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Le Regioni del vino: Valle d’Aosta

La Valle d’Aosta è conosciuta in tutto il mondo per le sue celebri vallate e imponenti montagne, meta dei più abili scalatori, grazie a 4 vette superiori ai 4.000 m s.l.m. e degli amanti della natura in genere grazie, anche, alla presenza del Parco Nazionale del Gran Paradiso e a quello di Mont Avic, veri e propri gioielli di natura incontaminata. Ma non solo di natura possiamo parlare quando citiamo questa che è la più piccola regione italiana che, sotto l’aspetto viticolo ha forti legami e comuni tradizioni con il confinante mondo francese. E’ forse la regione più isolata ma, ciononostante, è stata da sempre terra di passaggio, attraversata da Romani, da Annibale e napoleone Bonaparte, abitata in periodo feudale e da sempre, pur tra mille difficoltà, coltivata con viti. Così isolata e montuosa è stata risparmiata dalla filossera e questo spiega perché si trovano ancora molte viti franche di piede, tipiche di questa zona. Frequentemente i vigneti sono coltivati in zone molto strutturati e su terrazzamenti di origine glaciale, su conoidi di deiazione e su piane alluvionali nel fondo valle. Le coltivazioni sono diverse tra loro: storici terrazzamenti, moderni rittochini, coltivazioni che vanno dal fondo valle a 300 m s.l.m., ma estese anche a quote di 1.200 m. Il tipico e consolidato sistema di allevamento è a pergola bassa, soventemente sorretta da tutori di pietra. Il clima è prevalentemente di tipo continentale alpino. Le uve che identificano la Valle d’Aosta sono:

  • A bacca bianca: Blanc de Morgex et de la Salle (franco di piede), Petite Arvine (chiamata “vite dei ghiacciai”)
  • A bacca rossa: Petit Rouge, Fumin e Vien de Nus, tutti tradizionali, e Nebbiolo (localmente chiamato Picotendre o Picotener).

I vini a DOC di questa regione (Vallée d’Aoste) sono sia bianco che rosso con indicazione del vitigno ed eventualmente la specifica delle sottozone:

  • Arnad Montjovet (rosso);
  • Blanc de Morgex et de la Salle (bianco);
  • Chambave (bianco Moscato e rosso);
  • Donnas (rosso);
  • Enfer d’Arvier (rosso);
  • Nus (rosso);
  • Nus Malvoisie (bianco);
  • Torrette (rosso).

Questi vini si abbinano alla perfezione alla cucina tipica valdostana, semplice e sostanziosa come ci si aspetta da un’alimentazione montana. Cibi ricchi di calorie, burro e panna usati come condimento, ma elaborati semplicemente, costituiscono le tradizioni di questa regione che frequentemente ingentiliscono l’influenza francese. Zuppe di pane o polenta cùnsa accompagnano la fonduta valdostana o la zuppa di Valpelline (verze e fontina) che si sposa con la mocetta (salume di capra o di camoscio) o con il pane di segale, lo speck o la cacciagione. Senza dimenticare i celebri formaggi Fontina e di latte vaccino, il più tipico e deciso Fromadzo, il Valle d’Aosta, Jambon de Bosses e il Valle d’Aosta Lard d’Arnad. E per concludere il liquore Genepy, a base di genziana e artemisia.

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