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Le Regioni del vino: Abruzzo e Molise

Nel nostro consueto viaggio attraverso le regioni d’Italia eccoci, in questo fine estate 2016, a parlare dell’Abruzzo e del Molise, due regioni che nell’antichità erano abitate dalle popolazioni sannite e, successivamente, dai Normanni. Si ritiene che siano stati gli Etruschi attorno al IV secolo a.C., a introdurre la coltivazione delle viti, che venivano definite “apiane” a causa della loro grande componente zuccherina. Le coltivazioni agricole e l’allevamento del bestiame furono sempre le attività nevralgiche della regione, pur registrando una grande propensione dei suoi abitanti all’emigrazione soprattutto verso il Belgio, la Germania e la Svizzera, con conseguente spopolamento del territorio. In epoche recenti, comunque, lo sviluppo industriale ed economico della regione ha portato a una modernizzazione di tutto il comparto viticolo offrendo prodotti di grande levatura. Il territorio si presenta prevalentemente montuoso con le conche di origine glaciale o carsico-alluvionale, formato da composizioni calcaree; le parti collinari presentano substrati con caratteristiche quarzifere e arenarie. Grandi erosioni hanno caratterizzato il territorio, soprattutto verso il mare, con un andamento arrotondato e con grande presenza di arenarie, argille e terreni ghiaiosi.

Il clima è particolarmente mite sul versante appenninico rivolto verso il mare Adriatico, mentre all’interno è continentale con una buona piovosità. I massicci del Gran Sasso e della Majella, che si trovano a distanza decisamente breve rispetto alla costa, ingenerano forti escursioni termiche tra il giorno e la notte che, associate a una buona ventilazione, creano un habitat col microclima ideale per la coltivazione della vite. Vite che tradizionalmente è allevata a pergolato e tendone, lentamente sostituiti dalla spalliera con potatura “a guyot” e cordone speronato.

I principali vitigni di queste due regioni si suddividono in uve a bacca bianca tradizionali, comprendenti Trebbiano, Bombino, Falanghina, Moscato del Molise, Tintilia, Passerina, Biancame, Cococciola, Montonico e Pecorino, mentre le uve a bacca rossa sono quelle di Montepulciano, Sangiovese ed Aglianico.

Tre sono i principali vini a D.O.C. e rispondono al nome di Controguerra, ottenuto con Montepulciano d’Abruzzo o Trebbiano Toscano e Passerina che, nella versione spumante, utilizza Trebbiano, Chardonnay, Verdicchio e Pecorino. Altro vino a D.O.C. è il Biferno ottenuto con Montepulciano e Aglianico e, nella versione bianca, è previsto l’uso di Trebbiano Toscano e Bombino Bianco. Il Pentro o Pentro d’Isernia viene prodotto con uve di Montepulciano e Sangiovese o Trebbiano Toscano e Bombino Bianco. Completano il quadro delle denominazioni il Montepulciano d’Abruzzo, Trebbiano d’Abruzzo, Molise. Questi vini si abbinano perfettamente alla cucina tradizionale di queste due regioni che varia da tradizioni marinare e dei pastori, quindi con piatti a base di pasta, carni (dove predominano pecora e castrato) e da tutto il pescato.

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