Arrosto di maiale alla senape, una ricetta facile e molto gustosa

Arrosto di maiale alla senape, una ricetta facile e molto gustosa

La senape, per tanti, rimane unicamente quella salsa giallastra con la quale condire gli Hot-Dog mentre – al contrario – questa salsa, preparata con semi polverizzati di senape mescolati con acqua, aceto, succo di limone, vino e sale è perfetta per arricchire tantissimi piatti, regalandogli quel “tocco in più”, tanto da essere citato persino nelle Sacre Scritture. Oggi, con una delle ricette che Delta del Vino propone ai propri lettori, vi vogliamo invitare a provare l’effetto di aggiungere la senape per fare uno squisito arrosto di maiale. Una ricetta assolutamente facile, relativamente economica, ma non per questo meno gustosa di altre molto più complesse, dove questa salsa dalle origini che si perdono nella notte dei tempi e divenuta celebre in Borgogna, soprattutto a Digione, saprà stupirvi positivamente. Gli ingredienti necessari per preparare un arrosto di maiale (circa 6 porzioni) alla senape sono i seguenti: 1 Kg di lombo di maiale 1 cucchiaino di senape (a vostro piacere la scelta più o meno piccante) 2 rametti di rosmarino 1 spicchio d’aglio ½ cipolla 1 bicchiere di vino bianco secco aceto 30 g. di burro 6 cucchiai di olio sale e pepe Per la preparazione iniziate con lo steccare la carne con un rametto di rosmarino, legatela con lo spago da cucina e unite il sale ed il pepe massaggiandola per bene. In un tegame fate scaldare il burro con 4 cucchiai di olio extravergine di oliva e fare rosolare per bene la carne per ogni lato, in modo che si formi una crosticina dorata che trattenga i succhi della carne. Quando la carne avrà preso colore, aggiungete lo spicchio d’aglio schiacciato, la cipolla tritata e il restante rosmarino. Versate il vino e fate evaporare l’alcol, regolate di sale e di pepe a vostro piacimento e coprite il tegame abbassando la fiamma. L’arrosto dovrà cuocere con calma per un’ora e mezza e andrà girata alcune volte in modo che resti sempre bella umida. A tempo ultimato ritiratela dal fuoco e lasciatela riposare per 10 minuti, slegatela e tagliatela a fette molto sottili che disporrete su un piatto da portata, preferibilmente riscaldato. Nel frattempo preparate la salsa con la quale la servirete, diluendo il fondo di cottura dell’arrosto con un cucchiaio di aceto e due di olio, un cucchiaino di senape e un pizzico di pepe. Mescolate con cura in modo che si amalgami il tutto e versate in un a salsiera che porterete in tavola assieme all’arrosto ancora ben caldo. A seconda di quanta senape e che tipo di piccante abbia quest’ultima serve, ad accompagnare questo piatto si può preferire un vino ben strutturato, come il Chianti o il Ripasso, oppure stare su dei rossi leggeri e frizzanti o, anche, alcuni bianchi come il Gewurtztraminer. È una questione di gusti, c’è chi preferisce un vino dalle tonalità acide che accresce i vari aromi chi, al contrario, preferisce scegliere vini fruttati che abbassano i forti aromi speziati. Non vi resta che provare. Per ulteriori informazioni potete scegliere e farvi consigliare consultando il nostro sito, oppure contattandoci allo 0521 980 161 o scriverci una email ai recapiti che trovate qui sotto. Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Chiamatelo Barbecue o “alla brace” poco importa, ma la vostra fiorentina cuocetela come si deve

Chiamatelo Barbecue o “alla brace” poco importa, ma la vostra fiorentina cuocetela come si deve

