Brasato di Manzo al Barolo, uno dei piatti top della cucina italiana

Brasato di Manzo al Barolo, uno dei piatti top della cucina italiana

Il meteo ci avverte che l’autunno sta definitivamente arrivando, è quindi giunto il momento di dedicarsi a ricette adatte per i primi freddi, le nebbie e le giornate che si accorciano drasticamente. La cucina italiana è ricchissima di proposte che hanno origini regionali ma che, ovviamente, sono conosciute ovunque. Tra i piatti cult troviamo il Brasato di Manzo al Barolo che ha origini piemontesi come il vino che lo accompagna. Viene, infatti, dalle Langhe il Barolo, il famosissimo vino rosso prodotto con uve di Nebbiolo con il quale potremo preparare un favoloso piatto la cui particolarità è la tenerezza della carne, che viene sigillata – e questo è il segreto per una perfetta riuscita – in modo che i suoi succhi rimangano all’interno prima di essere cotta a lungo in una marinatura fatta di un eccellente vino e di verdure come sedano, carote e cipolle. Se saprete seguire le indicazioni avrete un fantastico risultato, con un piatto gustosissimo, ricco di sapori, ovviamente da accompagnare con una bottiglia di ottimo Barolo, come quello della selezione Delta del Vino. La cosa fondamentale è brasare in modo corretto la carne senza commettere l’errore di mettere la carne sul fuoco assieme a verdure e vino senza averla fatta prima rosolare, passaggio basilare per racchiudere all’interno di essa i succhi che manterranno la carne morbida e tenerissima che arriverà quasi a sciogliersi in bocca a cottura terminata. Il pezzo di carne da utilizzare deve essere ricavato dal muscolo di spalla o coscia, i quali contengono la giusta quantità di grasso e nervature che sono necessari perché la carne si mantenga tenera. Quindi al vostro macellaio di fiducia chiedete Noce, Pesce o Cappello del prete, se fossero di provenienza piemontese ancora meglio. Fondamentale è anche la marinatura che richiede almeno 12 ore, il tempo necessario per gli aromi del vino, delle spezie e delle verdure di dare il giusto aroma alla carne. Tale marinatura, poi, verrà utilizzata in fase di cottura. Gli ingredienti necessari sono: 1,5 kg di polpa di spalla di manzo 1 bottiglia di Barolo 1 cipolla 1 carota 1 costa di sedano 2 foglie di alloro 1 rametto di rosmarino 5 grani di pepe nero 50 g. di burro fecola di patate 2 spicchi di aglio sale Mettete in un capiente contenitore la carne e irroratela con un’intera bottiglia di Barolo e aggiungete la cipolla e la carota pulite e affettate, il sedano tagliato a pezzi, 2 foglie di alloro e il pepe. Lasciate marinare per minimo 12 ore (24 ancora meglio) girando la carne al massimo 3-4 volte. Trascorso il tempo necessario estraete la carne e asciugatela con cura, quindi legatela con uno spago da cucina per farle mantenere la forma. In una pentola larga e bassa fate sciogliere il burro, unite l’aglio pelato e il rosmarino e, dopo un minuto, aggiungete la carne facendola rosolare a fuoco alto su ogni lato fino a prendere colore uniformemente. Intanto – con un colino – filtrate il vino della marinatura che utilizzerete per bagnare la carne dopo averla salata a vostro piacere. Potete unire anche le verdure che, nel qual caso, a fine cottura vi converrà frullarle prima di servirle nel sugo che ricoprirà la carne. Lasciate cuocere per almeno 2-3 ore a fuoco moderato a pentola coperta e quando la carne sarà cotta rimuovete con attenzione lo spago e tagliate delicatamente il brasato a fette e versatevi sopra il fondo di cottura. Servite con puré di patate o con polenta, il tutto bello caldo. Per il vino da abbinare, ovviamente, il Barolo è la migliore scelta. Contatti Per tutte le informazioni sulle...

