Franciacorta, uno degli spumanti preferiti al mondo

Franciacorta, uno degli spumanti preferiti al mondo

C’è poco da fare, quando dici spumante difficilmente non ti viene in mente il Franciacorta. D’altronde la fama che questo prelibato vino spumante italiano si è creata non solo a livello nazionale ma in tutto il mondo compete, possiamo dire alla pari, con lo Champagne d’oltralpe che, forse, nel passato ha saputo solo promuoversi meglio. Oggi che, finalmente, i vari consorzi, ma anche lo Stato, hanno capito l’importanza del vino e della sua corretta promozione i dati delle vendite e dell’esportazione sono in continuo aumento, a testimonianza ulteriore della qualità dei vini italiani. La storia del Franciacorta ci riporta indietro nel tempo, poiché già nel XVI Secolo nella zona collinare tra Brescia e l’estremità meridionale del Lago d’Iseo, si otteneva del vino definito “mordace” e da molto prima anche vini fermi, utilizzati solo per un consumo locale. È solo con la fine degli anni ’50 dello scorso Secolo che si capì la grande potenzialità di questo territorio, perfetto per la spumantizzazione che portò, siamo nel 1967, al riconoscimento della denominazione Franciacorta, voluta da un piccolo gruppo di illuminati produttori. Il Pinot Franciacorta DOC, prodotto con uve di Pinot Bianco – alle quali era possibile aggiungere uve Pinot Grigio ne Pinot Nero – iniziava proprio in quegli anni il suo nuovo cammino verso la notorietà in tutt’Italia prima e nel mondo poi, ampliando le zone di produzione e, soprattutto, migliorando le tecniche produttive, affidandosi a enologi specialisti del settore che seppero valorizzare la qualità del prodotto. Proprio grazie al loro intervento al Pinot venne affiancato il Chardonnay che era in perfetta sintonia col territorio lombardo. Già nel 1983 gli ettari di terreno utilizzati per la vigna passarono dai 50 iniziali ai 550 e venne creato un Consorzio e, negli anni ’90, iniziava l’era contemporanea della Franciacorta e del Franciacorta DOCG. Il Franciacorta Brut DOCG della Selezione Delta del Vino è un Brut a base di uve Chardonnay che viene prodotto con una rifermentazione in bottiglia per un minimo di 18 mesi di affinamento sui lieviti con una elaborazione e maturazione della durata di 25 mesi dalla vendemmia. È un vino dal colore giallo paglierino con riflessi dorati dal fine e persistente perlage che regala al palato il caratteristico bouquet della fermentazione in bottiglia, con sentori di crosta di pane e di lieviti tra i quali spiccano delicate note di agrumi e frutta secca. Un vino leggermente abboccato, fragrante e di facile beva che perfettamente si abbina, servito tra i 6-8°C a qualunque tipologia di cibo, dall’antipasto al dessert. E, allora, in alto i calici e brindiamo con questo Franciacorta Brut DOCG. Uve Chardonnay 100% Sistema di allevamento Guyot Vendemmia Fine agosto, inizi settembre Vinificazione Pressatura soffice. Decantazione statica a freddo. Inoculo con lieviti selezionati. Fermentazione di 20 gg in acciaio inox Maturazione Affinamento sui lieviti per 20-25 mesi Gradazione alcolica da 12,5% vol. Caratteristiche organolettiche colore giallo dorato, dal profumo fragrante, fine ed elegante. Sapore leggermente abboccato, fragrante, di facile beva Abbinamento Ideale come aperitivo e valorizza in modo particolare qualunque piatto, dall’antipasto al dessert Temperatura di servizio 6 – 8°C CONTATTACI PER INFO E ACQUISTI Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Colora di blu la tua tavola con il nuovo Chardonnay

