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Arriva l’inverno, le vigne sotto la neve

In questi giorni che anticipano il Natale l’Italia sta facendo i conti con le prime nevicate, anche a bassa quota. Se la neve può essere un disagio per il nostro nuovo stile di vita che prevede spostamenti rapidi e l’uso incondizionato dell’automobile (senza ricordare che in inverno, comunque, nevica) per l’agricoltura neve vuol dire benessere per i futuri raccolti. E per le vigne? Dopo un autunno privo di precipitazioni questa nevicata è manna, poiché la neve non procura danni alle viti e, invece, è fonte di acqua per il suolo. In questo periodo in vigna è tutto fermo e la neve disinfetta le colture dai vari insetti, importante che la temperatura non scenda drasticamente anche se – comunque – la sopportazione per la vite è entro i -16/18 °C, quindi difficilmente si potranno avere danni alle colture e le temperature registrate fino ad ora non preoccupano i vigneron italiani. Alcuni, anzi, hanno festeggiato l’arrivo di questa neve che dovrebbe esserci tutti gli inverni perché, al contrario della pioggia, penetra nel terreno lentamente rimpinguando le falde che sono andate in sofferenza col caldo estivo e l’autunno anomalo. La neve fa un’opera di selezione degli insetti, purifica l’aria togliendo buona parte dell’inquinamento. Un tempo le nevicate erano molto più frequenti e difficilmente ha causato danni agli allevamenti, regalando – al contrario – vitalità alle nuove piante nella stagione successiva. Quindi accogliamo con piacere queste nevicate, una sorta di coperta protettiva per questo che può considerarsi a tutti gli effetti il primo stadio del ciclo biologico del vino. E poi, quanto sono belle le vigne innevate?

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