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Zuppa di Cipolle, una prelibatezza della cucina francese

Zuppa di Cipolle, una prelibatezza della cucina francese

Piatto tipico dei “cugini” d’oltralpe ma che rientra, assolutamente, nelle tradizioni culinarie italiane, in quanto piatto povero che si è arricchito nelle sue evoluzioni. La zuppa di cipolle nasce, come tantissimi, per recuperare i pochi avanzi della tavola ed è un piatto di facile preparazione, caldo, confortevole e di semplice preparazione. Delta del Vino vi propone questa ricetta consigliandovi di fare attenzione alla scelta degli ingredienti, soprattutto del formaggio groviera che dev’essere di buona qualità. Per il resto tutto molto semplice, vi consigliamo – per evitare di piangere nell’affettare le cipolle – di tagliarle a metà e lasciarle immerse in acqua fredda per 10 minuti avendo la premura di eliminare la parte centrale che da un sapore troppo forte al piatto e indigesta per alcune persone. Ecco gli ingredienti necessari per preparare 4 gustosissime porzioni: 500 g. di cipolle bianche 500g di brodo di carne o vegetale 2 cucchiai di farina 1 cucchiaino di zucchero ½ bicchiere di vino bianco secco 50 g. di formaggio gruviera grattugiato 1 foglia di alloro (facoltativa) timo fresco olio extravergine di oliva 1 noce di burro pane casereccio a fette Per realizzare questo piatto iniziate ad affettare finemente le cipolle e fatele stufare dolcemente in una casseruola con burro e olio per 20/25 minuti. Dovranno assumere un colore quasi trasparente e dovrete tenerle mescolate spesso per evitare che si attacchino al fondo. A questo punto unite la farina e lo zucchero mescolando per circa 2 minuti fino a quando la farina non avrà perso il colore. Sfumate con il vino bianco secco e lasciatelo evaporare prima di aggiungere il brodo ben caldo, il timo e – volendo – l’alloro. Il brodo, rigorosamente fatto in casa, è previsto di carne, ma si può utilizzare anche un brodo vegetale a base di sedano, carota e cipolla. Regolate di sale e pepe e portate il composto ad ebollizione mantenendo il fuoco molto basso. Coprite e lasciate cuocere per almeno 1 ora mescolando di tanto in tanto. Quando la zuppa è pronta trasferitela nelle apposite cocotte di coccio individuali, mettete le fette di pane, precedentemente tostate, sopra al composto e una generosa spolverata di formaggio gruviera grattugiato. Passate i recipienti in forno ben caldo (180°) sotto al grill, in modo che il formaggio si fonda alla perfezione e si formi una bella crosticina croccante. Sfornate e aggiungete un filo di olio, qualche fogliolina di timo e una spolverata di pepe a piacimento e servite ben caldo. Come vino da abbinare c’è chi consiglia un bianco profumato come il Sauvignon, noi opteremmo per un buon vino toscano e corposo come il Chianti DOCG oppure un buon Merlot Grave del Friuli DOC, che potete trovate tra le selezioni Delta del Vino. Come sempre ricordiamo che potete contattarci per ulteriori informazioni allo 0521 980 161 oppure scriverci una email ai recapiti che trovate qui sotto. Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Giovedì gnocchi, al radicchio e zafferano van bene tutti i giorni

