Dalla Valtellina vino di qualità

Nel Nord della Lombardia, nella provincia di Sondrio e al confine con la Svizzera, si estende la Valtellina che, oltre a fornire numerosissime opportunità turistiche, ci offre un ricco panorama di vini di alta qualità. Il merito viene, soprattutto, da un vitigno autoctono localmente chiamato Chiavennasca ma che è un Nebbiolo che ha generato altri “figli” quali Pignola, Rossola e Prugnola che, assieme a Merlot e Pinot Nero vengono utilizzati per completare l’uvaggio. L’esposizione a Sud, le modeste precipitazioni e i microclimi locali particolarmente favorevoli rendono questa area particolarmente adatta alla produzione del vino coi vitigni protetti dai venti da Nord e da Sud grazie alle Alpi Retiche e a quelle Orobie, mentre la breva, una brezza che di tarda primavera e per tutta l’estate proviene dal Lago di Como, favorisce l’impollinazione e asciuga il terreno e le piante. Il territorio, candidato ad essere iscritto fra i beni Unesco, è plasmato su 2.500 km di terrazzamenti che lo rende l’area terrazzata più vasta di tutta Italia, ideale per la produzione di Nebbiolo. Tra i vini particolarmente noti della Valtellina troviamo il Sassella, un DOCG che si produce tra il comune di Castione Andevenno e il territorio ad Ovest di Sondrio in una impervia e soleggiata zona di 114 ettari dove sorge, sull’omonima rupe, il santuario mariano della Sassella. Il Sassella è un vino rosso di grande personalità, con una gradazione alcolica di 12,5°, con ottime caratteristiche di corpo e struttura. Un vino ideale per abbinamenti di promo piatti sostanziosi, carni rosse e selvaggina ma, anche, particolarmente adatto ai formaggi stagionati della zona. Viene dai piccoli terrazzamenti vitati situati tra Poggiridenti e Tresivio l’Inferno che trae il nome dall’impervio territorio di 55 ettari ove sorgono le vigne. Anche questo è un vino rosso di personalità forte con notevoli caratteristiche di corpo e struttura. Un vino anch’esso da abbinare con carni rosse, selvaggina, primi robusti e formaggi. Lo Sforzato (o Sfursat) è, invece, un passito che ha la peculiarità di essere il primo vino passito rosso secco italiano che, dal 2003, può fregiarsi della DOCG. Nasce da un’accurata selezione delle uve Nebbiolo che vengono poste, subito dopo la vendemmia, per circa tre mesi su graticci in locali ben asciutti ed aerati detti “fruttai”. Dopo aver perso circa il 40% del proprio peso, concentrato i propri succhi e sviluppato particolari fragranze, le uve vengono pigiate ed il risultato, maturato per 20 mesi in legno e bottiglia, è un rosso dal grado alcolico minimo del 14%, con struttura vigorosa, molto armonico, pronto per la degustazione. La Valtellina, quindi, la possiamo avere a tavola mentre – magari – organizziamo le nostre vacanze estive od invernali.