Aspettando l’autunno: Filetto di maiale avvolto nel pane alle noci

Aspettando l’autunno: Filetto di maiale avvolto nel pane alle noci

Nonostante l’estate sia ancora saldamente sulle nostre regioni, mentalmente iniziamo a prepararci all’arrivo dell’autunno. Le scuole iniziano a ricominciare il loro ciclo di lezioni, si saluta la coda delle vacanze estive e in cucina basta piatti freddi e si ritorna ad accendere fuochi e forni. Cambiano i profumi e cambiano i colori, i verdi ingialliscono e nelle vigne è iniziata la vendemmia. Allora prepariamoci ad accogliere al meglio l’autunno con una nuova ricetta che Delta del Vino vi consiglia e illustra dove avremo come protagonista il filetto di maiale, ovvero la parte magra del maiale. Un taglio economico e particolarmente versatile che può essere la base di tante vostre proposte culinarie. Nella ricetta odierna lo rivestiremo con un pane che prepareremo e che cuocerà assieme al filetto. Ecco gli ingredienti necessari per la preparazione: Un filetto di maiale intero 25 gherigli di noce Prosciutto crudo Aglio Senape Olio extravergine di oliva 400 gr. Pasta per pane (preparata da voi oppure pronta) 1 Tuorlo d’uovo Pangrattato Rosmarino Timo Sale e pepe La prima cosa da fare è dare una forma equilibrata al filetto eliminando la coda. Salate, pepate e cospargete il filetto con un po’ di senape (a voi la scelta in base ai vostri gusti) e passate il tutto nel pangrattato in modo che in cottura assorba un po’ di umidità e rosolatelo con l’olio extravergine di oliva, al quale avrete aggiunto l’aglio e il rosmarino, a fuoco vivo in una padella capace profumando con qualche foglia di timo. A questo punto potete preparare il “vestito” per il filetto stendendo la pasta per il pane a formare un rettangolo di uno spessore di circa 8 mm. Tritate grossolanamente le noci, mantenendone alcune un po’ più grosse per la guarnizione esterna. Disponete sulla pasta alcune fette di prosciutto e adagiatevi il filetto che avvolgerete con cura con la pasta di pane rimboccando anche le due estremità a formare un pacchetto sigillato. Fate delle piccole incisioni sulla superficie che, successivamente, spennellerete col tuorlo d’uovo sbattuto con un goccio di acqua. Aggiungete i gherigli che avete tenuto da parte e lasciate riposare il tutto per 10 minuti prima di infornare per circa 30 minuti a 190°. A cottura terminata lasciate riposare alcuni minuti e servite caldo tagliando il tutto a fette di uno spessore di qualche centimetro. Come vino da abbinare, nonostante anche un buon bianco non sfigurerebbe, per una cena di un certo livello vi consigliamo di accostare a questo piatto un buon rosso come, ad esempio, un D.O.C. come il Lacrima di Morro d’Alba o va sempre bene un Chianti Classico DOCG che, ovviamente, potete trovare nella selezione di Delta del Vino. Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Le Bollicine italiane sul tetto del mondo

Le Bollicine italiane sul tetto del mondo

Il 2017 è stato l’anno del sorpasso per gli spumanti italiani che, dopo ben 20 anni, hanno spodestato quelli tedeschi nel maggior numero di bottiglie prodotte. Ed è con il ragguardevole numero di 660 milioni di bottiglie prodotte – soprattutto grazie al “sistema Prosecco” che tra DOC e DOCG ne accomuna quasi 500 milioni – che l’Italia diventa, crediamo anche meritatamente, il maggior produttore al mondo, scalzando i temibili concorrenti della Germania. Si parla di numeri, non di qualità dove l’apprezzamento è da sempre a nostro favore, ma anche questo risultato ha la sua grandissima importanza come ha sottolineato il Ministro per le Politiche Agricole Maurizio Martina che su Twitter ha così commentato: “Dopo 20 anni di primato della Germania, siamo i primi produttori al mondo di spumanti. #Avanti nella protezione e promozione internazionale dei nostri vini, per vincere la sfida del valore #madeinitaly”. Questi dati confermano ulteriormente l’apprezzamento per i nostri spumanti che vede un aumento del consumo interno con circa 180 milioni di bottiglie stappate lungo tutto lo stivale, contro i 6 milioni di bottiglie che arrivano dall’importazione estera, quasi tutte – ovviamente – dalla Francia dove le piccole maison superano i grandi marchi. Quello del comparto italiano, numeri alla mano, ha un valore quantificabile in 1,32 miliardi di euro, mentre per i vini esteri sono stati spesi 200 milioni. Dai dati Ovse esce che il consumo si spumante italiano vede è suddiviso in 24,8 milioni di bottiglie sul metodo tradizionale (Franciacorta, Trento, Alta Langa, Alto Adige, Oltrepò e Lambrusco), mentre le restanti 156 milioni di bottiglie consumate erano Prosecco per 132 milioni e il rimanente suddiviso tra Asti e altri spumanti. Un’altra buona notizia per uno dei comparti che da maggior soddisfazione all’economia nazionale, ma anche, se non soprattutto, ai nostri...