Giovedì gnocchi, al radicchio e zafferano van bene tutti i giorni

Un detto popolare, che deriva dalla tradizione tipicamente italiana, dice esplicitamente che il giovedì è il giorno per gli gnocchi. “Giovedì gnocchi, venerdì pesce e sabato trippa” era la frase completa che stabiliva una sorta di regola in cucina che aveva, nell’immediato dopoguerra, una sua logica ben precisa dove, con pochi soldi, si dovevano riempire i piatti coi pochi prodotti a disposizione e, allo stesso tempo, dare un equilibrio calorico. Gli gnocchi servivano per sopperire al totale digiuno dalla carne del venerdì dettato dal precetto religioso, un tempo molto rispettato dalle famiglie italiane. Oggi non è più così e ci è concesso mangiare qualsiasi cosa e, soprattutto, abbiamo la possibilità di farlo, coi mercati che strabordano (anche troppo) di alimenti provenienti da ogni angolo del Continente. L’odierna ricetta proposta da Delta del Vino ci illustra come poter servire un bel piatto di fumanti e cremosi gnocchi al radicchio e zafferano, piatto gustoso e allo stesso tempo semplice da preparare. Gli ingredienti per preparare 4 porzioni sono i seguenti: 1 Kg. Di gnocchi fatti in casa 1 cespo di radicchio 1 bustina di zafferano 50 g. di Parmigiano-Reggiano 2 cucchiai di panna burro olio sale La prima cosa da fare è preparare gli gnocchi con la tradizionale ricetta a base di patate (1 Kg), che lesserete al vapore per circa 30 minuti e, dopo averle scolate, le passerete ancora calde nello schiacciapatate. Impastate con la farina (g. 200), 1 uovo e un pizzico di sale fino ad ottenere una pasta omogenea e soffice. Quando l’impasto è pronto si devono formare dei lunghi rotolini dello spessore di un dito che taglierete a pezzetti di circa 2 cm ognuno e che passerete sul rovescio della grattugia premendoli delicatamente con l’indice dando, così, la tipica forma “cattura sugo”. A questo punto potete concentrarvi sul condimento e in un tegame scaldate due cucchiai di olio con una noce di burro e, dopo averlo tagliato a listarelle, fatevi appassire il radicchio. Aggiungete la panna e lo zafferano, precedentemente diluito in acqua tiepida, salate e portate a cottura per 20 minuti. Quando il condimento è pronto non dovrete fare altro che lessare gli gnocchi in abbondante acqua poco salata e, quando vengono a galla, ritirateli col mestolo forato facendoli sgocciolare e uniteli al condimento facendoli saltare per mezzo minuto a fuoco vivo. Non resta che mettere il tutto nel piatto di portata e cospargerli con abbondante Parmigiano grattugiato e servire a tavola ben caldi. Come abbinamento diciamo che ci si può sbizzarrire passando senza problemi da delle buone bollicine come un Franciacorta a un bianco come il Pecorino DOCG, senza disdegnare un buon rosso come il Teroldego Rotaliano. Buon appetito e ricordate sempre che se avete necessità di informazioni potete telefonarci allo 0521 980 161 oppure scriverci una email ai recapiti che trovate qui sotto. Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Dalle tradizioni popolari la Crema Fritta, da leccarsi le dita

Dalle tradizioni popolari la Crema Fritta, da leccarsi le dita

A Bologna non può mancare, ma anche nelle Marche è un must, così come in Veneto dove chiude degnamente i migliori pranzi, soprattutto nel periodo di Carnevale. La crema fritta viene servita in varie regioni d’Italia, chi la propone come antipasto, chi – come a Bologna – insieme a un corposo fritto misto, chi come dessert. Qualsiasi sia la collocazione il risultato è sempre lo stesso: finisce in un baleno. Perché è buona e piace sia ai grandi che ai piccini. La preparazione è abbastanza semplice, unico accorgimento saper aspettare che la crema sia completamente fredda prima di friggerla, quindi calcolate i tempi per la preparazione altrimenti potreste fare un disastro. Gli ingredienti necessari per la preparazione indicativamente per 4 persone sono i seguenti: 500 ml di latte intero 3 Tuorli per la crema e 2 uova per l’impanatura 100 g. di zucchero 40 g. di amido di mais (Maizena) 40 g. di farina 00 scorza di limone grattugiata 1 baccello di vaniglia Pangrattato Olio di semi di arachide Per preparare la crema fritta bisogna iniziare con la preparazione di una buona crema pasticcera aprendo, per prima cosa, il baccello di vaniglia nel senso della sua lunghezza per estrarne i semi che metteremo nel composto, mentre il baccello stesso servirà per aromatizzare il latte. Se abitate vicino ad un caseificio e riuscite ad averlo appena munto (che filtrerete e farete bollire con cura) il risultato sarà fantastico, altrimenti potete ridurre il latte a 400 ml e aggiungere i restanti 100 ml di panna fresca. Mentre il latte si scalda col baccello al suo interno (attenti a non farlo arrivare al bollore) in una ciotola sbattete i tuorli con lo zucchero con una frusta e quando il composto sarà ben amalgamato aggiungete i semi di vaniglia e, setacciando, l’amido di mais e la farina mescolando con cura per incorporare bene il tutto. Eliminate il baccello dal latte e prelevatene un mesto da aggiungere al composto e stemperate con cura il tutto e, una volta pronto, versatelo nel tegame con il restante del latte lasciando addensare, sempre mescolando con la frusta, a fuoco dolce. Quando la crema avrà una consistenza piuttosto compatta stendetela su una teglia (la dimensione in base al numero di porzioni che volete preparare, in questo caso 22 x 22 cm è ideale) che avrete ricoperto con pellicola trasparente, stendendola con cura ottenendo uno spessore di almeno 2 cm. Livellate bene la crema con una spatola e lasciatela raffreddare in luogo fresco e asciutto senza coprire. Quando la crema sarà bella fredda adagiatela su un tagliere dove, con un coltello affilato, la potrete tagliare a cubetti o a losanghe a vostro piacimento. Passate, infine, ogni quadretto nel pangrattato, poi nell’uovo sbattuto e, ancora, nel pangrattato. In una capace pentola scaldate per bene l’olio di semi d’arachide e friggete i bocconcini (pochi per volta) fino a che saranno dorati e scolateli con una schiumarola deponendoli su della carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso. Serviteli ancora caldi meritando gli applausi che, sicuramente, non mancheranno. Come vino da abbinare dipende se lo servite come antipasto o come dolce, senz’altro i vini più adatti sono il Moscato d’Asti DOCG, la Malvasia Passito DOC, oppure un buon Franciacorta Brut DOCG che – ovviamente – fanno parte della selezione Delta del Vino, sempre pronta a darvi consigli per gli acquisti telefonando allo 0521 980 161 oppure scrivendo una mail all’indirizzo che trovate qui sotto. Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo...

