Cosa sono i tannini

Cosa sono i tannini

Chi ha avuto modo di leggere alcuni dei nostri articoli dedicati ai vini oppure, semplicemente, ha la passione per il vino si sarà imbattuto nel termine “tannino”. Ma cosa sono i tannini? Ovviamente tanti lo sapranno ma, per chi volesse avere una maggiore informazione in merito, cerchiamo di illustrare cos’è questa basilare componente per i vini rossi. Capita, bevendo un vino – solitamente rosso ma in alcuni casi anche per il vino bianco – di percepire in bocca una sensazione di ruvidità, di asprezza nel cavo orale o sulla parte dorsale della lingua. Questa sensazione, che si attenua man mano che il vino matura, è determinata dai tannini, ovvero quelle sostanze in grado di legare le proteine e farle precipitare, cioè asportandole dalla soluzione. I tannini vengono prodotti principalmente dalla macerazione delle componenti dell’uva (bucce, vinaccioli e raspi dalle quali si estraggono le catechine o i tannini gallici se di provenienza dal legno delle botti) ma possono, anche, essere forniti attraverso processi tecnologici in cantina, quali l’uso di barriques o di chips. Nell’una troviamo i tannini maggiormente amari nei semi, cosa facilmente riscontrabile masticandone uno. Questi semi, di solito, non rilasciano i propri tannini nel mosto. I migliori li possiamo trovare nella buccia, e vengono rilasciati durante la macerazione, che maggiore è e più tannini riscontreremo nel nostro vino. Al contrario nei vini bianchi troveremo poco o nulla tannini in quanto la macerazione delle uve e quasi nulla proprio per evitare che i tannini vadano in soluzione. L’utilità di questi tannini, che possono anche venire aggiunti chimicamente con un processo difficilmente spiegabile, è che – come composti fenolici – si oppongono alla variazione di ossidoriduzione. In natura i tannini sono ampiamente diffusi nel mondo vegetale e li possiamo trovare in tantissimi prodotti di abituale consumo come caffè, tè, cacao, liquirizia, cachi, carciofi, noci, arachidi, mandorle, castagne, legumi e, ovviamente, nell’uva. quindi quando in bocca, mentre sorseggiate un bicchiere di vino, avete questa sensazione di carta vetro non temete, è un processo del tutto naturale. Per ulteriori informazioni potete scegliere e farvi consigliare consultando il nostro sito, oppure contattandoci allo 0521 980 161 o scriverci una email ai recapiti che trovate qui sotto. Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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I sistemi di allevamento della vite

I sistemi di allevamento della vite

Ogni appassionato avrà avuto modo di leggere, nelle varie schede dei vini, che esistono diverse tipologie di allevamento della vite. Le forme di allevamento della vite sono varie e differenti, migliorate tantissimo nel corso della storia, e servono – tramite differenti schemi di potatura – a condizionare la crescita vegetativa della pianta a favore della qualità e della resa dell’uva. Essendo la vite una pianta rampicante è stato necessario, per la razionalizzazione della sua coltivazione, “educarla” in modo da ottenere la salvaguardia del frutto uva e la sua corretta gestione. I sistemi di allevamento hanno contribuito a elevare la qualità dell’uva, lo stato di sanità, lo stato di maturazione e la selezione prevista dai disciplinari di produzione afferenti alle diverse tipologie. A tal fine, dagli storici “tutori” rappresentati da alberi d’alto fusto (sistema ad alberata), si è passati ai sistemi definiti a pergola trentina, a spalliera (nelle sue diverse varianti “a guyot”, cordone speronato), ad alberello, a tendone. Un’ulteriore considerazione rispetto alla qualità dell’uva dev’essere fatta nei confronti della resa. In considerazione della diversa tipologia di allevamento è possibile avere rese diverse. Non è sufficiente considerare la resa per ettaro (tonnellate di uva ottenuta per ogni ettaro di vigneto) ma, ben più importante, la resa per ceppo (quanti chilogrammi di uva per pianta), in considerazione della densità (numero) di ceppi per ettaro (il sistema a spalliera consente densità maggiori rispetto alla pergola). Normalmente i filari (successione delle viti) vengono collocati in un piano orizzontale seguendo le linee di livello. In caso di terreni in forte pendenza l’impianto viene posto in opera seguendo le linee di massima pendenza (dal basso verso l’alto) per poter consentire le diverse lavorazioni in modo sufficientemente agevole. È altresì importante sottolineare che i moderni sistemi di allevamento a spalliera consentono di razionalizzare in modo spinto le operazioni di campagna inerenti le lavorazioni, applicando sistemi meccanici automatizzati. Per ottenere questo si deve progettare l’impianto vitato fin dall’origine in modo da consentire, successivamente, le operazioni meccanizzate, oltretutto portatrici di gestioni economiche più che mai...

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Perché regalare un buon vino a Natale?

Perché regalare un buon vino a Natale?

