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Il Sassicaia, un vino di valore

Sassicaia

Quando abbiamo parlato della Toscana e dei suoi vini abbiamo voluto fare, molto brevemente, la storia enologica di questa regione italiana tra le più apprezzate per la sua produzione di vini pregiati. Oggi vogliamo concentrarci su uno dei prodotti – relativamente giovane – che sta ottenendo grandi successi da parte di un vastissimo pubblico di appassionati di vino: il Sassicaia. Questo vino dal colore rosso rubino intenso, che tende al granato invecchiando, riccamente profumato e dal sapore maestoso e, allo stesso tempo, armonico si è fatto conoscere al pubblico sul finire degli anni ’60, mentre prima veniva bevuto quasi esclusivamente nella zona di produzione e, per di più, ancora giovane. Il vigneto di questo prezioso vino si trova nel cuore ella Maremma livornese, al centro della cosiddetta “Costa degli Etruschi” nel territorio comunale di Castagneto Carducci ed è composto principalmente da uve francesi di Cabernet Sauvignon, grande passione del marchese Mario Incisa della Rocchetta, un esperto di cavalli e grande appassionato di vini francesi che importò dai Duchi Salviati alcune barbatelle di queste uve assieme ad altre di Cabernet Franc. La somiglianza di questo territorio sassoso (da qui il nome del vino poi prodotto) con quello della zona di provenienza delle uve a Bordeaux, lo convinse ad intraprendere questa scommessa di ricreare un vino nella tenuta San Guido che, nel 1944, gli diede le prime bottiglie di Sassicaia, inizialmente ad esclusivo uso familiare, privilegiando, in controtendenza con il periodo, la qualità alla quantità. La prima annata di Sassicaia che fu posta in commercio fu quella del 1968, ma era troppo in anticipo sui tempi fino a che Luigi Veronelli, nel 1974, non ebbe l’occasione di assaggiarne una bottiglia proprio di quell’annata che lo lasciò esterefatto. Finalmente il lavoro otteneva i meritati riconoscimenti e l’arrivo dell’enologo Giacomo Tachis, che si occupò di migliorare la coltivazione, la vinificazione e la maturazione in barriques rigorosamente conservate nelle secolari cantine della tenuta, contribuì a far diventare questo vino un vero e proprio mito consacrato a Londra, nel 1978, come miglior Cabernet Sauvignon. La produzione aumentò e oggi è uno dei vini più ambiti nelle tavole di tutto il mondo. Grazie alle sue caratteristiche che non presentano l’aggressività di altri celebri vini rossi questo Sassicaia lo si può abbinare a molti piatti a base di, ma non è da escludere un abbinamento a portate di pesce nobile. La temperatura di servizio ideale è di 19-20°C, stappato almeno due ore prima e, meglio ancora, decantato, se di annata consigliamo un assaggio preventivo. Questo vino è considerato tra i più pregiati al mondo sia per le sue qualità che per il suo valore come oggetto da collezione. Nel 1999 a Roma una bottiglia del 1958 è stata battuta all’asta a 3.680.000 delle vecchie Lire, mentre una del 1964 a 3.450.000 Lire.

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