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Aspettando l’autunno: Filetto di maiale avvolto nel pane alle noci

Aspettando l’autunno: Filetto di maiale avvolto nel pane alle noci

Nonostante l’estate sia ancora saldamente sulle nostre regioni, mentalmente iniziamo a prepararci all’arrivo dell’autunno. Le scuole iniziano a ricominciare il loro ciclo di lezioni, si saluta la coda delle vacanze estive e in cucina basta piatti freddi e si ritorna ad accendere fuochi e forni. Cambiano i profumi e cambiano i colori, i verdi ingialliscono e nelle vigne è iniziata la vendemmia. Allora prepariamoci ad accogliere al meglio l’autunno con una nuova ricetta che Delta del Vino vi consiglia e illustra dove avremo come protagonista il filetto di maiale, ovvero la parte magra del maiale. Un taglio economico e particolarmente versatile che può essere la base di tante vostre proposte culinarie. Nella ricetta odierna lo rivestiremo con un pane che prepareremo e che cuocerà assieme al filetto. Ecco gli ingredienti necessari per la preparazione: Un filetto di maiale intero 25 gherigli di noce Prosciutto crudo Aglio Senape Olio extravergine di oliva 400 gr. Pasta per pane (preparata da voi oppure pronta) 1 Tuorlo d’uovo Pangrattato Rosmarino Timo Sale e pepe La prima cosa da fare è dare una forma equilibrata al filetto eliminando la coda. Salate, pepate e cospargete il filetto con un po’ di senape (a voi la scelta in base ai vostri gusti) e passate il tutto nel pangrattato in modo che in cottura assorba un po’ di umidità e rosolatelo con l’olio extravergine di oliva, al quale avrete aggiunto l’aglio e il rosmarino, a fuoco vivo in una padella capace profumando con qualche foglia di timo. A questo punto potete preparare il “vestito” per il filetto stendendo la pasta per il pane a formare un rettangolo di uno spessore di circa 8 mm. Tritate grossolanamente le noci, mantenendone alcune un po’ più grosse per la guarnizione esterna. Disponete sulla pasta alcune fette di prosciutto e adagiatevi il filetto che avvolgerete con cura con la pasta di pane rimboccando anche le due estremità a formare un pacchetto sigillato. Fate delle piccole incisioni sulla superficie che, successivamente, spennellerete col tuorlo d’uovo sbattuto con un goccio di acqua. Aggiungete i gherigli che avete tenuto da parte e lasciate riposare il tutto per 10 minuti prima di infornare per circa 30 minuti a 190°. A cottura terminata lasciate riposare alcuni minuti e servite caldo tagliando il tutto a fette di uno spessore di qualche centimetro. Come vino da abbinare, nonostante anche un buon bianco non sfigurerebbe, per una cena di un certo livello vi consigliamo di accostare a questo piatto un buon rosso come, ad esempio, un D.O.C. come il Lacrima di Morro d’Alba o va sempre bene un Chianti Classico DOCG che, ovviamente, potete trovare nella selezione di Delta del Vino. Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Dal lontano confine tra Messico e Texas un piccante Chili con Carne, re della cucina Tex-Mex

