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Jambalaya, tutti i profumi dei Caraibi in un piatto americano

Circa un mese fa ci siamo spostati a Novellara dove, nel cortile interno della bellissima Rocca, gli amici del Rootsway Festival – manifestazione che seguiamo sempre con grande interesse e trasporto – avevano organizzato, come coda del festival stesso, un pranzo/concerto con lezione di cucina. E la cucina si basava su un piatto tipicamente riconducibile con quelle terre nel Sud degli States culla della musica che il Rootsway da 13 anni propone al suo numerosissimo pubblico. Non spaventatevi, non stiamo parlando di Fast Food o panini pieni di salse e grassi, ma della celebre e squisita cucina del Sud, meglio conosciuta come Soul Food e che ha molteplici origini. Il bello di questo evento è che era la cantante, la bravissima Stephanie Océan Ghizzoni che cucinava la Jambalaya, spiegandoci come è nato questo piatto, e vi garantiamo che sentire il racconto mentre i profumi iniziavano ad impadronirsi di noi è stato veramente fantastico. Complice una bellissima giornata di sole ma con cielo terso, all’ombra dei portici della rocca, con Stephanie che cucinava mentre Max Lazzarin al piano costruiva un magnifico sottofondo sembrava di essere proprio a New Orleans dove, tra l’altro, la brava cuoca/cantante ha ricevuto un attestato per poter preparare la vera Jambalaya.

Ma cos’è questa Jambalaya, dal nome così esotico e accattivante? Diciamo che la versione più nota ha origini creole e nasce nel quartiere francese di New Orleans dove gli spagnoli volevano ricreare la loro paella e si miscelarono le varie cucine europee, caraibiche e dei nativi americani, conferendo ai piatti sapori molto particolari. La Jambalaya è ormai un simbolo per la celebre città e per tutto lo Stato della Louisiana e alla quale sono state dedicate delle bellissime canzoni, la maggior parte proposte dai Bayou Moonshiners (Stephanie e Max) a fine pranzo. È stata una grande esperienza veder nascere questo piatto, capirne la preparazione, mangiarla tutti assieme (cuoca compresa) e poi goderci un concerto di altissimo livello (dopo abbiamo saputo che i Bayou Moonshiners sono stati i rappresentanti per l’Italia all’ultimo European Blues Challenge che si è tenuto in Danimarca la scorsa primavera). Speriamo che questo progetto sia il primo di una lunga serie ma, adesso, vogliamo regalare anche a voi che ci seguite la ricetta per la Jambalaya che prevede questi ingredienti per 6 persone:

  • 1 Kg di gamberi freschi
  • 1 piccola cipolla
  • 1 gambo di sedano
  • 1 tazza di vino bianco secco o birra
  • 4 tazze di acqua
  • ¼ tazza olio
  • 180 gr di salsiccia a dadini
  • 3 cipollotti
  • 120 gr prosciutto affumicato a dadini
  • Verdure Cajun (sedano, peperone verde e cipolla)
  • 1 peperone rosso a pezzetti
  • 425 gr di pomodori pelati sminuzzati
  • 3 cucchiai di spezie Cajun*
  • 2 foglie di alloro
  • 2 tazze e ½ di riso Basmati

per preparate le spezie Cajun occorrono:

  • 1 cucchiaio di paprika dolce,
  • 1 cucchiaio di polvere di cipolla essiccata,
  • 1 cucchiaio di peperoncino di cajenna in polvere,
  • 1 cucchiaio di aglio in polvere,
  • 1 cucchiaio di zenzero in polvere,
  • 1 cucchiaio di pepe bianco in polvere,
  • 1 cucchiaio di pepe nero in polvere,
  • 1 cucchiaio di timo,
  • 1 cucchiaio di origano,
  • 1 cucchiaio di sale fino.

La preparazione avviene in questo modo:

sgusciare i gamberi e privateli della vena centrale e riunite in una casseruola gli scarti (teste, code e gusci) con la cipolla, il sedano, il vino e 4 tazze di acqua). Portate ad ebollizione e lasciate sobbollire per 20 minuti, quindi filtrate il brodo. In una casseruola piuttosto grande riscaldate e rosolatevi la salsiccia e il prosciutto per 5-6 minuti e, poi, metteteli da parte. Nella stessa pentola fate appassire per 6-7 minuti le verdure cajun e il peperone rosso, quindi unite i pelati, le spezie cajun e le foglie d’alloro lasciando sobbollire per 15 minuti. Trasferite di nuovo nel tegame la salsiccia e il prosciutto aggiungendo il riso e il brodo. Mettete il coperchio e lasciate cuocere a fuoco moderato fino a quando il liquido non si sarà assorbito, aggiungendo acqua se necessario. Aggiungete i gamberi (se non li avete freschi potete usare quelli congelati) e i cipollotti e proseguite la cottura senza coperchio, mescolando di tanto in tanto, per 4 minuti. Appena pronto servite.

Come abbinamento questo è un piatto che si può abbinare sia ad un bianco che ad un rosso, noi lo abbiamo provato con un Lambrusco reggiano durante l’evento, a casa abbiamo cucinato la Jambalaya e l’abbiamo abbinata – pensiamo degnamente – con un Primitivo, storico vino pugliese di importante corposità che perfettamente ha evidenziato i sapori particolari di questo ottimo piatto. Negli USA abbinano spesso birra o tè freddo, quindi ampia liberta di scelta.
Per la cronaca abbiamo cucinato e mangiato con i nostri ospiti col disco dei Bayou Moonshiners in sottofondo, ed è stato fantastico.

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