Dal lontano confine tra Messico e Texas un piccante Chili con Carne, re della cucina Tex-Mex

Dal lontano confine tra Messico e Texas un piccante Chili con Carne, re della cucina Tex-Mex

La ricetta di oggi proposta da Delta del Vino arriva direttamente da quel confine dove gli Stati Uniti incontrano il Messico su quel confine che spesso abbiamo visto nei film. Questa zona prende il nome Tex-Mex che è un’abbreviazione della Texas-Mexican Raiway, la prima linea ferroviaria che univa i due Stati confinanti, ma che a partire dal 1963 l’Oxford English Dictionary lo inserì nel proprio vocabolario riferendosi al tipo di cucina che si poteva trovare in quelle zone statunitensi, ben differente da quella tipica messicana che sapeva trascendere le differenze di classe trattando il cibo dei poveri con lo stesso rispetto di quello dei ricchi. La cucina Tex-Mex si basa su ingredienti principalmente poveri, come la farina di mais molto utilizzata per la preparazione di tacos, nachos, burritos e tortillas, e con un grande utilizzo di verdure, quali peperoni (dolci e piccanti), pomodori, patate, insalata, cipolle e i fagioli. Ma è la carne la vera regina della cucina, anche grazie al fatto che ci troviamo nei territori dei grandi allevamenti, soprattutto di bovini e il Chili con Carne è, sicuramente, il piatto più conosciuto e diffusissimo in tutto il Sudovest americano ma, ormai, possiamo dire che abbia varcato i confini e lo troviamo anche nella “vecchia” Europa. Si tratta di uno stufato di carne sminuzzata (“di qualsiasi animale, basta che abbia quattro zampe”, secondo i pionieri) che viene cotta lentamente insieme al peperoncino piccante (jalapeño), la cui dose può variare dall’infuocato all’infernale. Ogni Contea e ogni ranch hanno la loro “vera” versione di chili, con o senza fagioli, ma tutti sono d’accordo nell’usare carne tritata a mano, con un coltello affilatissimo, perché non vada perso un solo goccio degli umori naturali. Le quantità degli ingredienti sono comunque indicative e servono ad incoraggiare la creatività del cuoco, specialmente quando si tratta del peperoncino. Ecco cosa serve per 6 persone 1 Kg di polpa di manzo in un solo pezzo 1 cucchiaio di farina 1 cucchiaino di origano 1 cucchiaino di paprica dolce 1 cucchiaino di pepe di Caienna o 1-2 peperoncini freschi piccanti verdi o rossi 1 presa di cumino in polvere 1 grossa cipolla 2 spicchi di aglio 2 cucchiai di olio di oliva 500 g. di pomodori pelati 1 dado per brodo di manzo (ma se avete il brodo fatto in casa è sempre meglio) Tabasco (facoltativo) 1 cucchiaino di maizena sale e pepe Con l’aiuto di una mannaia o di un coltello da macellaio molto affilato ricavate dal pezzo di manzo delle fettine il più sottile possibile. Riducete le fettine a striscioline e queste – a loro volta – a un trito di dadini piccolissimi, quindi trasferite la carne in una ciotola o in un piatto. In un’altra ciotola mescolate la farina, l’origano, la paprica, il pepe di Caienna o i peperoncini freschi tritati e il cumino che poi unirete alla carne. Con un coltello tritate grossolanamente la cipolla e gli spicchi d’aglio, quindi fateli soffriggere nell’olio, possibilmente in una casseruola di coccio. Quando saranno dorati, unite la carne e fatela rosolare a fuoco vivace, mescolando bene con un cucchiaio di legno. Aggiungete, ora, i pomodori pelati e spezzettati e 2,5 litri di brodo di carne. Portate a bollore, quindi lasciate cuocere a fuoco basso per almeno 1 ora e mezza, regolando di sale e pepe e – se volete – aggiungendo qualche goccia di Tabasco a piacere. Se si vuole servire il Chili come minestra basta allungarlo con altro brodo o solamente con acqua calda, altrimenti può diventare un secondo piatto molto gustoso unendo la maizena sciolta precedentemente in acqua e facendo cuocere per altri 10...