Primavera, tempo di grigliate. Ormai è un’arte anche a casa nostra, che giunge dalle nostre tradizioni e, anche, dal mito americano. Quello che è certo è che è uno dei momenti più graditi, soprattutto in quelle domeniche da passare in allegria con amici e parenti e, magari, buona musica. La costata, o fiorentina, è senza dubbio uno dei pezzi forti della grigliata. Ecco alcuni consigli per non rovinarla. Barbecue –BBQ all’americana – o grigliata è solo un nome che ci dice come verrà cotta la nostra fiorentina. Quello che è veramente importante è come la cuocete, senza rischiare di rovinare un nobile pezzo di carne che, se correttamente cucinato, potrà regalarci emozioni a non finire. Sono diverse le tecniche e le teorie su come cuocere una buona fiorentina, chi preferisce le braci ardenti, chi utilizza la piastra. Alcuni punti fondamentali – però – valgono per tutti. Il primo è, senza dubbio, quello di togliere la vostra “bisteccona” dal frigorifero almeno 4 ore prima, in modo che la stessa non subisca uno shock termico rischiando di lessarsi invece di fare quella deliziosa crosticina che impedirà ai preziosi succhi di uscire. Molto utile in questi momenti avvolgere la carne in carta assorbente per togliere quell’umidità esterna che renderebbe imperfetta la prima scottatura. Ma come la cuociamo una volta arrivato il momento di porla sulla griglia o sulla piastra? Qui iniziano le differenze; c’è chi dice la brace – che deve essere prodotta con un 70% di combustione di legno e 30% di carbonella – e quando le fiamme spariscono si posiziona la bistecca sulla griglia posizionata tra gli 8 e 12 cm dalle braci, e c’è chi dice che la cottura migliore è su una piastra precedentemente portata a temperatura. Ora prendiamo il pezzo di carne che deve essere almeno 1.600 g di peso e mettiamola a cuocere, ma come la mettiamo? Delta del Vino vi consiglia di metterla subito in piedi, appoggiata sull’osso in modo che il calore tenda a salire attraverso di esso scaldando la carne al suo interno. Lasciatela in questa posizione per almeno 4 minuti, poi coricatela – attenzione a non bucarla – per altri 6/7 minuti per parte. Per determinare la corretta cottura lo strumento più idoneo è certamente un termometro a sonda che vi darà l’esatta temperatura al cuore della vostra fiorentina. Se la volete al sangue, ovvero quella più consigliata dagli intenditori, la temperatura dovrà essere di 55° C, 62-65° per cottura media e 75° per averla ben cotta, potremmo aggiungere quasi rovinata, però. Alla fine lasciatela riposare per qualche minuto prima di tagliarla, quindi potrete aggiungere un po’ di sale e pepe e – se volete – un filo d’olio di oliva. Alcuni semplici gesti che vi permetteranno di avere un risultato ottimale per gustare qualcosa di veramente speciale. Come abbinamento con vini non c’è che l’imbarazzo della scelta, da un classico Chianti toscano, un Rosso Nobile di Montepulciano o un Lacryma Christi del Vesuvio per stare sui vini rossi, ma una bella scommessa è anche un gustosissimo Gewürztraminer che valorizzerà il sapore della carne. Buon appetito! Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Spaghetti alla Carbonara, una ricetta tipicamente italiana

