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Largo ai giovani: sono loro il futuro del vino

Negli ultimi anni l’approccio al “pianeta vino” da parte dei giovani è in forte aumento colmando quel gap che li separa dal classico “wine lover” che viene ancora identificato nella persona dai 40 anni in su. Oggi, in controtendenza, sono più i giovani che stanno scoprendo il mondo del vino, ancora intimoriti di non saper pronunciare correttamente il nome o all’atto di assaggiarlo al ristorante, ma con una grandissima voglia di sperimentare ammettendo, senza alcun imbarazzo, di saperne poco sui vini e sulla loro storia, nonostante l’uso ormai abituale. Addirittura per molti di loro si sta trasformando in un lavoro diventando loro stessi “influencer”, ovvero coloro che tramite il web, quindi utilizzando i social media e i blog, che attraverso il passaparola riescono a coinvolgere sempre più persone. Negli USA, il partner straniero più importante per il mercato italiano con oltre 1 miliardo di euro di export per il nostro vino imbottigliato, il fenomeno della nuova generazione di precari (chiamata millennials) traina i consumi del mercato del vino statunitense influenzandosi a vicenda e consumando vini adatti ad ogni occasione. Anche in Italia i giovani appartenenti alla generazione “Job Acts” (i dati Istat ci dicono che sono 11,9 milioni i giovani tra i 18 e i 35 anni di età) considerano il cibo un elemento di identità territoriale e bisogna guardare a questo fenomeno come una risorsa, pensando a loro come nuovi ambasciatori del nostro vino all’estero. Il mondo giovanile è a stretto contatto senza tante barriere con i coetanei di tutto il mondo ed è, quindi, importante che le aziende produttrici di vino escano dalla politica ormai antica di puntare sull’esclusività e sul brand aprendosi, invece, sulla freschezza dell’immagine da dare al vino e ad aprirsi a questi millennials che bevono molta birra e spirits, sempre sensibili e recettivi sulle novità offrendogli tutti gli strumenti necessari per conoscere, capire e proporre in modo nuovo il vino. I giovani hanno voglia di sperimentare e secondo Sopexa USA, la divisione statunitense dell’agenzia francese che si occupa della promozione in tutto il mondo del wine & food, non hanno ancora trovato i loro vini di riferimento e, tantomeno, il loro stile. Diventa, perciò, fondamentale per loro informarsi, capire quanto è vario ed interessante il mondo del vino, dargli la possibilità di entrare in contatto coi produttori o con i venditori e diventare loro i nuovi testimonial del vino. Attualmente l’informazione recepita non è ancora quella adatta a questo nuovo pubblico che, ben istruito, sarà capace di diffondere la cultura del corretto consumo del vino e, giustamente appassionati, diventeranno i nuovi produttori di una delle più belle realtà economiche italiane.

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