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Gustosi involtini di melanzane con zucchine, speck e mozzarella

Gustosi involtini di melanzane con zucchine, speck e mozzarella

Volete preparare un antipasto semplice e che sappia conquistare il gusto dei vostri ospiti o dei vostri famigliari? Provate a guardare questo nuovo consiglio di Delta del Vino a base di ingredienti facilmente reperibili e di facile preparazione. Un’idea semplice e particolarmente adatta alle cene o agli aperitivi in compagnia ma – perché no – anche un gustoso piatto da gustare da soli. Per preparare 4 porzioni di involtini di melanzane con zucchine, speck e mozzarella servono questi ingredienti: 2 melanzane lunghe 2 zucchine scure 1 mozzarella fiordilatte 2 uova 60 g. di speck a fette Parmigiano-Reggiano grattugiato Pangrattato Olio extra-vergine di oliva Sale e pepe Come prima cosa iniziate col lavare e asciugare per bene le verdure. Eliminate le estremità delle 2 melanzane e tagliatele a fette sottili per il lungo e possibilmente omogenee. A questo punto passatele prima nell’uovo sbattuto con un pizzico di sale e poi in una miscela di pangrattato e parmigiano. In una padella con poco olio fate dorare le melanzane girandole con una pinza da cucina per non rovinarle e, se necessario, fatele asciugare su un piatto con carta assorbente. Intanto preparate le zucchine che, dopo aver eliminato le due estremità, taglierete per il lungo con un pelapatate o una mandolina. Grigliatele su una piastra precedentemente riscaldata. Su di un tagliere comodo mettete una fetta di speck 8sta a voi decidere lo spessore), aggiungetevi una fetta di melanzana, un paio di zucchine grigliate e, poi, una fetta di mozzarella. In questo caso abbiamo consigliato fiordilatte per contrastare l’affumicato dello speck, ma per chi vuole sapori più decisi vanno benissimo anche quella di bufala e, addirittura, la scamorza. Avvolgete il tutto ad involtino e posizionateli su una teglia ricoperta con carta forno. Passateli in forno pre-riscaldato a 200° C. per circa 5-7 minuti, ovvero il tempo necessario a far fondere la mozzarella. Sfornate il tutto e serviteli ben caldi abbinando un buon vino che, vista la presenza delle melanzane, vi consiglieremmo bianco e fermo. Ovviamente potete trovare un’ampia scelta nella nostra sezione dei vini oppure potete scriverci e contattarci telefonicamente per ulteriori consigli. Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Chiamatelo Barbecue o “alla brace” poco importa, ma la vostra fiorentina cuocetela come si deve

Chiamatelo Barbecue o “alla brace” poco importa, ma la vostra fiorentina cuocetela come si deve

Barbecue –BBQ all’americana – o grigliata è solo un nome che ci dice come verrà cotta la nostra fiorentina. Quello che è veramente importante è come la cuocete, senza rischiare di rovinare un nobile pezzo di carne che, se correttamente cucinato, potrà regalarci emozioni a non finire. Sono diverse le tecniche e le teorie su come cuocere una buona fiorentina, chi preferisce le braci ardenti, chi utilizza la piastra. Alcuni punti fondamentali – però – valgono per tutti. Il primo è, senza dubbio, quello di togliere la vostra “bisteccona” dal frigorifero almeno 4 ore prima, in modo che la stessa non subisca uno shock termico rischiando di lessarsi invece di fare quella deliziosa crosticina che impedirà ai preziosi succhi di uscire. Molto utile in questi momenti avvolgere la carne in carta assorbente per togliere quell’umidità esterna che renderebbe imperfetta la prima scottatura. Ma come la cuociamo una volta arrivato il momento di porla sulla griglia o sulla piastra? Qui iniziano le differenze; c’è chi dice la brace – che deve essere prodotta con un 70% di combustione di legno e 30% di carbonella – e quando le fiamme spariscono si posiziona la bistecca sulla griglia posizionata tra gli 8 e 12 cm dalle braci, e c’è chi dice che la cottura migliore è su una piastra precedentemente portata a temperatura. Ora prendiamo il pezzo di carne che deve essere almeno 1.600 g di peso e mettiamola a cuocere, ma come la mettiamo? Delta del Vino vi consiglia di metterla subito in piedi, appoggiata sull’osso in modo che il calore tenda a salire attraverso di esso scaldando la carne al suo interno. Lasciatela in questa posizione per almeno 4 minuti, poi coricatela – attenzione a non bucarla – per altri 6/7 minuti per parte. Per determinare la corretta cottura lo strumento più idoneo è certamente un termometro a sonda che vi darà l’esatta temperatura al cuore della vostra fiorentina. Se la volete al sangue, ovvero quella più consigliata dagli intenditori, la temperatura dovrà essere di 55° C, 62-65° per cottura media e 75° per averla ben cotta, potremmo aggiungere quasi rovinata, però. Alla fine lasciatela riposare per qualche minuto prima di tagliarla, quindi potrete aggiungere un po’ di sale e pepe e – se volete – un filo d’olio di oliva. Alcuni semplici gesti che vi permetteranno di avere un risultato ottimale per gustare qualcosa di veramente speciale. Come abbinamento con vini non c’è che l’imbarazzo della scelta, da un classico Chianti toscano, un Rosso Nobile di Montepulciano o un Lacryma Christi del Vesuvio per stare sui vini rossi, ma una bella scommessa è anche un gustosissimo Gewürztraminer che valorizzerà il sapore della carne. Buon appetito! Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Una fresca insalata di pollo tutta da gustare nelle roventi estati italiane