Spaghetti alla Carbonara, una ricetta tipicamente italiana

Si è sempre molto discusso sulla preparazione degli Spaghetti alla Carbonara, una delle ricette italiane più famose in tutto il mondo. Delta del Vino, nel suo consueto appuntamento con le ricette e i consigli in cucina vuole suggerire ai suoi lettori uno spunto utile per la sua corretta preparazione. Già le origini di questo piatto non sono del tutto certe, due solo le teorie più accreditate. La prima – e forse la più famosa – sostiene che l’invenzione di questo piatto ci arrivi dalla Seconda Guerra Mondiale quando un cuoco utilizzò gli ingredienti delle razioni di soldati americani, a base di uova e bacon, per condire la pasta, aggiungendo pepe e formaggio per esaltarne il sapore. La seconda teoria ci racconta, invece, che sarebbe l’evoluzione di un antico piatto laziale chiamato “cacio e ova” di cui si cibavano i carbonari quando andavano a fare carbone. Secondo alcune teorie il nome carbonara arriva dal fatto che si utilizzava il pepe in dosi massicce, macinato sulla pasta tanto da coprirla e farla sembrare ricoperta di carbone. Comunque sia, la ricetta originale prevede l’utilizzo di uova, pepe e del guanciale che, per 4 persone, potremmo quantificare in questo modo: 360 g. di spaghetti 150 g. di guanciale di maiale 4 tuorli d’uovo 100 g. di Pecorino sale e pepe nero Mentre fate cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata a parte tagliate il guanciale a listarelle e fatelo soffriggere in una padella senza aggiungere olio. In contemporanea sbattete i tuorli delle uova con il pecorino in una terrina, ai quali aggiungerete due cucchiai di acqua di cottura degli spaghetti e una bella macinata di pepe nero. Una volta scolati gli spaghetti al dente versateli nella padella col guanciale e mescolate con cura. Togliete dal fuoco la padella e aggiungete i tuorli sbattuti mescolando con cura e aggiungendo un altro cucchiaio di acqua di cottura in modo da ottenere un risultato cremoso. Spolverate di Pecorino grattugiato e finite con una macinata di pepe e il piatto è pronto da servire in tavola. Per i vini da abbinare a questo piatto, calcolando il sapore abbastanza dolce dato dall’uovo e la nota unta e leggermente amarognola dovuta all’utilizzo del guanciale vi consiglieremmo di utilizzare dei vini bianchi. Tra tutti il nostro preferito è il Chardonnay che contribuisce ad ammorbidire la sapidità del formaggio e la croccantezza untuosa del guanciale. Non male anche l’utilizzo di un buon Franciacorta, anche se le bollicine potrebbero stridere con l’effetto cremoso della pasta. Ovviamente, poi, va a gusti e l’unica cosa da fare è provare e, magari, osare. Per ulteriori informazioni potete scegliere e farvi consigliare consultando il nostro sito, oppure contattandoci allo 0521 980 161 o scriverci una email ai recapiti che trovate qui sotto. Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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A Pasqua mettiamo in tavola Agnolotti di spinaci e brasato

A Pasqua mettiamo in tavola Agnolotti di spinaci e brasato

Pasqua è alle porte e non avete ancora deciso cosa preparare per la vostra famiglia, parenti o amici? Delta del Vino vi da un suggerimento con un primo piatto relativamente facile, ma dal successo assicurato: gli Agnolotti spinaci e brasato. Alla base di una perfetta riuscita è necessario che la pasta sia fatta in casa e che il brasato, anch’esso cucinato tra le mura domestiche, sia fatto a regola d’arte, rispettando le regole di cottura che il brasato esige. Per facilitarvi in questa operazione vi invitiamo a consultare la ricetta che potete trovare cliccando qui. Fatto questo vediamo quali sono gli ingredienti necessari per preparare 6 porzioni di Agnolotti di spinaci e brasato: 500 g. di farina 6 uova fresche 400 g. di brasato 250 g. di spinaci 150 g. di prosciutto cotto 2 tuorli 50 g. di Parmigiano Reggiano burro sale e pepe nero Come prima cosa bisogna preparare la pasta sfoglia fatta in casa, utilizzando la ricetta che ogni famiglia si tramanda di generazione in generazione o che – almeno – così faceva fino a qualche anno fa. Per piacere non utilizzate pasta comprata, anche se di qualità, ma provate il gusto e il piacere di farvela da soli, un’esperienza che consigliamo. Impastate la farina con 5 uova fino ad ottenere un composto omogeneo e lasciatelo riposare per mezz’ora coperto con un canovaccio. Nel frattempo potete iniziare a tritare il brasato utilizzando un mixer e sbollentate gli spinaci che, successivamente, triterete aggiungerete al brasato. Amalgamate bene il tutto aggiungendo il Parmigiano, un uovo che era rimasto da parte e 2 tuorli, il prosciutto tritato, sale e una macinata di pepe nero. Se vedete che il composto è troppo asciutto aggiungete un po’ di sugo del brasato che lo ammorbidirà al punto giusto. È ora di stendere la pasta a strisce sulla quale distribuire il ripieno a mucchietti distanziati l’uno dall’altro. Ripiegate la pasta o sovrapponetevi un’altra striscia e con la rotella dentata tagliate gli agnolotti formando dei quadrati della stessa dimensione. Lessateli in acqua salata per 10-12 minuti, a seconda dello spessore della pasta, e serviteli dopo averli scolati con una schiumarola e disposti su un piatto di portata precedentemente riscaldato, conditi con sugo del brasato, burro fuso a bagnomaria e una generosa spolverata di Parmigiano. Un piatto che riscuoterà un grande successo e vi farà meritare un bell’applauso che sarà ancora più intenso se abbinerete un giusto vino che potrete scegliere in base a quello utilizzato per cuocere il brasato e che non necessariamente dovrà essere un Barolo, ma la scelta potrà cadere su un vino rosso corposo, comunque sempre di buona qualità. Ricordatevi sempre che per cuocere l’utilizzo di vini scadenti o troppo economici andranno a rovinare il paziente lavoro svolto in cucina. Per ulteriori informazioni potete scegliere e farvi consigliare consultando il nostro sito, oppure contattandoci allo 0521 980 161 o scriverci una email ai recapiti che trovate qui sotto. Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Fusilli piccanti, una ricetta facile e gustosissima anche per vegetariani e vegani