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Il vino toscano si presenta alla carovana del Blues europeo in arrivo a Torrita di Siena

Il vino toscano si presenta alla carovana del Blues europeo in arrivo a Torrita di Siena

Manca ormai un mese esatto al grande evento musicale che porterà nel borgo medievale di Torrita di Siena l’European Blues Challenge, l’evento dedicato alla musica blues più importante di tutta quanta l’Europa. Dopo Berlino, Tolosa, Riga e Bruxelles è la volta dell’Italia ad ospitare il grande raduno che richiamerà in terra toscana musicisti, giornalisti e addetti ai lavori di 21 nazioni europee. Un evento in continua crescita, nato nel 2008 quando a Salsomaggiore Terme, grazie ad un’idea dell’associazione Rootsway di Parma e della rivista Il Blues, si svolse la prima riunione che diede il via a questo carrozzone itinerante che richiama migliaia di appassionati. La candidatura di Torrita è stata approvata dal board dell’associazione che ha sede a Bruxelles grazie alla storia del Torrita Blues Festival e, soprattutto, grazie al territorio che offre veramente tanti spunti e motivi di interesse per i tanti “blues turisti” attratti dalla cultura e dall’enogastronomia toscana. Sarà, quindi, un grande momento per i vini della zona di mettersi in mostra aumentando ulteriormente la propria popolarità nel Vecchio Continente. La zona delle colline senesi è ricca di storia e di qualità, con vini considerati tra i migliori di tutto il mondo, ad iniziare dal Chianti per arrivare ai Supertuscan di recente creazione, in un percorso storico e di sapori che non può lasciare indifferente nessuno. La bellezza dei posti, i colori, i profumi di queste terre sono un richiamo fortissimo e i frutti del duro e sapiente lavoro dei produttori locali di vino considerato arte pura. Sarà una vera celebrazione del Chianti, uno dei primi vini italiani ad ottenere la DOC (Denominazione di Origine Controllata, 1967), del Brunello di Montalcino, ottenuto con le uve di Sangiovese e primo a potersi fregiare della DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita, 1980), del Rosso di Montalcino o del Vino Nobile di Montepulciano, senza dimenticare il Moscadello di Montalcino e la Vernaccia di San Gimignano, tutti vini che il mondo intero ci invidia. Allora cosa c’è di meglio se non abbinare alla grande musica del fantastico...