Dal lontano confine tra Messico e Texas un piccante Chili con Carne, re della cucina Tex-Mex

La ricetta di oggi proposta da Delta del Vino arriva direttamente da quel confine dove gli Stati Uniti incontrano il Messico su quel confine che spesso abbiamo visto nei film. Questa zona prende il nome Tex-Mex che è un’abbreviazione della Texas-Mexican Raiway, la prima linea ferroviaria che univa i due Stati confinanti, ma che a partire dal 1963 l’Oxford English Dictionary lo inserì nel proprio vocabolario riferendosi al tipo di cucina che si poteva trovare in quelle zone statunitensi, ben differente da quella tipica messicana che sapeva trascendere le differenze di classe trattando il cibo dei poveri con lo stesso rispetto di quello dei ricchi. La cucina Tex-Mex si basa su ingredienti principalmente poveri, come la farina di mais molto utilizzata per la preparazione di tacos, nachos, burritos e tortillas, e con un grande utilizzo di verdure, quali peperoni (dolci e piccanti), pomodori, patate, insalata, cipolle e i fagioli. Ma è la carne la vera regina della cucina, anche grazie al fatto che ci troviamo nei territori dei grandi allevamenti, soprattutto di bovini e il Chili con Carne è, sicuramente, il piatto più conosciuto e diffusissimo in tutto il Sudovest americano ma, ormai, possiamo dire che abbia varcato i confini e lo troviamo anche nella “vecchia” Europa. Si tratta di uno stufato di carne sminuzzata (“di qualsiasi animale, basta che abbia quattro zampe”, secondo i pionieri) che viene cotta lentamente insieme al peperoncino piccante (jalapeño), la cui dose può variare dall’infuocato all’infernale. Ogni Contea e ogni ranch hanno la loro “vera” versione di chili, con o senza fagioli, ma tutti sono d’accordo nell’usare carne tritata a mano, con un coltello affilatissimo, perché non vada perso un solo goccio degli umori naturali. Le quantità degli ingredienti sono comunque indicative e servono ad incoraggiare la creatività del cuoco, specialmente quando si tratta del peperoncino. Ecco cosa serve per 6 persone 1 Kg di polpa di manzo in un solo pezzo 1 cucchiaio di farina 1 cucchiaino di origano 1 cucchiaino di paprica dolce 1 cucchiaino di pepe di Caienna o 1-2 peperoncini freschi piccanti verdi o rossi 1 presa di cumino in polvere 1 grossa cipolla 2 spicchi di aglio 2 cucchiai di olio di oliva 500 g. di pomodori pelati 1 dado per brodo di manzo (ma se avete il brodo fatto in casa è sempre meglio) Tabasco (facoltativo) 1 cucchiaino di maizena sale e pepe Con l’aiuto di una mannaia o di un coltello da macellaio molto affilato ricavate dal pezzo di manzo delle fettine il più sottile possibile. Riducete le fettine a striscioline e queste – a loro volta – a un trito di dadini piccolissimi, quindi trasferite la carne in una ciotola o in un piatto. In un’altra ciotola mescolate la farina, l’origano, la paprica, il pepe di Caienna o i peperoncini freschi tritati e il cumino che poi unirete alla carne. Con un coltello tritate grossolanamente la cipolla e gli spicchi d’aglio, quindi fateli soffriggere nell’olio, possibilmente in una casseruola di coccio. Quando saranno dorati, unite la carne e fatela rosolare a fuoco vivace, mescolando bene con un cucchiaio di legno. Aggiungete, ora, i pomodori pelati e spezzettati e 2,5 litri di brodo di carne. Portate a bollore, quindi lasciate cuocere a fuoco basso per almeno 1 ora e mezza, regolando di sale e pepe e – se volete – aggiungendo qualche goccia di Tabasco a piacere. Se si vuole servire il Chili come minestra basta allungarlo con altro brodo o solamente con acqua calda, altrimenti può diventare un secondo piatto molto gustoso unendo la maizena sciolta precedentemente in acqua e facendo cuocere per altri 10...