Un regalo non dovrebbe mai essere banale. Dovrebbe rappresentare chi fa il regalo che, a sua volta, dovrebbe conoscere e rispettare i gusti di chi lo riceve. Purtroppo non è sempre così e, soprattutto a Natale, è ormai tradizione vedere scambi imbarazzanti di doni con elargizioni di sorrisi e finte sorprese d’ammirazione per l’oggetto ricevuto. È come il raffreddore. Nessuno è immune, prima o poi ti arriva. Proviamo, allora, a pensare quale possa essere un regalo gradevole. Ovviamente le scelte possono essere tante, una bottiglia di buon vino certamente rientra tra queste. Chiaro che chi la ricevere non deve essere astemio o con problemi di alcolismo, ma si presume che prima di fare una scelta si conosca un minimo la persona alla quale si vuol fare il regalo. Un buon vino, sia uno spumante o un rosso strutturato, hanno una storia la quale regala valore al dono fatto. Il vino giusto al momento giusto crea o rafforza legami, siano essi di amicizia, di lavoro o d’amore, perché il vino ha questo potere nascosto di avvicinare le persone. Un po’ come la musica. Non a caso musica e vino sono un’accoppiata che funziona. Provate ad ascoltare – per esempio – “Kind Of Blue” di Miles Davis sorseggiando un buon vino rosso d’annata. Anche questa accoppiata (vino e musica) potrebbe essere una perfetta idea regalo, ma bisogna conoscere proprio bene la persona da omaggiare. La scelta del vino non è cosa facile ma, allo stesso tempo, non deve spaventare. Ci si può affidare al consiglio del venditore oppure rispettare alcune regole basilari. Prima di tutto non è indispensabile spendere un capitale. È consigliabile privilegiare la qualità alla quantità e in una fascia tra i venti e quaranta euro possiamo trovare prodotti di altissimo livello coi quali far ottima figura. Meglio una buona bottiglia (un magnum o due bottiglie) piuttosto che un cartone da 6 del supermercato. Da evitare i cesti preconfezionati dei supermercati che fanno molto regalo aziendale, totalmente privo di personalità. Un buon vino – ricercato tra i tanti – comporta aver regalato tempo ed attenzione verso la persona che lo riceve e questo è particolarmente apprezzato. Se il ricevente è un appassionato o, addirittura, un esperto si potrebbe andare alla ricerca di quella particolarità enologica che crea curiosità, cosa da evitare con palati meno esperti verso i quali è meglio stare su cose più conosciute e, comunque, sempre di alto livello. Nonostante un buon vino rosso sia particolarmente gradito da tutti vige ancora la regola che le donne amano le bollicine mentre per uomini col rosso non si sbaglia mai. Ricordate che il vino parla per voi, è la vostra carta d’identità. Allora Buone Feste a...

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La legislazione sui vini italiani

La legislazione sui vini italiani

Quando acquistiamo una bottiglia di vino, o siamo in procinto di farlo, possiamo notare che sulla stessa appaiono differenti indicazioni di legge che possiamo – per semplicità – paragonate alla carta d’identità del vino e dell’azienda che lo produce. Tra queste ne troviamo alcune che ne certificano un’ulteriore qualità, scopriamo assieme il loro significato. E’ già dai primi anni Sessanta che l’Italia legifera continuamente, e con una maggior severità rispetto a tutti gli altri Stati membri della Comunità Europea, a tutela del vino con interventi che riguardano tutti i settori, dalla viticultura all’enologia, dai coadiuvanti alle sostanze che si possono aggiungere al vino, dall’etichettatura al materiale di moltiplicazione viticola e altro. Non esiste, perciò, passaggio che non abbia una legge a tutelare la trasformazione che dal semplice grappolo d’uva porta il vino sulla nostra tavola. Con l’avvento della nuova OCM (Organizzazione Comune del Mercato), della DOP (Denominazione di Origine Protetta) e della IGP (Indicazione Geografica Protetta) la normativa europea ha avuto una nuova riforma con importanti regolamenti in merito alla varietà delle viti, delle superfici coltivate e dei trattamenti enologici, oppure in merito alle regole di mercato interno ed esterno e degli organismi di controllo. Anche il disciplinare di produzione – quindi zona di produzione, tipo di vitigno, le pratiche viticole e i metodi di vinificazione – hanno subito variazioni legislative che ha determinato, tra l’altro con l’ultimo giorno dell’anno 2010 il termine ultimo per l’utilizzo delle vecchie etichette. Secondo la legge il vino è definito come “il prodotto ottenuto esclusivamente dalla fermentazione alcolica, totale o parziale, di uve fresche, pigiate o meno, o di mosti di uve”. Le uve devono appartenere solamente alla specie Vitis Vinifera oppure ottenuta da incroci tra le uve di questa specie, mentre non sono ammesse uve di vitigni americani o ibridi europei-americani, a causa della loro scarsa qualità che comporta una bassa acidità, uno scarso grado zuccherino (quindi scarsa gradazione alcolica) con la conseguente formazione di alcol metilico durante la fase di vinificazione. Tutta l’Europa è suddivisa in zone viticole in funzione della prescritta gradazione zuccherina. L’Italia, che ricade nella zona C, è divisa in 3 zone: minimo 8% vol. per la zona viticola CIb (Valle d’Aosta, province di Sondrio, Trento, Bolzano e Belluno) minimo 8,5 % vol. per il rimanente territorio non compreso nelle zone CIb e CIIIb minimo 9% vol. per la zona viticola CIIIb (Calabria, Basilicata, Puglia, Sicilia e Sardegna) Le categorie dei vini italiani seguono un criterio determinato dalla vigente legge DL n. 61 dell’8 aprile 2010 (Tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche dei vini) e che disciplina le seguenti categorie: DOP: per vini a denominazione di origine controllata e garantita (DOCG) e i vini a denominazioni di origine controllata (DOC) IGP: per i vini a indicazione geografica tipica (IGT) La DOCG e la DOC sono le tradizionali menzioni specifiche utilizzate dall’Italia per designare i prodotti vitivinicoli DOP, mentre l’IGT – in egual modo – è la menzione utilizzata per designare i vini IGP, ovvero una sorta di carta d’identità del vino dove possiamo vedere la provenienza, la zona di produzione con le relative condizioni ambientali, la resa massima per ettaro, la gradazione alcolica minima naturale dell’uva, colore, sapore, odore, grado alcolico minimo complessivo, l’acidità del vino al consumo e l’eventuale periodo di invecchiamento. Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Cosa regalare a Natale? Semplice del buon vino e che festa sia