Fusilli piccanti, una ricetta facile e gustosissima anche per vegetariani e vegani

Quante volte è capitato di tornare a casa e non sapere cosa mettere in tavola. Oppure di avere ospiti inattesi e dover inventare una cena al volo. Questa ricetta che Delta del Vino vi illustra potrebbe fare il caso vostro in queste occasioni ma, anche, l’idea per un pranzo o cena con amici dove il “piccante” del peperoncino la fa da padrone. Una ricetta che può accontentare qualsiasi palato, anche di chi ha scelto la strada di eliminare alcuni cibi di origine animale, come i vegetariani ed i vegani in continuo aumento. Questi fusilli piccanti, infatti prevedono l’utilizzo di sostanze vegetali, quali capperi, aglio, pomodorini, pane integrale e peperoncino, oltre a sale e olio di oliva. La preparazione è veramente molto semplice, ma il risultato altamente gustoso, bisogna solamente fare attenzione al peperoncino per non mandare in fiamme qualche commensale non abituato ai sapori piccanti. Ecco quanto serve per preparare 4 portate di fusilli piccanti: 240 g. di fusilli 40 g. di pane integrale capperi sotto sale 1 spicchio di aglio 1 peperoncino pomodorini oblunghi olio extravergine di olica sale come prima cosa si può iniziare a far scaldare l’acqua nella quale cuoceremo la pasta. Fatto questo dedichiamoci al condimento iniziando con lo spezzettare il pane integrale per, poi, metterlo in una padella larga già bella calda assieme a un bello spicchio di aglio, ai capperi e al peperoncino. Il pane deve tostare e serve mescolare spesso in modo che non bruci, colorandosi uniformemente. I pomodorini, intanto, vanno tagliati a metà eliminando i semi e, successivamente, posti in un colino con un pizzico di sale per fargli perdere l’acqua di vegetazione in eccesso. A questo punto va eliminato lo spicchio d’aglio e mettete il pane, coi capperi e il peperoncino, in un mixer riducendo il tutto in briciole che poi ritrasferiremo nella padella per dare una finale tostatura sempre con attenzione che non bruci. In un altro tegame è necessario scaldare alcuni cucchiai di olio extravergine di oliva dove i pomodori verranno fatti saltare per qualche secondo a fiamma vivace. Quando i fusilli sono cotti scoliamoli al dente e uniamoli ai pomodorini facendo saltare il tutto per un buon minuto. Possiamo servire nei singoli piatti o in un grande piatto di portata sui quali andrà aggiunta una generosa spolverata del pane tostato e insaporito e, a piacere, un finale giro di olio. Ecco pronto un piatto gustoso, preparato in pochissimo tempo al quale vi consigliamo di abbinare un vino, bianco o rosso, che vada in contrapposizione con il piccante del vostro piatto, ovvero scegliendo quei vini che vanno ad armonizzare, contrastandolo, proprio il senso di piccante del piatto. Opteremmo ber un buon Chardonnay se la scelta cade sui bianchi mentre per i vini rossi il nostro consiglio è di provare un ottimo Montecucco Il Brigante DOC oppure un Teroldego della Piana Rotaliana. Come sempre per ulteriori informazioni potete scegliere e farvi consigliare consultando il nostro sito, oppure contattandoci allo 0521 980 161 o scriverci una email ai recapiti che trovate qui sotto. Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Patate alla Birra, un contorno facile e gustoso