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Gustosi involtini di melanzane con zucchine, speck e mozzarella

Gustosi involtini di melanzane con zucchine, speck e mozzarella

Volete preparare un antipasto semplice e che sappia conquistare il gusto dei vostri ospiti o dei vostri famigliari? Provate a guardare questo nuovo consiglio di Delta del Vino a base di ingredienti facilmente reperibili e di facile preparazione. Un’idea semplice e particolarmente adatta alle cene o agli aperitivi in compagnia ma – perché no – anche un gustoso piatto da gustare da soli. Per preparare 4 porzioni di involtini di melanzane con zucchine, speck e mozzarella servono questi ingredienti: 2 melanzane lunghe 2 zucchine scure 1 mozzarella fiordilatte 2 uova 60 g. di speck a fette Parmigiano-Reggiano grattugiato Pangrattato Olio extra-vergine di oliva Sale e pepe Come prima cosa iniziate col lavare e asciugare per bene le verdure. Eliminate le estremità delle 2 melanzane e tagliatele a fette sottili per il lungo e possibilmente omogenee. A questo punto passatele prima nell’uovo sbattuto con un pizzico di sale e poi in una miscela di pangrattato e parmigiano. In una padella con poco olio fate dorare le melanzane girandole con una pinza da cucina per non rovinarle e, se necessario, fatele asciugare su un piatto con carta assorbente. Intanto preparate le zucchine che, dopo aver eliminato le due estremità, taglierete per il lungo con un pelapatate o una mandolina. Grigliatele su una piastra precedentemente riscaldata. Su di un tagliere comodo mettete una fetta di speck 8sta a voi decidere lo spessore), aggiungetevi una fetta di melanzana, un paio di zucchine grigliate e, poi, una fetta di mozzarella. In questo caso abbiamo consigliato fiordilatte per contrastare l’affumicato dello speck, ma per chi vuole sapori più decisi vanno benissimo anche quella di bufala e, addirittura, la scamorza. Avvolgete il tutto ad involtino e posizionateli su una teglia ricoperta con carta forno. Passateli in forno pre-riscaldato a 200° C. per circa 5-7 minuti, ovvero il tempo necessario a far fondere la mozzarella. Sfornate il tutto e serviteli ben caldi abbinando un buon vino che, vista la presenza delle melanzane, vi consiglieremmo bianco e fermo. Ovviamente potete trovare un’ampia scelta nella nostra sezione dei vini oppure potete scriverci e contattarci telefonicamente per ulteriori consigli. Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Chiamatelo Barbecue o “alla brace” poco importa, ma la vostra fiorentina cuocetela come si deve

Chiamatelo Barbecue o “alla brace” poco importa, ma la vostra fiorentina cuocetela come si deve

