Un fiore all’occhiello per la Basilicata, il vino Aglianico di Vulture, un rosso tra i più pregiati a livello nazionale

Un fiore all’occhiello per la Basilicata, il vino Aglianico di Vulture, un rosso tra i più pregiati a livello nazionale

Nel “profondo Nord” della Basilicata, al confine con le intersezioni di Puglia e Campania in provincia di Potenza, in un territorio tipicamente montuoso ed aspro com’è quasi tutta la terra di Lucania esiste l’area storico-geografica del Melfese, dominata dal profilo del massiccio del Monte Vulture. Una zona ricca di storia, già abitata nel neolitico con un sottosuolo di natura lavica, ricco di acque minerali e perfetto per la coltivazione dell’olivo e della vite. Proprio dalla vite abbiamo uno dei più pregiati vini rossi a livello nazionale e fiore all’occhiello per tutta la Basilicata: l’Aglianico del Vulture che prende il nome dal vitigno di origine greca Ellenico che in queste terre viene coltivato fino ad un’altitudine di 800 m. slm. Viene definito il Barolo del Sud, grazie alle varie caratteristiche che lo accomunano al celebre vino piemontese, che ha ottenuto nel 1971 il riconoscimento della denominazione di origine controllata (DOC) e, nel 2010, quella di origine controllata garantita (DOCG) come Aglianico Superiore. Nel 2012, quando le poste italiane hanno emesso francobolli raffiguranti i principali vini di 15 regioni d’Italia, tra questi uno è dedicato all’Aglianico del Vulture. Fu durante il dominio svevo che l’Imperatore Federico II promosse la coltivazione del vitigno che portò ad un notevole incremento della viticultura, legato anche ai nuovi impieghi del vino, come in medicina e nelle celebrazioni religiose, che determinò una profonda modifica delle campagne della zona tra Melfi, Rapolla e Barile dove i vigneti arrivarono ad occupare la quasi totalità delle pendici del Monte Vulture, con le numerose cantine (erano 110 secondo un inventario del 1589) ricavate nelle grotte, ancora oggi utilizzate da molte tra le principali case vinicole. Quello che ci troviamo è un vino rosso dal colore rubino granato con un fragrante profumo vinoso, che rilascia un sentore di fragola e lampone e dal sapore asciutto, sapido e perfettamente armonico, con una base alcolica che varia dagli 11,5° ai 13°. L’Aglianico può venir considerato vecchio dopo almeno 3 anni di riposo e per poter essere riconosciuto come riserva deve essere invecchiato non meno di 5 anni in barriques. Queste caratteristiche fanno sì che sia particolarmente indicato – servito ad una temperatura di 16-18° – con carni, sia bianche che rosse, cotte allo spiedo o arrostite, selvaggina e formaggi molto stagionati.

Uve
Aglianico

Sistema di allevamento
Guyot corto, alberello, capanno

Altitudine
200-800 m s.l.m.

Epoca di Vendemmia
Fine mese di Ottobre

Maturazione
Maturazione in barriques per almeno 12 mesi

Affinamento
Imbottigliamento verso la fine dell’anno successivo alla vendemmia
In bottiglia per almeno 12 mesi prima di avviarsi al mercato

Gradazione alcolica
11,5 -13% vol.

Caratteristiche organolettiche
Color rosso rubino granata

Abbinamento
Piatti della tradizione lucana, arrosti, grigliate, salumi e formaggi stagionati

Temperatura di servizio
16-18°C


Contatti
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