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Morellino di Scansano DOCG

Denominazione di Origine Controllata e Garantita Descrizione La Cantina Cooperativa Vignaioli del Morellino di Scansano, fondata nel 1972, è composta oggi da 152 soci le cui proprietà si estendono sulle colline che circondano il paese di Scansano, in provincia di Grosseto, coprendo un totale di circa 400 ettari. La sua vasta produzione si concentra innanzitutto sul vino principe della zona, il Morellino di Scansano, disponibile in tante sfaccettature diverse che riescono a mostrare la versatilità di questo vino con cui si identifica la Maremma Toscana: noi abbiamo scelto la selezione del Morellino di Scansano Roggiano Riserva con una linea “ selezione Delta del Vino”  Attenta da sempre alla qualità dei propri prodotti, garantita da numerosi certificati, la Cantina ha fatto sua la filosofia di un coinvolgimento diretto di tutti i Soci, per avere sempre in comune l’obiettivo di far arrivare vini eccellenti sulle tavole dei loro clienti.  Il Morellino di Scansano Roggiano ha n colore rubino pieno, ricco di materia cromatica, vivacizzato da riflessi purpurei. Il bouquet olfattivo si caratterizza per carattere e piacevolezza, ampiezza e profondità, con note fruttate, floreali e speziate soffuse a sentori di sottobosco. La godibilità dell’assaggio non si fa mancare nulla in quanto a persistenza ed equilibrio: i tannini sono ben presenti ma eleganti, sottili, bilanciati, assieme alla freschezza, da una rotondità fruttata. Modalità di fermentazione uva raccolta a perfetta maturazione fenolica e protetta con l’uso di neve carbonica. Macerazione a caldo (35°C) per 12 ore; segue fermentazione a temperatura controllata (max 27°C). Svinatura dopo 7 giorni di fermentazione con le bucce. Affinamento sulle fecce fini fino allo svolgimento della fermentazione malolattica (novembre). Maturazione in acciaio per 4 mesi con le fecce fini. Affinamento in bottiglia per minimo 3 mesi. Vitigno 95% Sangiovese 5% Alicante Zona di produzione I nostri vigneti dedicati alla produzione del Morellino di Scansano e degli altri nostri vini si trovano in Maremma, sulle colline che da Scansano scendono via via verso il mare Tirreno, un’area racchiusa tra i due dei fiumi più importanti della Toscana, l’Ombrone e l’Albegna. . In media i vigneti i nostri vigneti si trovano tra i 150 e i 300 metri sul livello del mare. Contenuto alcolico 13,0 % vol. Invecchiamento Il Morellino di Scansano, buono giovane ma in grado di dare il meglio di sé 2-3 anni dopo la vendemmia.  Colore Ha un colore rosso rubino pieno ricco di materia cromatica vivacizzato da riflessi purpurei. Profumo Il bouquet olfattivo si caratterizza per carattere e piacevolezza, ampiezza e profondità, con note fruttate, floreali e speziate soffuse a sentori di sottobosco. Sapore La godibilità dell’assaggio non si fa mancare nulla in quanto a persistenza ed equilibrio: i tannini sono ben presenti ma eleganti, sottili, bilanciati, assieme alla freschezza, da una rotondità fruttata. Accostamento gastronomico Abbinamento sui primi piatti saporiti e secondi di carne rossa o cacciagione. Pappardelle al ragù di cinghiale. Va preferibilmente servito a 16-18 gradi. CONTATTACI PER INFO E ACQUISTI Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Il vino marchigiano sulle nostre tavole

Il vino marchigiano sulle nostre tavole

Quando si parla di vino è naturale parlare di storia. In una nazione ricca di storia come l’Italia il vino entra di diritto a raccontare la sua storia, quella del territorio e quella delle tante case vinicole che lo hanno prodotto già dal tempo dei tempi, come nelle Marche che vede la coltura della vite grazie agli antichi Greci. Regione prettamente collinare subisce, come in gran parte delle altre regioni italiane, il flagello della filossera sul finire dell’Ottocento che obbliga a variare la storia della viticoltura con la riorganizzazione totale dei vigneti. Negli ultimi anni le Marche hanno saputo esprimere una forte ed intelligente identità territoriale, valorizzando i vitigni autoctoni salvandoli, spesso, dall’estinzione. Vini come la Lacrima di Morro d’Alba o la Vernaccia di Serrapetrona vengono oggi abbinati ai già famosi Verdicchio dei Colli di Jesi e di Matelica e al Rosso Piceno. Proprio in una zona del piceno a nord-est del capoluogo di provincia troviamo, in una zona subappenninica posta tra i fiumi Tesino e Tronto, il borgo medievale di Offida divenuta recentemente la quinta area regionale DOCG grazie, soprattutto, alle due varietà di vino autoctone Pecorino e Passerina che potete trovare nella scelta dei vini di Delta Del Vino. Ruolo importante nella riscoperta di questi due vitigni l’ha la famiglia Bartolomei che fin dal lontano 1970 hanno creduto nel potenziale di questi vini creando l’azienda agricola Ciù Ciù. I figli hanno raccolto il testimone lasciato da Natalino ed Anna iniziando a puntate sull’agricoltura biologica. I 130 ettari di vigneti della tenuta dell’azienda poggiano su un terreno collinare digradante verso il mare Adriatico che regala alle uve i profumi e la salubrità che caratterizzano i vini da esse prodotte. Al centro e a sovrastare i curatissimi vigneti possiamo trovare un vecchio casale dove, nella moderna struttura, possiamo trovare barrique in rovere francese dove maturano e si affinano i sapori dei rossi corposi vini come il Rosso Piceno Superiore o l’Esperanto, e moderni tini in acciaio inox perfetti per far correttamente fermentare le bollicine “charmant” ricavate dalle uve Passerina e Pecorino. Quest’ultimo ha appena ricevuto un più che lusinghiero giudizio dalla Guida de L’Espresso e si presenta, col suo color giallo paglierino brillante e i suoi profumi intensi e persistenti, come uno dei vini di punta dell’azienda Ciù Ciù. Vino dal sapore fresco e appagante si abbina alla perfezione con piatti come i fiori di zucca fritti o la zuppa di cicerchie che ne esaltano, oltremodo, il...

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