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Il vino marchigiano sulle nostre tavole

Quando si parla di vino è naturale parlare di storia. In una nazione ricca di storia come l’Italia il vino entra di diritto a raccontare la sua storia, quella del territorio e quella delle tante case vinicole che lo hanno prodotto già dal tempo dei tempi, come nelle Marche che vede la coltura della vite grazie agli antichi Greci. Regione prettamente collinare subisce, come in gran parte delle altre regioni italiane, il flagello della filossera sul finire dell’Ottocento che obbliga a variare la storia della viticoltura con la riorganizzazione totale dei vigneti. Negli ultimi anni le Marche hanno saputo esprimere una forte ed intelligente identità territoriale, valorizzando i vitigni autoctoni salvandoli, spesso, dall’estinzione. Vini come la Lacrima di Morro d’Alba o la Vernaccia di Serrapetrona vengono oggi abbinati ai già famosi Verdicchio dei Colli di Jesi e di Matelica e al Rosso Piceno. Proprio in una zona del piceno a nord-est del capoluogo di provincia troviamo, in una zona subappenninica posta tra i fiumi Tesino e Tronto, il borgo medievale di Offida divenuta recentemente la quinta area regionale DOCG grazie, soprattutto, alle due varietà di vino autoctone Pecorino e Passerina che potete trovare nella scelta dei vini di Delta Del Vino. Ruolo importante nella riscoperta di questi due vitigni l’ha la famiglia Bartolomei che fin dal lontano 1970 hanno creduto nel potenziale di questi vini creando l’azienda agricola Ciù Ciù. I figli hanno raccolto il testimone lasciato da Natalino ed Anna iniziando a puntate sull’agricoltura biologica. I 130 ettari di vigneti della tenuta dell’azienda poggiano su un terreno collinare digradante verso il mare Adriatico che regala alle uve i profumi e la salubrità che caratterizzano i vini da esse prodotte. Al centro e a sovrastare i curatissimi vigneti possiamo trovare un vecchio casale dove, nella moderna struttura, possiamo trovare barrique in rovere francese dove maturano e si affinano i sapori dei rossi corposi vini come il Rosso Piceno Superiore o l’Esperanto, e moderni tini in acciaio inox perfetti per far correttamente fermentare le bollicine “charmant” ricavate dalle uve Passerina e Pecorino. Quest’ultimo ha appena ricevuto un più che lusinghiero giudizio dalla Guida de L’Espresso e si presenta, col suo color giallo paglierino brillante e i suoi profumi intensi e persistenti, come uno dei vini di punta dell’azienda Ciù Ciù. Vino dal sapore fresco e appagante si abbina alla perfezione con piatti come i fiori di zucca fritti o la zuppa di cicerchie che ne esaltano, oltremodo, il bouquet.

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