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Impariamo a conoscere il vino dalla sua etichetta

Vera e propria carta di identità di ogni vino l’etichetta, bella o brutta che sia, contiene le necessarie informazioni per poter fare il miglior acquisto, impariamo a leggerle attentamente. Le prime etichette risalgono ai tempi degli antichi Egizi che le apponevano sulle anfore contenenti il vino e che si sono, logicamente, evolute col passare dei secoli. Quando ci troviamo in un negozio di vini, oppure sul nostro computer navigando tra i vari siti come anche Delta del Vino spesso restiamo attratti dalla forma della bottiglia o dalla grafica dell’etichetta in bella vista. Solo in una seconda fase l’occhio cade sul nome del produttore o alla tipologia del vino. Questo rientra nelle classiche regole del marketing che prevede di conquistare il cliente con la bellezza. Poi capita che si torna a casa con una bellissima bottiglia ma dal contenuto pessimo. Impariamo, allora, a destreggiarsi guardando l’etichetta soprattutto per le informazioni che sa e deve darci per legge. Prima cosa che dobbiamo guardare è l’annata di imbottigliamento del vino che ci certifica l’età e di quanta vita dispone quel determinato vino. Non tutti, infatti, sono adatti all’invecchiamento. Ad esempio un vino bianco leggero non potrà essere lasciato riposare troppo tempo al contrario di certi vini rossi corposi, come Nebbiolo, Barolo, Amarone o Brunello che si esprimeranno meglio dopo qualche anno di invecchiamento, così come certi bianchi friulani. Nel primo caso, come anche per i rossi leggeri, si dice che il vino è “di pronta beva”, ovvero da consumarsi entro l’anno di imbottigliamento stampato sull’etichetta. Differente è il discorso riguardante gli spumanti per i quali è necessario guardare l’annata di sboccatura e che, solitamente, andrebbero gustati entro un anno e mezzo dalla suddetta data. Ma l’etichetta ci certifica anche altre caratteristiche del vino come la zona di origine, chi ha prodotto e successivamente imbottigliato il vino. Sull’etichetta troviamo anche la classificazione del vino che si differenzia dal comune vino generico in DOP, IGT, DOC e DOCG, tutte indicazioni obbligatorie per legge che impongono ferree regole ai fini qualitativi. Oltre a queste informazioni ve ne sono altre che possono o devono comparire sull’etichetta o nella retro etichetta come la nazione di produzione, il volume nominale, il titolo alcolometrico, gli eventuali allergeni, il tenore di zucchero (negli spumanti). Insomma guardando attentamente un’etichetta possiamo capire quale vino abbiamo preso in considerazione e se vale la pena portarlo a casa o lasciarlo sullo scaffale. Con queste piccole informazioni non avremo difficoltà a fare una buona scelta, starà poi al nostro palato decidere se il vino è di nostro gradimento o meno, senz’altro non correremo rischi per la nostra salute.

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