Una fresca insalata di pollo tutta da gustare nelle roventi estati italiane

Diciamocelo pure: quando fa tanto caldo si ha poca voglia di mangiare, ancora meno di mettersi ai fornelli a preparare dei piatti. Poi non possiamo mangiare pesante tutti i giorni, il nostro fisico non ce lo permette e, spesso, ci richiede qualcosa che sia leggero ma, allo stesso tempo, sfizioso e stimolante. Eccoci, allora, a proporvi una facile e semplice da cucinare insalata di pollo che può essere sia un secondo piatto ma – soprattutto – un piatto unico ideale per la pausa pranzo. Si basa su semplici ingredienti e prevede la cottura in un brodo aromatizzato a base di cipolla, sedano, prezzemolo e pepe che consenta alla carne di assumere il sapore degli ingredienti mantenendo, al contempo, la morbidezza giusta prima di venire grigliata per avere una squisita consistenza esterna mantenendo al proprio interno tutti i succhi. Ecco gli ingredienti per la preparazione di questa insalata di pollo per 4 persone: 500 gr di petto di pollo 50 gr di yogurt bianco 1 mela verde 1 manciata di olive taggiasche 100 gr di maionese 1 gambo di sedano 150 gr di songino ½ cipolla Sale e pepe Preparate il brodo con la mezza cipolla, il gambo di sedano, prezzemolo, grani di pepe e sale. Fate bollire il tutto per almeno 10 minuti e spegnete il fuoco. A questo punto introducete il vostro petto di pollo e lasciatelo cuocere per 1 ora tenendo la pentola chiusa con un coperchio. Passato il tempo necessario estraete la carne e tagliatela a fette seguendo il senso della fibra e adagiatele su una piastra calda per 2 minuti su ogni lato fino alla giusta croccantezza. Tagliate, quindi, il pollo a listarelle e mettetelo in una ciotola al quale aggiungerete del sedano tagliato a dadini, le olive taggiasche e la mela verde anch’essa a cubetti. Aggiungete il songino lavato e asciugato e mescolate bene con le mani. A parte preparate la maionese (oppure va benissimo quella acquistata) e mescolatela con lo yogurt bianco con un pizzico di sale e pepe a vostra descrizione. Versate il composto sull’insalata e servite con altra salsa da aggiungere a piacimento. Come vino vi consigliamo un bianco, come un buon Prosecco o questo Chardonnay dell’Oltrepò Pavese della selezione Delta del Vino che, grazie al suo buon equilibrio, si sposa benissimo con questo piatto. Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Una delizia dall’Alto Adige: i Canederli