Patate alla Birra, un contorno facile e gustoso

Alzi la mano chi non ama le patate. Se facessimo questa richiesta in una sala gremita sicuramente le braccia alzate sarebbero pochissime. In effetti il celebre tubero che arriva dalle Ande nutre grande popolarità sulle tavole degli italiani, e non solo, anche grazie alla sua duttilità e alla sempre facile preparazione in piatti che, alla fine, ranno sempre risultare vincenti. Che siano arrostite, fritte, bollite le patate non richiedono grandi elaborazioni e pochi ingredienti aggiuntivi, tuttalpiù un po’ di pazienza nella cottura. La ricetta che oggi Delta del Vino vi illustra come preparare le Patate alla Birra, un contorno semplice e particolarmente gustoso, grazie all’aggiunta di cipolle, panna e pancetta oltre, ovviamente, alla birra. Possono diventare un piatto unico per una cena o pranzo veloce ed informale, oppure accompagnare un piatto di carne e dare quel tocco in più. Prepararle è molto semplice, così come reperire gli ingredienti necessari, spesso sempre presenti nelle nostre dispense tanto che potrebbe anche diventare uno di quei piatti che ti salvano la giornata. Gli ingredienti necessari per preparare 4 porzioni di Patate alla Birra sono i seguenti: 600 g. di patate 200 g. di cipolle bionde o bianche 50 g. di pancetta in un’unica fetta (potete scegliere se normale o affumicata, in questo caso si può optare anche per dello speck) 350 ml di birra chiara 200 ml di panna fresca sale e pepe nero La prima cosa da fare è quella di lavare e sbucciare le patate e, con un coltello, tagliarle a fette sottili dello stesso spessore. Stessa cosa con le cipolle, e i due ingredienti vanno messi in una padella antiaderente a strati alterni. Tagliare la pancetta (o lo speck) a cubetti e distribuitela sulle patate, salando e pepando con grande moderazione poiché la pancetta cuocendo conferisce sapidità. Aggiungete la birra e la panna uniformemente e mettete a cuocere con fiamma moderata e, quando birra e panna inizieranno a bollire, trasferite il tutto con delicatezza in una teglia che passere in un forno precedentemente portato alla temperatura di 200°. Qui dovranno cuocere per circa un’ora e mezza o, almeno, fino a quando le patate risulteranno belle tenere e con una crosticina dorata sulla superficie. Durante la cottura con una forchetta ogni tanto spingete le patate verso il basso, in modo che restino coperte dal sughetto che si assorbirà durante la cottura. A fine cottura estraete dal forno, lasciatele riposare un attimo e servitele belle calde. Come abbinamento dipende molto da quello che mangiate. Potete optare per una buona birra, soprattutto se servito come piatto unico, oppure vi potremmo consigliare un buon vino rosso come, ad esempio, un ottimo Teroldego Rotaliano, vino nobile DOC del Trentino. Per ulteriori informazioni potete scegliere e farvi consigliare consultando il nostro sito, oppure contattandoci allo 0521 980 161 o scriverci una email ai recapiti che trovate qui sotto. Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Arriva il Carnevale, prepariamo le Chiacchiere