Colora di blu la tua tavola con il nuovo Chardonnay

Arriva dalla Valle Versa, nell’Oltrepo Pavese – storica terra di vini e di cultura contadina attraversata dal 45° Parallelo – questo Chardonnay che si presenta con una elegante bottiglia blu. Le uve di Chardonnay, originarie della Borgogna, sono tra le più apprezzate e coltivate in tutto il mondo, trovando in Italia alcune tra le più importanti colture (Piemonte, Friuli, Trentino Alto Adige, Lombardia) ed arrivando in quelle terre lontane (California, Cile, Nuova Zelanda e Australia) dove la produzione del vino sta diventando sempre più importante e di qualità. Questo nuovo Chardonnay entrato nella selezione Delta del Vino è un ottimo prodotto che si presenta con questa elegante e particolare bottiglia dal colore blu ma con un contenuto che rispecchia la tradizione dell’azienda produttrice, che opera sugli storici terreni di famiglia e depositaria di una viticultura dalle antichissime radici sulla quale si è innestata un’enologia di avanguardia che, sommata a qualità, passione e impegno, determinano la qualità di questo vino bianco che si presenta col classico color giallo paglierino, che può essere più o meno intenso a seconda delle annate, brillante e di buona viscosità. Una volta aperto e versato nel giusto bicchiere – consigliamo il Renano, che è leggermente chiuso in alto permettendo di apprezzare meglio i profumi e le rotondità – emerge al naso un profumo elegante, intenso con sentori fruttati e floreali che lasciano spazio a un delicato erbaceo. Al palato questo Chardonnay, dalla gradazione alcolica di 11,5% vol., è di buona struttura, equilibrato e persistente che risulterà coinvolgente soprattutto se abbinato a primi piatti con cadenze leggermente acidule o per valorizzare ulteriormente piatti di pesce delicati. Servito ad una temperatura tra gli 8 e 10 gradi saprà regalare piacevoli emozioni, sia utilizzato per aperitivi, antipasti o per l’intero pasto.   Uve Chardonnay 100% Colore Giallo paglierino più o meno carico Caratteristiche olfattive Intenso, elegante, con sentore fruttato e delicatamente erbaceo Caratteristiche gustative Coinvolgente, di buon equilibrio, giusta persistenza Gradazione alcolica 11,5% vol. Abbinamento Vino che si accompagna a primi piatti con cadenze leggermente acidule, piatti di pesce delicati CONTATTACI PER INFO E ACQUISTI Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Vini spumanti: la rifermentazione in bottiglia

Vini spumanti: la rifermentazione in bottiglia

Nel precedente articolo dedicato ai vini spumanti abbiamo fatto una breve storia sulla nascita di una categoria dei vini tra le più amate. Adesso scopriamo cosa e come rendono così particolare questi vini iniziando dalla rifermentazione in bottiglia che è il sistema tradizionale o classico, in Francia definito Champenois, da cui traggono origine tutti gli spumanti classici. Questo è un processo di produzione che consiste nell’indurre la rifermentazione in bottiglia dei vini attraverso l’introduzione di zuccheri e lieviti selezionati, in modo che il prodotto acquisisca la tradizionale pressione (le famose bollicine, per intenderci) che verrà successivamente garantita dalla presa di spuma. I grappoli, rigorosamente raccolti a mano e separati per tipologia di uva omogenea, vengono sottoposti a pressatura soffice per ottenere il mosto fiore e la première taill, dove da 4 tonnellate di uva si ottengono 2,55 tonnellate di mosto di cui 2,05 di mosto fiore definito cuvée e 0,5 di première taille. Il mosto viene decantato per diminuire il contenuto di sostanze mucillaginose e solfitato per ridurre la flora batterica. Viene avviata la fermentazione con lieviti selezionati alla temperatura di circa 15-20 °C. Ottenuti i vini base si provvede alle operazioni di taglio, alla filtrazione e alla conservazione. Le percentuali dei vini assemblati sono a discrezione del produttore, in base al fatto che il Pinot Noir apporto corpo e longevità, lo Chardonnay leggerezza, eleganza e freschezza. Se la base è ottenuta solo con Chardonnay in etichetta è possibile riportare la dicitura “Blanc de Blancs”, se solo con Pinot Noir (nella versione bianco) la dizione è “Blanc de Noirs”. Se i vini provengono dalla stessa annata produttiva è possibile usare la dicitura “millesimato” indicando in etichetta l’anno di produzione. [Fine parte...

