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Il vino Chianti protagonista in una puntata della serie TV Stranger Things su Netflix, ma non è la prima volta

È una delle serie TV che tiene incollate alla poltrona milioni di americani, e non solo. Si chiama “Stranger Things”, ed è trasmessa dalla piattaforma di streaming Netflix, questa serie televisiva di fantascienza ideata da Matt e Ross Duffer, ambientata negli anni Ottanta nella cittadina immaginaria di Hawkins, nell’Indiana. Ad un certo punto nella seconda puntata della terza stagione, recentemente andata in onda, il protagonista, rivolgendosi al maître del ristorante nel quale si trova fa questa affermazione: «Penso che berremo anche una bottiglia di vino rosso… Com’è il vostro Chianti?» L’immediata risposta del maître rafforza la qualità del celebre vino italiano «Il nostro Chianti è molto buono, mediamente corposo, con un accenno di ciliegia». Sembra una banalità, ma un passaggio come questo in una serie televisiva di tale importanza ed impatto è un biglietto da visita da non sottovalutare, a testimonianza di quanto il nostro vino sia forte all’estero. E non è la prima volta, infatti si è parlato di Chianti. Già in un celebre film con protagonista James Bond in “Dalla Russia con amore” del 1963 e, successivamente, ne “Il Silenzio degli innocenti” il dottor Hannibal Lecter spiegava che «Uno che faceva un censimento una volta cercò di interrogarmi. Mi mangiai il suo fegato, con un bel piatto di fave ed un buon Chianti». A parte il piatto di portata, forse non tra i più adatti, questa è una testimonianza di quanto sia nell’immaginario comune, ma anche di alte personalità della cultura e dello spettacolo, il Chianti è sinonimo di vino rosso d’eccellenza. Non il frutto del caso, bensì il risultato di un lungo e meticoloso lavoro di comunicazione del prodotto, del territorio, del marchio e delle aziende, come ha voluto sottolineare Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti, che vede con questa recente citazione l’attestarsi a “sovrabrand” da parte del Chianti addirittura a marchi prestigiosi come Made in Italy e Made in Tuscany. «Ed è di grande importanza» – ha ribadito sempre Busi – «il fatto che Stranger Things sia statunitense, rivolta ad un pubblico di giovanissimi e diffusa attraverso un canale totalmente digitale, poiché questo ci apre le porte di nuovi mercati e dalle enormi potenzialità, moltiplicando i nostri possibili spazi di business».

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