Una delizia dall’Alto Adige: i Canederli

Tempo di vacanze estive e chi non ama crogiolarsi al sole del mare o visitare le meravigliose città italiane con grande probabilità sarà un amante della montagna. E in Italia la scelta è ampia, ma chiunque sia appassionato di trekking, risalite o solo di passeggiate nel verde almeno per una volta nella vita avrà fatto un giro sulle nostre Dolomiti. Una parte di esse sono nell’Alto-Adige e qui, dopo una bella scarpinata – quando l’appetito è meravigliosamente stimolato – è assai piacevole fermarsi in una baita o in un vecchio maso per gustare alcuni dei piatti tipici della cucina locale, una cucina povera ma assolutamente squisita dove i Canederli sono una delle massime specialità del luogo. Sembrano una banalità, ma è necessario saperli fare bene, con gli ingredienti giusti e, solo allora, sapranno stupirci in maniera eccellente. La storia dei Canederli ci riporta indietro nel tempo e pare che – un bel giorno – un gruppo di Lanzichenecchi giunse in un maso dove vi era una donna con le sue figlie- Il capo dei soldati ordinò alla donna di preparare un pranzo per i suoi soldati, altrimenti avrebbero incendiato la casa. La donna radunò tutto quel poco che aveva in casa, ovvero pane raffermo, cipolle, speck, uova e farina e preparò un composto a forma di palle che tuffò in acqua bollente salata. I Lanzichenecchi divorarono queste squisite palle saziandosi a tal punto da cadere in un profondo sonno. Il comandante, meravigliato, premiò la donna con un paio di monete d’oro dicendo che quelle “palle di cannone” avrebbero steso anche l’uomo più arrabbiato e se ne andarono. Da quel giorno i Canederli sono uno dei piatti tradizionali di quelle terre. La preparazione dei Canederli – o Knödel – è abbastanza semplice e gli ingredienti per 4 porzioni sono i seguenti: 200 g. pane bianco raffermo (possibilmente del Trentino) 100 g. di Speck in una sola fetta 50 g. di cipolla 2 uova 20 g. di burro 20 g. di farina 1 dl. di latte 1 cucchiaio di prezzemolo tritato brodo di manzo erba cipollina noce moscata sale e pepe Una volta riuniti gli ingredienti è necessario tagliare il pane raffermo in dadini di piccole dimensioni e metterlo in una scodella assieme alle 2 uova, precedentemente sbattute, un pizzico di sale, il pepe e il latte mescolando per bene, di tanto in tanto, in modo che il pane assorba senza spappolarsi. Questo riposo deve durare circa due ore e intanto – dopo aver tritato finemente la cipolla – la si fa appassire in una padella assieme al burro e allo speck, quindi la si lascia raffreddare fino a temperatura ambiente. In una ciotola riuniamo tutti gli ingredienti e, alla fine, cospargiamo con la farina e con cautela mescoliamo il tutto e lasciamo riposare nel recipiente coperto per dar modo a tutti gli aromi degli ingredienti di fondersi dando origine al sapore tipico dei Canederli. Passata una mezz’ora con l’impasto è il momento di formare i Canederli, che dovranno avere un diametro di 8-10 cm. Per evitare che il composto si appiccichi troppo alle mani, consigliamo di bagnarle con acqua. Una volta confezionati i canederli, li si fa rotolare su un piatto nella farina bianca e si tengono da parte. Per quanto riguarda la cottura, ricordiamo che i canederli vanno cotti nel brodo bollente tutti insieme, quindi preparate il vostro brodo di carne e metteteci dentro i canederli per almeno 15 minuti a fuoco molto basso. Quando verranno a galla, i vostra canederli saranno pronti. Servite in brodo oppure con burro fuso e salvia, naturalmente ancora ben caldi e spolverati da...

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Melanzane ripiene con ricotta e funghi, una ricetta facile e squisita