Barbecue –BBQ all’americana – o grigliata è solo un nome che ci dice come verrà cotta la nostra fiorentina. Quello che è veramente importante è come la cuocete, senza rischiare di rovinare un nobile pezzo di carne che, se correttamente cucinato, potrà regalarci emozioni a non finire. Sono diverse le tecniche e le teorie su come cuocere una buona fiorentina, chi preferisce le braci ardenti, chi utilizza la piastra. Alcuni punti fondamentali – però – valgono per tutti. Il primo è, senza dubbio, quello di togliere la vostra “bisteccona” dal frigorifero almeno 4 ore prima, in modo che la stessa non subisca uno shock termico rischiando di lessarsi invece di fare quella deliziosa crosticina che impedirà ai preziosi succhi di uscire. Molto utile in questi momenti avvolgere la carne in carta assorbente per togliere quell’umidità esterna che renderebbe imperfetta la prima scottatura. Ma come la cuociamo una volta arrivato il momento di porla sulla griglia o sulla piastra? Qui iniziano le differenze; c’è chi dice la brace – che deve essere prodotta con un 70% di combustione di legno e 30% di carbonella – e quando le fiamme spariscono si posiziona la bistecca sulla griglia posizionata tra gli 8 e 12 cm dalle braci, e c’è chi dice che la cottura migliore è su una piastra precedentemente portata a temperatura. Ora prendiamo il pezzo di carne che deve essere almeno 1.600 g di peso e mettiamola a cuocere, ma come la mettiamo? Delta del Vino vi consiglia di metterla subito in piedi, appoggiata sull’osso in modo che il calore tenda a salire attraverso di esso scaldando la carne al suo interno. Lasciatela in questa posizione per almeno 4 minuti, poi coricatela – attenzione a non bucarla – per altri 6/7 minuti per parte. Per determinare la corretta cottura lo strumento più idoneo è certamente un termometro a sonda che vi darà l’esatta temperatura al cuore della vostra fiorentina. Se la volete al sangue, ovvero quella più consigliata dagli intenditori, la temperatura dovrà essere di 55° C, 62-65° per cottura media e 75° per averla ben cotta, potremmo aggiungere quasi rovinata, però. Alla fine lasciatela riposare per qualche minuto prima di tagliarla, quindi potrete aggiungere un po’ di sale e pepe e – se volete – un filo d’olio di oliva. Alcuni semplici gesti che vi permetteranno di avere un risultato ottimale per gustare qualcosa di veramente speciale. Come abbinamento con vini non c’è che l’imbarazzo della scelta, da un classico Chianti toscano, un Rosso Nobile di Montepulciano o un Lacryma Christi del Vesuvio per stare sui vini rossi, ma una bella scommessa è anche un gustosissimo Gewürztraminer che valorizzerà il sapore della carne. Buon appetito! Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Una fresca insalata di pollo tutta da gustare nelle roventi estati italiane

Una fresca insalata di pollo tutta da gustare nelle roventi estati italiane

Diciamocelo pure: quando fa tanto caldo si ha poca voglia di mangiare, ancora meno di mettersi ai fornelli a preparare dei piatti. Poi non possiamo mangiare pesante tutti i giorni, il nostro fisico non ce lo permette e, spesso, ci richiede qualcosa che sia leggero ma, allo stesso tempo, sfizioso e stimolante. Eccoci, allora, a proporvi una facile e semplice da cucinare insalata di pollo che può essere sia un secondo piatto ma – soprattutto – un piatto unico ideale per la pausa pranzo. Si basa su semplici ingredienti e prevede la cottura in un brodo aromatizzato a base di cipolla, sedano, prezzemolo e pepe che consenta alla carne di assumere il sapore degli ingredienti mantenendo, al contempo, la morbidezza giusta prima di venire grigliata per avere una squisita consistenza esterna mantenendo al proprio interno tutti i succhi. Ecco gli ingredienti per la preparazione di questa insalata di pollo per 4 persone: 500 gr di petto di pollo 50 gr di yogurt bianco 1 mela verde 1 manciata di olive taggiasche 100 gr di maionese 1 gambo di sedano 150 gr di songino ½ cipolla Sale e pepe Preparate il brodo con la mezza cipolla, il gambo di sedano, prezzemolo, grani di pepe e sale. Fate bollire il tutto per almeno 10 minuti e spegnete il fuoco. A questo punto introducete il vostro petto di pollo e lasciatelo cuocere per 1 ora tenendo la pentola chiusa con un coperchio. Passato il tempo necessario estraete la carne e tagliatela a fette seguendo il senso della fibra e adagiatele su una piastra calda per 2 minuti su ogni lato fino alla giusta croccantezza. Tagliate, quindi, il pollo a listarelle e mettetelo in una ciotola al quale aggiungerete del sedano tagliato a dadini, le olive taggiasche e la mela verde anch’essa a cubetti. Aggiungete il songino lavato e asciugato e mescolate bene con le mani. A parte preparate la maionese (oppure va benissimo quella acquistata) e mescolatela con lo yogurt bianco con un pizzico di sale e pepe a vostra descrizione. Versate il composto sull’insalata e servite con altra salsa da aggiungere a piacimento. Come vino vi consigliamo un bianco, come un buon Prosecco o questo Chardonnay dell’Oltrepò Pavese della selezione Delta del Vino che, grazie al suo buon equilibrio, si sposa benissimo con questo piatto. Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Una delizia dall’Alto Adige: i Canederli