Cosa regalare a Natale? Semplice del buon vino e che festa sia

Basta con quegli odiosi pupazzetti cattura polvere, pigiami colorati, calze e sciarpe dai colori improponibili. Facciamo regali seri per una volta e lasciamo la tecnologia nei negozi, ci sta invadendo e non riusciamo a godere più nulla della vita reale. Un regalo è una cosa seria, a Natale si è persa l’abitudine di dare il giusto valore a questo gesto. Un regalo non dovrebbe mai essere banale. Dovrebbe rappresentare chi fa il regalo che, a sua volta, dovrebbe conoscere e rispettare i gusti di chi lo riceve. Purtroppo non è sempre così e, soprattutto a Natale, è ormai tradizione vedere scambi imbarazzanti di doni con elargizioni di sorrisi e finte sorprese d’ammirazione per l’oggetto ricevuto. È come il raffreddore. Nessuno è immune, prima o poi ti arriva. Proviamo, allora, a pensare quale possa essere un regalo gradevole. Ovviamente le scelte possono essere tante, una bottiglia di buon vino certamente rientra tra queste. Chiaro che chi la ricevere non deve essere astemio o con problemi di alcolismo, ma si presume che prima di fare una scelta si conosca un minimo la persona alla quale si vuol fare il regalo. Un buon vino, sia uno spumante o un rosso strutturato, hanno una storia la quale regala valore al dono fatto. Il vino giusto al momento giusto crea o rafforza legami, siano essi di amicizia, di lavoro o d’amore, perché il vino ha questo potere nascosto di avvicinare le persone. Un po’ come la musica. Non a caso musica e vino sono un’accoppiata che funziona. Provate ad ascoltare – per esempio – “Kind Of Blue” di Miles Davis sorseggiando un buon vino rosso d’annata. Anche questa accoppiata (vino e musica) potrebbe essere una perfetta idea regalo, ma bisogna conoscere proprio bene la persona da omaggiare. La scelta del vino non è cosa facile ma, allo stesso tempo, non deve spaventare. Ci si può affidare al consiglio del venditore oppure rispettare alcune regole basilari. Noi di Delta del Vino siamo qui a disposizione della nostra clientela per suggerire, confezionare e consegnare direttamente a casa del destinatario (nel caso non abbiate la possibilità di farlo di persona) vini delle migliori qualità, selezionati con attenzione andando ad incontrare e a visitare quelle piccole cantine dove il vino lo si produce con passione ed amore. Potete contattarci sia scrivendoci una email o telefonandoci (rastelli@deltadelvino.com | 0521 980 161 – questi sono i nostri recapiti) e senz’altro troveremo la giusta soluzione per ogni richiesta. Perché regalare vino ha alcune regole da seguire e, prima di tutto, non è indispensabile spendere un capitale. È consigliabile privilegiare la qualità alla quantità e in una fascia tra i venti e quaranta euro possiamo trovare prodotti di altissimo livello coi quali far ottima figura. Meglio una buona bottiglia (un magnum o due bottiglie) piuttosto che un cartone da 6 del supermercato. Da evitare i cesti preconfezionati che fanno molto regalo aziendale, totalmente privo di personalità. Un buon vino – ricercato tra i tanti – comporta aver regalato tempo ed attenzione verso la persona che lo riceve e questo è particolarmente apprezzato. Se il ricevente è un appassionato o, addirittura, un esperto si potrebbe andare alla ricerca di quella particolarità enologica che crea curiosità, cosa da evitare con palati meno esperti verso i quali è meglio stare su cose più conosciute e, comunque, sempre di alto livello. Nonostante un buon vino rosso sia particolarmente gradito da tutti vige ancora la regola che le donne amano le bollicine mentre per uomini col rosso non si sbaglia mai. Ricordate che il vino parla per voi, è la vostra carta d’identità. Allora Buone Feste a...

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