Melanzane ripiene con ricotta e funghi, una ricetta facile e squisita

L’estate chiama e la melanzana risponde. Questo frutto (perché questo sono le melanzane) viene accomunato nella cucina italiana all’estate anche se pure in inverno è spesso nei nostri piatti. Sono una vera passione, da Nord a Sud e che siano ripiene, farcite, saltate in padella sono tra le protagoniste delle estati italiane. Vi abbiamo già presentato la ricetta della Parmigiana di melanzane, piatto noto in tutto il mondo, oggi Delta del Vino vuole segnalarvi una nuova ricetta tipicamente mediterranea, facile, veloce e allo stesso tempo particolarmente gustosa. Questi sono gli ingredienti necessari per 4 porzioni: 4 melanzane piccole 50 g. di funghi secchi 2 spicchi di aglio 250 g. di ricotta fresca 1 uovo 4 cucchiai di Parmigiano-Reggiano grattugiato 2 acciughe sotto sale origano (possibilmente fresco) prezzemolo fresco olio extravergine di oliva sale e pepe nero La preparazione di questo piatto risulta semplice e in meno di un’ora avrete la possibilità di servire in tavola uno squisito piatto, al contempo anche leggero. L’unica scelta ricade sul tipo di ricotta da utilizzare, considerato che vanno bene sia vaccina che ovina o caprina. Unica attenzione è che la stessa sia freschissima. Iniziamo a preparare questo piatto mettendo i funghi secchi in ammollo in acqua tiepida, lasciandoli riposare per almeno mezz’ora. Nel frattempo lavate le melanzane, eliminate il picciolo e tagliate a metà per il lato lungo. A questo punto con un coltellino affilato scavatele al centro realizzando delle barchette e avendo la cura di lasciare 1 cm dal bordo. La polpa non gettatela, ma raccoglietela in una ciotola. Lessate le barchette per circa 10 minuti in acqua salata a bollore, poi scolateli e adagiateli su carta assorbente con la cavità rivolta verso il basso in modo da rilasciare tutta l’acqua assorbita. Nella stessa acqua lessate anche metà della polpa che avete tenuto da parte, scolatela e strizzatela per bene e, infine, mescolatela agli spicchi d’aglio e al prezzemolo tritato. In una ciotola capiente mettete la ricotta, il Parmigiano grattugiato, un uovo intero, un pizzico di origano e aggiustate di sale e pepe a vostro piacimento. Mescolate ed amalgamate bene il tutto e, alla fine, aggiungete la polpa di melanzana. A questo punto togliete i funghi dall’ammollo e strizzateli per bene prima di tritarli, diliscate le acciughe sotto l’acqua corrente, asciugatele per bene e tagliatele a pezzettini. Unite funghi e acciughe al composto amalgamando con cura. A questo punto non resta che farcire le melanzane che disporrete su una pirofila e sulle quali verserete a filo un po’ di olio extravergine di oliva. Mettete il tutto in forno preriscaldato a 180° e cuocete per 40-50 minuti. Servite le melanzane ripiene di ricotta e funghi ben calde e il gioco è fatto. Come abbinamento con vini le possibilità sono svariate, visto il clima estivo un buon Prosecco Millesimato non sarebbe per nulla male, ma anche un Pecorino Terre di Chieti potrebbe essere un buon abbinamento. Se, invece, vogliamo spostarci su dei vini rossi ecco che, allora, la scelta potrebbe ricadere su uno squisito Nero d’Avola-Merlot Bio Terre Siciliane o su un ben più classico Chianti DOCG, ovviamente tutti della Selezione Delta del Vino. Per ulteriori informazioni, ordini o ricette contattateci pure inviando una email a: rastelli@deltadelvino.com o chiamando al 340 993 5548, oppure compilate la form qui sotto. Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Patate al cartoccio con ripieno di salsiccia