Arriva il Carnevale, prepariamo le Chiacchiere

Chiamatele come volete, ma che siano chiacchiere, frappe, rosoni, crostoni, fiocchetti, cenci o come vi pare, vuol comunque dire che il Carnevale è alle porte e questo è il dolce tipico che accompagna questa colorata festa, caduta un po’ in disuso ma sempre festa è. Deliziose sfoglie fragranti, solitamente coperte da zucchero a velo, sono diffuse in tutta Italia, per questo possono avere tanti nomi, ma il risultato è più o meno sempre lo stesso, peccati di gola ai quali è impossibile rinunciare. Delta del Vino propone ai suoi lettori la ricetta tradizionale, ovvero quella delle chiacchiere fritte, ma è possibile farle anche in versione light, con una cottura al forno (buone pure quelle). Vediamo – per iniziare – quali sono gli ingredienti necessari per prepararne un cabaret per 6 persone. 250 g. di farina 00 1 uovo 10 g. di burro morbido 50 ml di latte 1 cucchiaio colmo di zucchero semolato 15 g di liquore (qui la acelta può andare al Cointreau, Marsala, Strega, grappa) sale olio di semi di arachide o strutto per friggere zucchero a velo Come prima cosa riunite in una ciotola tutti gli ingredienti, cominciando dalla farina, l’uovo, il burro ben ammorbidito, il latte, il liquore, zucchero e una puntina di sale. Con cura amalgamate questi ingredienti fino ad arrivare ad ottenere una morbida e omogenea pasta che, dopo averne formato una palla, avvolgerete nella pellicola per alimenti in modo che possa riposare in frigorifero per 30 minuti buoni. Una volta che l’impasto è pronto non vi resta che suddividerlo in tanti pezzetti che con la macchina sfogliatrice o a mano stenderete fino ad ottenere uno spessore di 2mm. Create tanti rettangoli aiutandovi con una rotella dentellata, così le vostre chiacchiere assumeranno anche una simpatica forma decorata. Quando avrete terminato questa operazione friggete le chiacchiere nell’olio o nello strutto portato a una temperatura di 170° C, in un tegamino non troppo capiente e avendo l’accortezza di friggerle poche alla volta (un paio, non di più). Quando vedete che la colorazione è ideale scolatele con un mestolo forato e lasciatele a asciugare su abbondante carta da cucina. Spolverizzatele con abbondante zucchero a velo e servitele subito, oppure quando sono fredde. Anche in questo caso accompagnatele con un buon bicchiere di Malvasia Passito o un Moscato d’Asti e la festa sarà assicurata. Per ulteriori informazioni potete scegliere e farvi consigliare consultando il nostro sito, oppure contattandoci allo 0521 980 161 o scriverci una email ai recapiti che trovate qui sotto. Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Le frittelle di riso, un tuffo nel passato

Le frittelle di riso, un tuffo nel passato

Certi sapori, certi profumi ci riportano a quell’infanzia spensierata delle giornate di festa a casa o quando si andava al Luna Park che – allora – era veramente un evento. Oggi tutto è alla portata di tutti (o quasi) e anche in cucina i piatti non sono più legati a singoli eventi (basti pensare al Natale). Però certi profumi continuano a rimandare la nostra mente ad immagini fissate in essa in modo indelebile. Pensate al profumo delle frittelle di riso e alle fredde giornate invernali oppure l’essere coinvolti tra i mille colori e i suoni del Luna Park, quando ancora erano in città e non confinati in aree prive di storia. Un peccato di gola e, anche, un piatto semplice e povero, di quelli che vengono dalle tradizioni popolari. Delta del Vino, in queste fredde giornate invernali, vuole regalarvi la ricetta e farvi tornare la voglia di “profumare” la casa, per la gioia di grandi e piccini. Pochi, semplici ingredienti e una semplice preparazione che per 6-8 persone richiede: 500 g. di riso Carnaroli ½ l. di latte 6 cucchiai di zucchero semolato 1 limone non trattato 3 uova 2 tuorli 3 cucchiai di farina lievito in polvere 70 g. di uvetta (facoltativa) olio per friggere zucchero a velo Per prima cosa bisogna far cuocere il riso in una pentola nella quale avrete messo mezzo litro di acqua fredda, il latte, lo zucchero, il riso e il limone tagliato a fettine. Far cuocere per 20 minuti a fiamma moderata, mescolando continuamente. Per chi volesse aggiungere l’uvetta lo deve fare poco prima di togliere il tutto dal fuoco, dopo che la stessa è stata fatta ammorbidire in acqua tiepida per una decina di minuti. Passato il necessario tempo di cottura ritirare dal fuoco il composto per trasferirlo in un contenitore, avendo la cura di togliete le fettine di limone. Una volta raffreddato il riso si aggiungono la farina, le tre uova intere e i due tuorli più un pizzico di lievito. Amalgamando tutto con cura si potrà aggiungere eventuale farina nel caso il risultato sia ancora troppo liquido. In un’ampia padella mettete a scaldare dell’olio per frittura e aggiungete il composto a cucchiaiate. Le frittelle devono galleggiare, se tendono ad andare verso il fondo significa che l’olio non è sufficientemente caldo. Una volta che sono belle dorare (non fatene troppe per volta) ritiratele con l’aiuto di una schiumarola e disponetele su carta assorbente per togliere l’olio in eccesso e spolveratele con zucchero a velo e servitele ben calde. La festa è assicurata. Come tocco finale offrite ai più grandi un buon bicchiere di Malvasia Passito o un Moscato d’Asti e la giornata sarà ancora più piacevole. Per ulteriori informazioni potete scegliere e farvi consigliare consultando il nostro sito, oppure contattandoci allo 0521 980 161 o scriverci una email ai recapiti che trovate qui sotto. Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Il ragù alla bolognese, così come lo faceva la nonna