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Agli americani piace buono

Agli americani piace buono

I dati ufficiali Nielsen elaborati dal Corriere Vinicolo ci riferiscono come agli americani piaccia vino di qualità. In un mercato ancora in crescita, con un valore superiore ai 13 miliardi di dollari e un volume di 160 milioni di casse importate, cresce anche il valore dei prezzi medi che si porta sopra i 9,20 dollari al litro che sta ad indicare, molto chiaramente, che la qualità alla fine paga. Un grande boom arriva dal mercato neozelandese ma anche l’Italia sa difendersi con un +8 di percentuale molto confortante e, comunque, meritato per tutto quanto sta facendo di buono il nostro comparto enologico. Questa crescita dell’acquisto da parte degli statunitensi di prodotti di alta qualità (la chiamano new-premiumsation negli USA) sta premiando sempre più il buon vino penalizzando tutto quello che sta sotto i 9 dollari a litro spostando la tendenza dei grandi gruppi americani a promuovere l’eccellenza. Sempre secondo i dati Nielsen è ancora il Pinot Grigio il più performante sul lungo periodo, con una crescita del 7% sia in valore che in volume mentre, restando tra i bianchi, il Chardonnay è, invece, in crescita del 2%. Buone notizie anche in casa rossi che vede il Cabernet Sauvignon fare un balzo in avanti del 7% a valore e un 4% a...

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Produzione record per il vino italiano, battuta la Francia

Produzione record per il vino italiano, battuta la Francia

Il dualismo coi cugini transalpini sulla produzione del vino ha visto, in questo 2015, una netta supremazia da parte dell’Italia con – dati ufficiali della Commissione Europea – 48,9 milioni di ettolitri di vino prodotti contro i 46,6 dei francesi. Al terzo posto gli spagnoli lontani di 10 milioni dai transalpini. Ma non è soltanto una grande annata dal punto di vista della produzione ma, anche, in fatto di qualità questo 2015 passerà alla storia confermando l’Italia come patria del vino. Anche le esportazioni hanno avuto un ottimo risultato e i dati presentati dal Ministro alle politiche agricole Maurizio Martina ci confermano che l’export ormai supera stabilmente i 5 miliardi di euro all’anno con il 17% delle bottiglie vendute in tutto il mondo e il 28% in Europa. E gli esperti del settore ci avvertono che abbiamo ulteriori margini di miglioramento. All’ultimo Vinitaly l’IRI (Istituto Internazionale di Ricerca) ha fornito interessanti dati come la classifica dei 10 vini più apprezzati dagli italiani che vede padroneggiare il Lambrusco con 13,3 milioni di litri venduti. Seguono Chianti (11,7 milioni), Bonarda (8 milioni) Barbera (7,7 milioni), Montepulciano (7,6 milioni), Chardonnay (7 milioni), Sangiovese (6,3 milioni), Nero d’Avola (5,8 milioni), Vermentino (5,7 milioni) e Prosecco (5 milioni). Unico dato negativo da rilevare è quello che se all’estero aumenta il consumo di vino italiano, con nuove realtà come Russia e Polonia, paesi dove l’economia permette di scoprire il lusso, e USA, dove c’è una forte contrazione di vini importati da Australia, Cile e Argentina mentre è in crescita per quelli italiani, è proprio a casa nostra che è in calo il consumo del vino, molto anche a causa della crisi iniziata nel 2008. I consumi del 2014 fanno registrare il raggiungimento del minimo storico del 1861 con 20 milioni di ettolitri consumati e una media pro capite di 37 litri all’anno e solo il 21% beve vino ogni giorno, mentre il 48,8 afferma di non berne mai. Questi dati, comunque, sembrano potranno avere un miglioramento nei prossimi...

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