Patate al cartoccio con ripieno di salsiccia

Alzi la mano a chi non piacciono le patate. Ecco, come sospettavamo, nessuno. Perché la patata piace a tutti, grandi e piccini, cucinata in tutti i modi. Certamente fritta è quella preferita, ma anche al forno o lessata con aglio e prezzemolo sono prelibatezze semplici da cucinare ma, allo stesso tempo, capaci di regalare vere emozioni. Un tempo, quando nelle case c’era ancora il camino si usava metterle nella cenere abbastanza vicino alle braci avvolte in fogli di alluminio. Da qui il nome “patate d’argento”, un piatto semplicissimo e povero che vogliamo riproporvi oggi con una qualche semplice aggiunta per migliorarne ancora più il gusto. Ecco l’unico inconveniente è la mancanza spesso del camino, delle braci e della cenere, ma non temete, se non lo avete potremo sfruttare il forno di casa. Ovviamente non fatevi scappare l’occasione nel qual caso il camino sia funzionante. Quello che serve per preparare questa ricetta che Delta del Vino vi propone quest’oggi – per 4 persone – sono pochissimi basilari ingredienti, spesso nel frigorifero e nella dispensa di tutti: 4 patate grandi 100 g. di salsiccia burro sale pepe timo per preparare queste patate ripiene di salsiccia dovete innanzitutto pelare le patate, lavarle con cura e asciugarle. Tagliate le due estremità per fare in modo che possano stare in piedi e iniziate a scavare la parte superiore creando l’incavo che possa contenere il ripieno di salsiccia. Ora – con cura – introducete la salsiccia facendo in modo che aderisca bene ai bordi della patata. Sopra mettete un bel fiocchetto di burro e una spruzzata di pepe a vostro piacimento. Non mettiamo sale poiché la salsiccia insaporirà a sufficienza il tutto. Avvolgete il composto in un foglio di alluminio e cuocete in forno pre-riscaldato a 180° per 50 minuti. Bucate con una forchetta l’alluminio per controllare se la patata è correttamente cotta e servite con l’aggiunta di qualche fogliolina di tipo e, a parte, burro e sale che ognuno potrà eventualmente aggiungere. Ecco pronto un piatto gustosissimo particolarmente gradito da chiunque e che potrete abbinare senza problemi a qualsiasi vino, a seconda del periodo e del clima. Che sia bianco o rosso, frizzante o fermo non fa differenza, ma se proprio dobbiamo esporci con un consiglio vi indicheremmo di provare con un Gavi DOCG o una Passerina Bio Vegan IGP per stare su dei bianchi, un buon Pinot Nero DOC o una Bonarda DOC frizzante dell’Oltrepò Pavese per i rossi e, per stare sulle bollicine, un Franciacorta Brut DOCG per non sbagliare. Ovviamente non abbiate timore a contattarci per qualsiasi consiglio, siamo raggiungibili telefonicamente negli orari di ufficio allo 0521 980 161 oppure scrivendo una mail a: rastelli@deltadelvino.com. Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Cipolline caramellate, gustose e facili da preparare

Cipolline caramellate, gustose e facili da preparare

È risaputo che le ricette popolari, quelle povere e con ingredienti semplici, alla fine risultano essere le più gustose, capaci di regalare emozioni al palato. Una di queste, di provenienza tipicamente contadina, sono le cipolline glassate oppure cipolline caramellate, un classico su parecchie tavole dell’Italia mangereccia. Prima piatto povero, poi divenuto un piatto ricercato, soprattutto se preparato rigorosamente in casa. Una ricetta dalla preparazione semplicissima da gustare sia fredde che tiepide e servite come contorno a piatti di carne, ma perfette anche come antipasto da abbinare ai salumi o a formaggi. Per preparare le cipolline caramellate occorrono questi ingredienti: 500 g. di cipolline borettane 80 g. di burro 10 g. di zucchero sale acqua Per questa squisita ricetta vi consigliamo di procurarvi le originali cipolle borettane, che prendono il nome da Boretto, il piccolo comune adagiato sulle rive del Po in provincia di Reggio Emilia, dove vengono coltivate fin dal 1400. La produzione odierna avviene principalmente nelle campagne della vicina Parma, ma ha mantenuto il nome. Questa varietà di cipolla – molto utilizzata anche nell’industria dei sottaceti – si caratterizza per le piccole dimensioni dal bulbo particolarmente appiattito ai poli e con tuniche color paglierino. Le cipolle, oltre ad essere gustosissime, sono un ortaggio che andrebbe consumato frequentemente grazie alle sue proprietà nutritive, ricche di sali minerali, oligominerali e vitamine (soprattutto la C) e che contengono fermenti utili alla digestione e che stimolano il metabolismo. Per preparare questa semplice ricetta è necessario sbucciare le cipolline, pulirle, sciacquarle abbondantemente e asciugarle, quindi in un’ampia padella dal fondo pesante far sciogliere il burro e aggiungetevi le cipolline. Regolate di sale e mescolate bene con un cucchiaio di legno. Quando le cipolline avranno assorbito buona parte del burro bisogna cospargerle con lo zucchero e bagnarle a filo con acqua tiepida. A questo punto coprite e fate cuocere a fiamma bassa fino a quando il liquido non è quasi completamente evaporato, controllando di tanto in tanto che le cipolline non si attacchino al fondo della padella, mescolando con estrema delicatezza per non romperle. A fine cottura noterete la superfice velata da una sottile caramellatura, potete – quindi – deporle su un piatto di portata e servirle oppure lasciarle riposare e servirle fredde. Una variante può essere quella di aggiungere aceto balsamico, tipico delle zone di produzione delle cipolle, che va aggiunto (3 cucchiai) assieme allo zucchero e che darà al piatto un fantastico sapore aggiunto. Come abbinamento a questo piatto non esistono particolari regole, possiamo dire che se – soprattutto – sono state preparate con l’aggiunta di aceto balsamico il Lambrusco potrebbe essere il vino adatto, ancora di più se servite con salumi. Se lo servite con le carni allora potete tranquillamente sbizzarrirvi, scegliendo tra i vostri gradimenti che possono passare da vini toscani a quelli piemontesi oppure anche un ottimo Pinot Nero del Trentino, ma non temete nemmeno coi bianchi, specie se servite come antipasti dove avrete aperto bottiglie di Chardonnay o Prosecco. Una ricetta semplice, squisita e facilmente abbinabile. Cosa volete di più? Buon appetito! Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Pesto Genovese, quando l’olio fa la differenza

