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Le regioni del vino: Friuli Venezia Giulia

Secondo gli storici la presenza della Vitis vinifera era già consolidata prima che i Romani, chiamati in difesa dei Veneti contro le popolazioni barbare dei Carni e dei Galli, la diffondessero. I Romani, conquistando il territorio, fondarono la citta di Aquileia che divenne centro di interesse economico e importante riferimento nella coltivazione delle viti e nel commercio dei vini. Il settore viticolo conobbe un notevole sviluppo sia con il dominio della Repubblica di Venezia, sia in epoche successive con l’Impero Austro-Ungarico. Il governo di Vienna, infatti, censì un catalogo composto di 127 vitigni originari della zona, che davano uve di qualità atte a produrre i vini destinati a rifornire le corti imperiali. Purtoppo il Friuli Venezia Giulia, oltre ad essere colpito dalle malattie e dalle guerre che afflissero l’intera Europa, risentì negativamente della massiccia emigrazione che causò lo spopolamento delle campagne con il conseguente abbandono dei vigneti. Solo dopo il risanamento del territorio la viticultura ebbe la capacità di riprendersi dando origine a quello che oggi viene chiamato il “vigneto Friuli”.

L’evoluzione tecnica, abbinata ad una seria impostazione viticola di selezione delle viti operata dalla più grande realtà di vivaismo fondata a Rauscedo, consentì definitivamente al territorio di confermarsi nella grande vocazione viticola. Scelte mirate e lungimiranti, rivolte prevalentemente all’uso monovarietale delle viti, insieme al rispetto e alla valorizzazione delle caratteristiche che il territorio è in grado di confermare ai vini, hanno fatto assumere alla regione un importante ruolo enologico.

 Il clima è molto versatile passando dalla zona costiera a quella montuosa. In generale, sulla fascia costiera, è abbastanza mite per l’influenza del mare, mentre sulle zone montuose è alpino, con estati fresce ed inverni molto rigidi. L’influenza dei venti, senz’altro notevole, consente la dissipazione delle nebbie che frequentemente ristagnano creando condizioni sfavorevoli per le uve. La pianura e le colline ad Est della regione sono esposte alla Bora, vento freddo e molto sostenuto che, soprattutto nel Carso, crea un ambiente al limite della coltivazione. Il territorio è prevalentemente costituito da rocce calcareo-dolomitiche e marnoso-arenacee (la roccia chiamata “ponca”) con strutture di solfato di calcio e depositi di origine marina. In pianura, invece, il territorio è permeabile e ciottoloso e non sempre adatto alla coltivazione della vite. I sistemi di allevamento sono tutti rivolti verso l’impiego del sistema a spalliera con potatura “a guyot” modificato (cappuccina) e il “sylvoz”.

I vitigni sono i tradizionali a bacca bianca che comprendono: Tocai Friulano, Verduzzo Friulano, Ribolla Gialla, Picolit, Malvasia Istriana, Vitouska, Garganega, Sciaglin, Ucelut e Verdisio, mentre i vitigni tradizionali a bacca rossa sono: Pignolo, Tazzelenghe, Schoippettino, Refosco dal Peduncolo Rosso, Terrano, Forgiarin, Franconia, Raboso.

Ovviamente non mancano i Vini a DOC che possiamo elencare in:

  • Colli Orientali del Friuli, ottenuto tra l’altro da Verduzzo, Ribolla Gialla, Malvasia, Refosco, Tazzelenghe e Schioppettino.
  • Collio Goriziano, ottenuto con successo con Tocai Friulano e Ribolla Gialla.
  • Friuli Isonzo, ottenuto con tutte le tipologie autorizzate e raccomandate, anche nella versione spumante.
  • Carso, ottenuto con Malvasia Istriana, Vitouska e Terrano.
  • Friuli, nelle sottodenominazioni Isonzo, Annia, Aquileia, Latisana, Grave, Lison Pramaggiore.
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