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Ferragosto a casa? Brindiamoci su.

Se il Ferragosto siete costretti a trascorrerlo a casa potrebbe essere molto meno peggio di quel che pensate. Riscoprire la propria città o il territorio circostante può essere una piacevole alternativa alle affollate mete turistiche. Oppure potete dedicare il festeggiamento della giornata con un brindisi a base di ottimo spumante italiano, cosa particolarmente gradita ai più specialmente nel periodo estivo.

Ma cosa sono gli spumanti e da dove arrivano. I vini spumanti si differenziano dalle altre tipologie di vini speciali sotto almeno tre punti di vista:

  • Sotto l’aspetto normativo-legislativo dove è consentito l’impiego di saccarosio per la produzione
  • Sotto l’aspetto compositivo a causa del forte contenuto di anidride carbonica CO2
  • Sotto l’aspetto organolettico per l’effervescenza

La categoria si diversifica in base alla tecnologia di produzione dove il vino spumante può essere ottenuto mediante la rifermentazione in bottiglia (definita sistema classico), oppure mediante la rifermentazione in contenitori ermetici (definita rifermentazione in autoclave), oppure mediante l’aggiunta di CO2 artificiale (definiti vini addizionati di anidride carbonica).

Non si hanno dati certi sulla nascita di questi vini che, tradizionalmente, si riteneva la Francia loro patria di origine, nella regione dello Champagne, situata a Nord-Est di Parigi con centri di riferimento Reims e Epernay. Studi e ricerche più approfondite pare dimostrino che prima del 1670, data riconosciuta per la Francia, in Italia, e per la precisione nelle Marche e a Brescia, pare venisse prodotto un prodotto molto simile a cura dei frati benedettini (inizialmente per scopi ecclesiastici). Comunque sia bisogna dare merito a Dom Perignon, un cantiniere dell’Abbazia di Hatvillers – nei pressi di Epernay, che con l’incarico di eliminare, se non contenere, quello che era ritenuto all’epoca un inconveniente, ovvero la fermentazione in bottiglia, ideò la spumantizzazione. Da qui il percorso dei vini spumanti ebbe una forte impennata grazie anche alle corti inglesi che inebriati da questo prodotto inventarono le bottiglie ideali e che, soprattutto, non esplodevano durante la fermentazione. Sempre Dom Perignon inventò l’utilizzo dei tappi di sughero al posto del legno e della gabbietta metallica che ancora oggi troviamo sulle nostre bottiglie. Nasceva, così, lo Champagne. Quindi pare che alla base di tutto ciò ci fosse l’abilità degli italiani e, non a caso, i nostri spumanti possono perfettamente duellare con quelli francesi in una simpatica sfida tutta a base di bollicine.

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