Pesto Genovese, quando l’olio fa la differenza

Iniziamo a chiamarlo con nome giusto: Pesto Genovese e non pesto “alla” genovese come molto spesso ci accade di vedere. Non è altro che un espediente per poter commercializzare un prodotto conosciuto in tutto il mondo con l’aggiunta di ingredienti che poco, se non nulla, hanno a che vedere con la storica ricetta originale candidata come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità nella recente manifestazione dedicata al Pesto che si è tenuta a Genova a metà dello scorso mese di marzo. La Pasqua appena trascorsa ci ha regalato i primi momenti di vera primavera, coi profumi dei fiori e quell’aria tersa che ci hanno fatto venire una gran voglia di cambiare anche le portate sulle nostre tavole. E quando si parla di profumi il Pesto Genovese ha un suo ruolo di primaria importanza, grazie all’utilizzo di pochi ma mirati ingredienti capace di compiere il miracolo. Delta del Vino – come di consueto – vuole regalarvi la ricetta per un ottimo pesto consigliandovi anche alcuni degli squisiti olii extravergine di oliva DOP della propria selezione che provengono da quella Riviera Ligure e perfetto – come ultimo ingrediente aggiunto – per la preparazione di un Pesto di gran classe. Ecco la ricetta ufficiale così come ci viene consegnata dal Consorzio del Pesto Genovese. I 7 ingredienti necessari e contemplati di un antico retaggio regionale sono (per condire 600 gr. di pasta): Basilico genovese DOP (50 gr. a foglia piccola) Olio extravergine di oliva della Riviera Ligure (mezzo bicchiere) Parmigiano-Reggiano (6 cucchiai da cucina) Pecorino (fiore Sardo – 2 cucchiai da cucina) Pinoli (1 cucchiaio da cucina, in sostituzione è possibile usare Noci, esclusivamente europee) Aglio (2 spicchi) Sale (qualche grano) Per fare un buon Pesto Genovese sono necessari alcuni accorgimenti come, ad esempio, la lavorazione fatta a temperatura ambiente, per evitare problemi di ossidazione, e al posto di un comodo frullatore un vecchio mortaio in marco con pestello in legno, come si faceva dalla metà dell’Ottocento e tanta pazienza. A questo punto prendete il basilico genovese DOP e lavatelo con cura in acqua fredda quindi asciugatelo con un canovaccio. Nel mortaio mettete uno spicchio d’aglio ogni trenta foglie di basilico, come da rituale, che dev’essere dolce in modo da farsi sentire senza disturbare troppo. Anche il sale grosso va aggiunto in questo momento ed ecco arrivato il momento di mettere in azione il pestello fino a quando aglio e sale non si trasformano in un composto cremoso che significherà che è giunto il momento di aggiungere i pinoli che ammorbidiranno e amalgameranno la salsa con quel gentile tocco che sapranno dare pinoli di qualità. Ed ecco il momento di utilizzare il prezioso “oro verde”, il basilico che aggiungeremo poco alla volta mentre il pestello inizia un dolce e prolungato movimento rotatorio per estrarre gli oli essenziali del basilico contenuti nelle venuzze delle sue foglie. Quando tutto il basilico sarà stato stracciato e non tranciato diventando cremoso è il momento di aggiungere i formaggi, entrambi di buona qualità, ed infine l’olio extravergine di oliva versato a goccia. L’uso di un olio DOP della Riviera Ligure dal sapore non troppo aggressivo ed intenso regalerà al composto finale quel delicato equilibrio che sta alla base di un Pesto fatto con tutti i crismi della tradizione. Non vi resta – a questo punto – altro da fare che non mettere a bollire delle trofie o delle trenette che condirete con questo prelibato composto che servirete a tavola per la gioia dei commensali. Ben arrivata primavera. Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome *...

