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Il vino prodotto con sostenibilità e rispetto per un futuro luminoso

È quanto è emerso dal recente Congresso Assoenologi che si è tenuto alla Stazione Leopolda di Firenze lo scorso weekend. Una produzione fatta con sostenibilità, senso etico e rispetto per la terra – nonché per i consumatori – deve e sarà il futuro per il vino italiano, non solo perché, comunque, è giusto ma, anche, perché sarà maggiormente redditizio per tutti. Per fare questo serve convinzione con una volontà, anche politica, di fare importanti investimenti nella ricerca scientifica senza preclusioni ideologiche e pregiudizi. Queste affermazioni, che possono sembrare semplici nascondono – invece – una serie di complicatissimi scenari che si apriranno quando tutto questo dovrà venir messo in pratica. Forse è anche con questa consapevolezza che Oscar Farinetti, patron di Eataly e di Fontanafredda, Renzo Cotarella, AD della Marchesi Antinori e Attilio Scienza, ordinario di viticoltura all’Università di Milano, hanno deciso di lanciare il sasso. Un messaggio importante che deve servire per tenere sulla corda un mercato che, nonostante viva un ottimo momento, proprio per questo non deve tendere a rallentare ma, al contrario, deve continuamente guardare avanti sfruttando le qualità sia del territorio e dei suoi prodotti che le abilità dei produttori stessi. “Il vero affare del futuro”, dice Farinetti, “sarà il rispetto, che è la stessa cosa che voi chiamate sostenibilità. Dobbiamo far diventare di moda il comportarsi bene, con rispetto per la terra e per chi il vino lo beve, passare dal farlo per dovere al farlo per piacere, e anche perché rende”. Il mercato del vino è in continua espansione e l’Italia, ovviamente, può giocare un ruolo determinante e da protagonista, ma per fare questo deve investire e portare un po’ tutti nella giusta direzione. I margini di crescita sono enormi e se il valore mondiale di 60-70 miliardi di euro alla produzione può sembrare enorme, serva pensare che quello della Coca Cola Company è addirittura il doppio, quindi la strada da percorrere è ancora veramente tanta. Nel mondo è in continua crescita la domanda di vino sostenibile, oppure bio, ovvero quello con un residuo chimico quasi a zero. Un vino che noi italiani sappiamo e possiamo produrre con qualità superlative. E il mercato mondiale si aspetta questo dall’Italia, perciò dobbiamo arrivare primi, superando la concorrenza, e per far questo avrà un grande ruolo e una grandissima responsabilità il vino che attualmente maggiormente ci rappresenta nel mondo: il Prosecco. Le idee ci sono, speriamo ci sia anche la volontà di lavorare uniti per il bene di tutti e questo, come spesso accade, sarà lo scoglio più duro da affrontare.

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