Il ragù alla bolognese, così come lo faceva la nonna

Ci sono dei piatti che hanno dei legami particolarmente stretti con alcune fondamentali figure della nostra famiglia, ad esempio la nonna. Quando sentiamo il profumo del ragù, quando lo vediamo borbottare nella pentola e quando, finalmente, lo possiamo gustare accompagnato da delle tagliatelle rigorosamente fatte in casa o nelle lasagne, la figura della nonna in molti di noi ritorna prepotentemente e dolcemente alla ribalta. Perché come lo faceva nonna il ragù non lo faceva nessuno, e questo valeva in ogni casa. Da bambini si “litigava” difendendo l’operato della propria di nonne e, addirittura, in alcuni casi anche all’interno della famiglia stessa c’era la nonna più brava a fare il ragù. Solitamente, per par condicio, l’altra nonna eccelleva in un altro piatto. Ma qual è il segreto di questo ragù, cosa c’è di tanto differente tra l’uno e l’altro? Poco o nulla, è solo una questione di pazienza e di amore. Perché il ragù lo devi amare mentre lo prepari e devi aver pazienza, perché lui cresce piano, quasi fosse un nipotino. E – poi – ci vogliono gli ingredienti giusti, che per 4 persone sono: 250 g. di lombo di maiale macinato 350 g. di muscolo di manzo macinato (metà cartella e metà scanello) 1 cipolla ½ costa di sedano 1 carota 150 g. di pancetta tesa ½ bicchiere di vino bianco secco 1 bicchiere di latte intero 400 g. di passata di pomodoro 2 cucchiai di concentrato di pomodoro olio extravergine di oliva 1 noce di burro sale grosso pepe La preparazione di questo tipico piatto della tradizione emiliana è simile al ragù alla napoletana, ma si differenzia dalla tipologia delle carni scelte e dal fatto che devono essere macinate e non a pezzi come nella tradizione partenopea. In entrambi i casi, però, è necessaria una lunga cottura a fuoco bassissimo e tanto, tanto amore. Si inizia col preparare il soffritto a base di cipolla, carota e sedano che vanno tritati finemente e fatti appassire lentamente in una casseruola dal fondo pesante nell’olio e nel burro. Si aggiunge, dopo, la pancetta tagliata a cubetti e, dopo un paio di minuti le carni macinate che vanno fatte rosolare a fiamma alta sgranandole con cura con un cucchiaio. Si sfuma col vino bianco lasciando evaporare e, quando sarà svanito l’odore di alcol, si aggiunge il latte, lasciando assorbire a fiamma media, tenendo mescolato salando e pepando a piacere. È il momento di aggiungere la passata di pomodoro e il concentrato, mescolando sempre per amalgamare e portando a bollore. A questo punto bisogna abbassare al minimo la fiamma e trasferire sul fuoco più piccolo coprendo, senza sigillare, e lasciare andare per almeno 2 ore o più. Otterrete, così, un perfetto ragù alla bolognese che si avvicinerà a quello della nonna, anche se – sicuramente – il suo sarà stato più buono, perché la nonna è sempre la nonna. Servitelo su della pasta all’uovo fatta in casa, come tagliatelle fatte in casa, o al forno, come cannelloni o lasagne e – ancora una volta – un piatto semplice saprà trasformare la vostra giornata. Come vino vi consigliamo di abbinarlo a un buon Lambrusco o Gutturnio per restare a vini regionali, ma perfetti sono anche Chianti, Pinot Nero, Valpolicella o Barbera d’Asti. Per ulteriori informazioni potete scegliere e farvi consigliare consultando il nostro sito, oppure contattandoci allo 0521 980 161 o scriverci una email ai recapiti che trovate qui...