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A Pasqua coccoliamoci con dei bicchierini al cioccolato

A Pasqua coccoliamoci con dei bicchierini al cioccolato

Sarà pur vero il vecchio detto “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi” resta – comunque – che la celebre festività primaverile ha il significato di stare in compagnia, possibilmente a tavola. E come in ogni festa o ricorrenza che si rispetti anche l’ultimo piatto del menu ha la sua importanza, poiché deve lasciare un buon ricordo del pranzo condiviso. Se vogliamo evitare i tradizionali dolci come Colomba o Uovo di Pasqua possiamo inventare qualcosa che piaccia a tutti e che, magari, riprenda le tradizioni. Delta del Vino vi suggerisce dei simpaticissimi Bicchierini al Cioccolato che potrete decorare con della frutta a piacere che vi faranno fare certamente bella figura con i vostri ospiti. Ecco gli ingredienti necessari per preparare 6 bicchierini al cioccolato: 500 g. di cioccolato fondente 300 g. di panna 80 g. di zucchero 10 g. di burro 1 pera Rum Cacao Vaniglia Caffè Come prima cosa bisogna far fondere il cioccolato a bagnomaria fino a quando, raggiunta la temperatura di 45-50°C, sarà spalmabile. Prendetene 2/3 e versatelo su un piano di marmo dove lo lavorerete, allargandolo e riunendolo, con due spatole fino a quando si raffredderà diventando opaco. A questo punto rimettetelo nella ciotola e, sempre mescolando, portatelo ad una temperatura di 31,5 °C ottenendo, quindi, una crema fluida. Prendete ora 6 bicchierini di plastica da caffè e colate al loro interno la cioccolata foderandone per bene le pareti degli stessi e facendo colare via l’eccesso. Vi consigliamo di farne alcuni in più nel caso si rompessero durante la lavorazione. Disponete i bicchierini capovolti su un vassoio coperto da carta da forno e fateli raffreddare per qualche minuto, fino a quando potrete rifilare dagli eccessi di cioccolato i bordi. Adesso occorre che i nostri bicchierini riposino in un luogo fresco per almeno 3 ore in modo che si solidifichino al punto giusto. In una ciotola unite 200 g di cioccolato, tra quello avanzato e i ritagli dei bicchierini, versate su di esso la panna che avrete fatto bollire con un baccello di vaniglia aperto per il lungo e filtrata. Mescolate con cura fino ad ottenere una profumatissima crema fluida (e qui dovrete vincere tante tentazioni) e alla fine unite due cucchiai di Rum (possibilmente di buona qualità) in modo da ottenere una mousse. Sformate a questo punto i bicchierini togliendo delicatamente la plastica e rifilateli, se necessario, all’interno con un coltellino facendo attenzione a non romperli. Ottenete dalla pera precedentemente sbucciata 12 dadini uniformi che farete caramellare per 2-3 minuti in una padella con 10 g di zucchero. In un altro tegame fate fondere i restanti 70 g di zucchero col burro e 50 g di acqua, quando inizia a caramellare unite una tazzina di caffè e lasciate raffreddare fino a quando non diventa caramello. A questo punto è ora di iniziare a riempire i bicchierini. Per prima cosa deponete all’interno di ognuno di essi un dado di pera e riempiteli fino a 3 mm dal bordo con la mousse che avete preparato. Spolverizzate di cacao e fate raffreddare in frigorifero per un’ora, dopo di che colmateli col caramello e guarnite con un altro cubetto di pera e il dolce è pronto per essere servito a tavola. Come abbinamento – lo abbiamo sempre ribadito – difficilmente al cioccolato possiamo accostare dei vini, soprattutto è inutile sprecare delle ottime bollicine perché il risultato sarebbe pessimo. Tutt’altro se ai nostri bicchierini al cioccolato abbiniamo dei vini passiti che potete trovare nella nostra selezione. Per ulteriori informazioni in merito potete contattarci via email o telefonicamente, saremo sempre lieti di darvi i nostri consigli oltre ad augurarvi Buona...

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