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Le Bollicine italiane sul tetto del mondo

Il 2017 è stato l’anno del sorpasso per gli spumanti italiani che, dopo ben 20 anni, hanno spodestato quelli tedeschi nel maggior numero di bottiglie prodotte. Ed è con il ragguardevole numero di 660 milioni di bottiglie prodotte – soprattutto grazie al “sistema Prosecco” che tra DOC e DOCG ne accomuna quasi 500 milioni – che l’Italia diventa, crediamo anche meritatamente, il maggior produttore al mondo, scalzando i temibili concorrenti della Germania. Si parla di numeri, non di qualità dove l’apprezzamento è da sempre a nostro favore, ma anche questo risultato ha la sua grandissima importanza come ha sottolineato il Ministro per le Politiche Agricole Maurizio Martina che su Twitter ha così commentato: “Dopo 20 anni di primato della Germania, siamo i primi produttori al mondo di spumanti. #Avanti nella protezione e promozione internazionale dei nostri vini, per vincere la sfida del valore #madeinitaly”. Questi dati confermano ulteriormente l’apprezzamento per i nostri spumanti che vede un aumento del consumo interno con circa 180 milioni di bottiglie stappate lungo tutto lo stivale, contro i 6 milioni di bottiglie che arrivano dall’importazione estera, quasi tutte – ovviamente – dalla Francia dove le piccole maison superano i grandi marchi. Quello del comparto italiano, numeri alla mano, ha un valore quantificabile in 1,32 miliardi di euro, mentre per i vini esteri sono stati spesi 200 milioni. Dai dati Ovse esce che il consumo si spumante italiano vede è suddiviso in 24,8 milioni di bottiglie sul metodo tradizionale (Franciacorta, Trento, Alta Langa, Alto Adige, Oltrepò e Lambrusco), mentre le restanti 156 milioni di bottiglie consumate erano Prosecco per 132 milioni e il rimanente suddiviso tra Asti e altri spumanti. Un’altra buona notizia per uno dei comparti che da maggior soddisfazione all’economia nazionale, ma anche, se non soprattutto, ai nostri sensi.

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