A Pasqua il vino è d’obbligo

“Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”. Comunque la pensiate le festività pasquali sono sempre una scusa per mettersi a tavola. Sia una forma per riunire la famiglia o per stare con gli amici, a casa, al ristorante o, complice la primavera, in un verde prato a fare un B-B-Q la due giorni che sta per arrivare prevede, quasi fosse un obbligo molto italiano, un grande “abuso” di cibarie molto caratterizzato dalla regionalità. Ovviamente il vino non può essere da meno e dallo spumante al passito sono veramente tantissime le bottiglie che si affacciano sulle nostre tavole. È pressoché impossibile dare indicazioni su quali vini consigliare, potremmo – anzi – invitarvi ad osare provando abbinamenti un tempo definiti azzardati (come il vino rosso col pesce), certo è che alcuni punti fermi restano. Ad esempio nell’attesa che tutti arrivino, oppure nell’attesa di mettersi a tavola, cosa c’è di meglio che qualche stuzzichino abbinato a fresche bollicine come, ad esempio, un Durello DOC dei monti Lessini o una Falanghina del Sannio DOP. Ma per i più tradizionalisti perfetto uno Spumante dell’Oltrepò Pavese. Intanto arriva l’ora della prima portata che potrebbe essere un buon piatto di tagliatelle al ragù d’agnello o abbacchio o, più semplicemente, una buona e tradizionale lasagna. Qui si può scatenare la fantasia ma un Montepulciano d’Abruzzo DOP oppure un Valpolicella Superiore DOC certamente non stonerebbero e sarebbero ottimi per aprire alle seconde portate che, da tradizione, comprendono parecchie carni. E allora perché non avventurarsi nel fantastico mondo dei vini rossi che dal Piemonte alla Sicilia offrono tantissime possibilità di abbinamento e qualità elevata anche a prezzi alla portata di tutti. Oltre al Chianti, che è sempre una garanzia, Morellino di Scansano, Merlot del Veneto, Barbera dei Colli piacentini, Barolo di Monsorì o Cirò Rosso Riserva sono solo alcuni dei nomi da consigliare a occhi chiusi, così come i Supertuscan che si stanno facendo largo nell’apprezzamento generale. Non dimentichiamo il Lambrusco emiliano, non a caso il vino più venduto al mondo. E poi, per la gioia dei più piccini (ma non solo) arriva l’ora dei dolci, e qui le tradizioni italiane sono molteplici quindi sia un Sauternes, uno spumante o un buon Passito, poco importa. Quello che conta è che il vino sia gustato cercando di coglierne le varie peculiarità e, vedrete, il vostro pranzo sarà ancora migliore.