affinato od invecchiato. Dal sapore armonico, sapido ed asciutto è capace di esaltare molti abbinamenti gastronomici, soprattutto della tradizione mediterranea. Ottimo con primi piatti e insalate di riso e pasta è sorprendente con la ribollita oppure con piatti di pesce, preparati in qualsiasi modo. Ottimo anche con fritture, uova e carni bianche, formaggi e verdure. Un vino estremamente duttile, consigliabile a chiunque da servire ad una temperatura di 8-10°C se di annata oppure a 12-14°C se riserva.

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