Vini rossi

Gutturnio Superiore DOC

Denominazone di Origine Controllata

Descrizione

Il Gutturnio nasce in epoca romana da una “ricetta” inventata da Lucio Calpurnio Pisone, suocero di Giulio Cesare, la cui madre aveva origini piacentine.Il nome Gutturnio deriva da gutturnium, una grande coppa d’argento rinvenuta nel 1878 a Velleia. Si tratta di una coppa di circa due litri.

Il gutturnium veniva utilizzato al termine della cena. Riempito di vino, veniva passato di mano in mano tra i commensali per bervi a turno come simbolo di fraternità e amicizia.

Da un passato più recente deriva invece la tradizione che prevede che il Gutturnio non venga bevuto in bicchiere ma all’interno di ciotole bianche di ceramica.

Localmente la croatina è detta anche “bonarda” sebbene non abbia nulla a che fare con il vitigno piemontese bonarda. Invece, il sinonimo locale della croatina ha a che fare con il vicino vino DOC Bonarda dell’Oltrepò Pavese con base ampelografica simile al Gutturnio.

La versione frizzante, quella più classica, si abbina ai taglieri di salumi piacentini D.O.P. (salame, coppa e pancetta) e formaggi, pistä ‘d grass (lardo battuto a coltello con aglio e prezzemolo), primi piatti della cucina piacentina come i classici Pisarei e fasö (gnocchetti di acqua, farina e pan grattato fatti a rigorosamente mano conditi con un sugo di fagioli borlotti). Le versioni ferme, il Superiore e la riserva invecchiata in Barrique, sposano arrosti e bolliti, brasati e carni alla griglia. Eccellente l’abbinamento con la coppa piacentina arrosto.

Il Gutturnio è certamente il prodotto viticolo più conosciuto dell’enologia piacentina e sicuramente la sua versione Classica (proveniente dall’area considerata più antica e tradizionale) e Superiore (invecchiato almeno un anno in cantina e quindi commercializzato a partire del 1° settembre successivo alla vendemmia) è l’espressione più alta ed autentica di questo territorio estremamente vocato. Ottenuto per disciplinare dall’unione di due vitigni a bacca rossa, la Barbera e la Bonarda, vendemmiati in periodo diversi e vinificati separatamente, in questa nobile versione, alla fermentazione in acciaio a temperatura controllata si unisce una macerazione sule bucce per circa 20 giorni con frequenti rimontaggi e una pigiatura soffice.

I tannini morbidi e rotondi ed una gradazione che supera comodamente i 13,0 gradi alcolici ne fanno un prodotto che può invecchiare senza problemi, guadagnando in eleganza e soavità.

Servito a 18° C e stappato con un’ora d’anticipo è rosso da carni importanti e succulente, anche di selvaggina, ma può ben accompagnare primi saporiti come le lasagne al forno o i pizzoccheri. Forse troppo potente per accompagnare i tipici salumi piacentini, per cui sarebbe più adatta la versione frizzante, nel campo degli affettati trova sicuramente un ottimo abbinamento con il salame cotto, la cicciolata e, per associazione, i ciccioli.

Vitigno
Barbera 60% e Bonarda 40%

Zona di produzione
Emilia Romagna, Pianello Val Tidone (PC)
esposizione Sud-Ovest con età media dei vigneti di circa 10 anni

Contenuto alcolico
13 % vol.

Invecchiamento
Si presta bene all’invecchiamento che ne affina il notevolmente il bouquet.

Colore
Rosso rubino intenso con vivaci accenti violacei di corpo mostra un bell’equilibrio tra la freschezza e i tannini setosi piacevole l’astringenza, la morbidezza e il calore

Profumo
Complesso e cangiante, con sentori di ciliegia e frutta di bosco (mora, prugna selvatica).

Sapore
Denso, vellutato, lungo.

Accostamento gastronomico
Vino adatto a tutto il pasto, Ideale con piatti a base di carne, ma può ben accompagnare primi saporiti come le lasagne al forno. Va servito a 18° C e stappato con un’ora d’anticipo.

Gutturnio Superiore

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