Una delizia dall’Alto Adige: i Canederli

Tempo di vacanze estive e chi non ama crogiolarsi al sole del mare o visitare le meravigliose città italiane con grande probabilità sarà un amante della montagna. E in Italia la scelta è ampia, ma chiunque sia appassionato di trekking, risalite o solo di passeggiate nel verde almeno per una volta nella vita avrà fatto un giro sulle nostre Dolomiti. Una parte di esse sono nell’Alto-Adige e qui, dopo una bella scarpinata – quando l’appetito è meravigliosamente stimolato – è assai piacevole fermarsi in una baita o in un vecchio maso per gustare alcuni dei piatti tipici della cucina locale, una cucina povera ma assolutamente squisita dove i Canederli sono una delle massime specialità del luogo. Sembrano una banalità, ma è necessario saperli fare bene, con gli ingredienti giusti e, solo allora, sapranno stupirci in maniera eccellente. La storia dei Canederli ci riporta indietro nel tempo e pare che – un bel giorno – un gruppo di Lanzichenecchi giunse in un maso dove vi era una donna con le sue figlie- Il capo dei soldati ordinò alla donna di preparare un pranzo per i suoi soldati, altrimenti avrebbero incendiato la casa. La donna radunò tutto quel poco che aveva in casa, ovvero pane raffermo, cipolle, speck, uova e farina e preparò un composto a forma di palle che tuffò in acqua bollente salata. I Lanzichenecchi divorarono queste squisite palle saziandosi a tal punto da cadere in un profondo sonno. Il comandante, meravigliato, premiò la donna con un paio di monete d’oro dicendo che quelle “palle di cannone” avrebbero steso anche l’uomo più arrabbiato e se ne andarono. Da quel giorno i Canederli sono uno dei piatti tradizionali di quelle terre. La preparazione dei Canederli – o Knödel – è abbastanza semplice e gli ingredienti per 4 porzioni sono i seguenti: 200 g. pane bianco raffermo (possibilmente del Trentino) 100 g. di Speck in una sola fetta 50 g. di cipolla 2 uova 20 g. di burro 20 g. di farina 1 dl. di latte 1 cucchiaio di prezzemolo tritato brodo di manzo erba cipollina noce moscata sale e pepe Una volta riuniti gli ingredienti è necessario tagliare il pane raffermo in dadini di piccole dimensioni e metterlo in una scodella assieme alle 2 uova, precedentemente sbattute, un pizzico di sale, il pepe e il latte mescolando per bene, di tanto in tanto, in modo che il pane assorba senza spappolarsi. Questo riposo deve durare circa due ore e intanto – dopo aver tritato finemente la cipolla – la si fa appassire in una padella assieme al burro e allo speck, quindi la si lascia raffreddare fino a temperatura ambiente. In una ciotola riuniamo tutti gli ingredienti e, alla fine, cospargiamo con la farina e con cautela mescoliamo il tutto e lasciamo riposare nel recipiente coperto per dar modo a tutti gli aromi degli ingredienti di fondersi dando origine al sapore tipico dei Canederli. Passata una mezz’ora con l’impasto è il momento di formare i Canederli, che dovranno avere un diametro di 8-10 cm. Per evitare che il composto si appiccichi troppo alle mani, consigliamo di bagnarle con acqua. Una volta confezionati i canederli, li si fa rotolare su un piatto nella farina bianca e si tengono da parte. Per quanto riguarda la cottura, ricordiamo che i canederli vanno cotti nel brodo bollente tutti insieme, quindi preparate il vostro brodo di carne e metteteci dentro i canederli per almeno 15 minuti a fuoco molto basso. Quando verranno a galla, i vostra canederli saranno pronti. Servite in brodo oppure con burro fuso e salvia, naturalmente ancora ben caldi e spolverati da...

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