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Come si è evoluto il vino nel tempo grazie al miglioramento genetico della vite

Per poter ottenere vitigni sempre più stabili nelle loro caratteristiche, nella capacità di autodifesa e resistenza nei confronti di situazioni ambientali e climatiche o di malattie e, in sintesi, per migliorare la produzione, si opera attraverso i sistemi di miglioramento genetico ottenuti mediante l’adozione:

  • Del sistema vegetativo (cloni intesi come un insieme di ceppi geneticamente identici derivanti da un unico genitore). La talea è il frammento di una pianta appositamente tagliato e sistemato nel terreno o nell’acqua per rigenerare la parte radicale, dando così vita ad un nuovo esemplare;
  • Dell’incrocio genetico che prevede l’uso di un polline diverso da quello della pianta madre.

Sostanzialmente la procedura per realizzare un incrocio consiste in:

  • Scelta della varietà su cui effettuare la variazione;
  • Isolamento mediante l’asportazione degli stami maschili, del fiore femminile;
  • Ricerca da un’altra tipologia di vite del polline maschile;
  • Immissione del polline selezionato nel fiore femmina castrato.

Il fiore andrà così in fecondazione ottenendo un acino. Dall’acino maturo si raccolgono i vinaccioli che, piantati in un semenzaio, creeranno i nuovi soggetti. Tecnicamente si definisce l’incrocio come pianta madre x pianta padre. Gli incroci sono stati ottenuti da ricercatori presso i centri di ricerca che hanno dato, frequentemente, il loro nome alla nuova vite ottenuta.

Per difendere la vite dalle malattie fungine (micosi) i ricercatori stanno indirizzando i loro studi verso una ricerca genetica tendente ad instaurare una maggior tolleranza verso i potenziali patogeni, creando viticolture diverse dal tradizionale o aggiornando ancor più quelle esistenti.

Interpreti della ricerca sono gli incroci interspecifici ottenuti da genitori “incroci”. Le ricerche, pur essendo avanzate, sono ancora allo stadio iniziale ma è da sottolineare che non sono frutto di manipolazione genetica e sono il risultato e lo sviluppo di pratiche agricole che hanno avuto inizio 30 anni fa.

Ecco alcuni esempi di vitigni resistenti:

  • bianchi: Bronner, Solaris, Johanniter, Seyval Blanc;
  • rossi: Regent, Cabernet Cortis, Landal, Chambourcin.

I vitigni resistenti più recenti derivano da incroci molto complessi, spesso anche con vitigni asiatici. Ne è un esempio il Solaris, di recente introduzione in Italia, ottenuto dal ricercatore Becker e composto da Merzling x GM 6493. Merzling è un incrocio tra Seyle-Villard 5276 x (Riesling x Pinot Gris). GM 6493 è un incrocio tra Zarya Severa x Muscat Ottonel.

 

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