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Lasagne al Salmone e zafferano, un classico della cucina emiliana stravolto ma gustosissimo

Lasagne al Salmone e zafferano, un classico della cucina emiliana stravolto ma gustosissimo

Un tempo il salmone affumicato era sulle tavole degli italiani solamente sotto le feste natalizie o nelle grandi occasioni, oggi – per fortuna – lo possiamo trovare quotidianamente nei nostri negozi di alimentari. Anzi, possiamo dire che, proprio per questo, ha perso quell’aura di importanza arrivando ad essere un piatto abbastanza comune come lo è sempre stato nei paesi del Nord Europa. Molto gustoso con solo un po’ di burro si presta, però, anche ad essere cucinato e la ricetta di oggi di Delta del Vino lo vede protagonista in sostituzione al celebre ragù di carne che è l’emblema principe delle lasagne alla bolognese. Le lasagne al salmone e zafferano sono un piatto bello da vedere e ottimo da gustare, inoltre è anche piuttosto facile la sua preparazione. Vediamo quali sono gli ingredienti necessari per preparare 4 porzioni: 250 g. di sfoglie all’uovo fresche 500 g. di ricotta vaccina 2 cipollotti 500 g. di salmone affumicato 700 ml. di besciamella 50 ml. di latte 2 bustine di zafferano olio extravergine di oliva pepe rosa sale Dopo aver mondato e affettato finemente i cipollotti fateli saltare in padella con poco olio e raccogliete in una ciotola la ricotta facendo scolare per bene il siero. Conditela con poco sale e aggiungete ad essa i cipollotti appassiti, mescolando con cura per poi mettere da una parte. In acqua leggermente salata sbollentate per pochi istanti le sfoglie di pasta all’uovo, uno o due alla volta, per poi estrarle con una schiumarola e stendetele su un canovaccio pulito e asciutto. Finita questa operazione preparate la besciamella classica lasciandola piuttosto densa e, in un pentolino, scaldate il latte senza portarlo a bollore e scioglietevi lo zafferano. Aggiungete, quindi, alla besciamella e continuate a mescolare con cura fino a quando non avrà assunto un bel color giallo uniforme. Ungete, a questo punto, con olio il fondo di una pirofila sulla quale stenderete un sottile velo di besciamella seguito da un primo stato di pasta che farcirete con qualche cucchiaiata di ricotta, un po’ si salmone spezzettato e un po’ di besciamella. Dopo aver aggiunto una spruzzata di pepe rosa ripete l’operazione per altre due volte almeno. Sul numero degli strati non c’è una regola ferrea, certo che più sono e meglio è. Infornate a 200° per circa 20 minuti e dopo aver sfornato lasciatele riposare per 15 minuti in modo che si assestino per bene e servitele ben calde. Un vino da abbinare a questo piatto potrebbe essere uno squisito Gavi ma, anche uno Chardonnay, un Prosecco o un Gewürtztraminer. Per ulteriori informazioni potete scegliere e farvi consigliare consultando il nostro sito, oppure contattandoci allo 0521 980 161 o scriverci una email ai recapiti che trovate qui sotto. Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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