I migliori vini della selezione Delta del Vino con il Culatello dei Fratelli Spigaroli si presentano domenica 2 dicembre a Parma

I migliori vini della selezione Delta del Vino con il Culatello dei Fratelli Spigaroli si presentano domenica 2 dicembre a Parma

Sarà l’elegante Sala Meeting Maria Luigia presso il prestigioso Starhotels Du Parc di Parma ad ospitare – domenica 2 dicembre dalle ore 10,00 alle 20,00 – l’evento organizzato da Delta del Vino che presenterà il meglio della propria selezione di vini e, per far questo, ha voluto come partner negli assaggi il Re dei Salumi, ovvero l’originale ed inimitabile Culatello dei Fratelli Spigaroli. Nato nella bassa parmense, dove la nebbia è una cosa seria e da professionisti, il Culatello di Zibello con lo chef stellato Massimo Spiogaroli ha avuto un notevole rilancio a livello mondiale, ottenendo – grazie al grande lavoro soprattutto di rispetto delle tradizioni e il recupero di vecchie razze di suini, come il Nero di Parma – la Denominazione di Origine protetta (DOP). I fratelli Spigaroli, non a caso, vengono considerati delle vere e proprie autorità in fatto di maiali anche se nei loro ristoranti (Cavallino Bianco e Antica Corte Pallavicina) le delizie proposte alla clientela sono veramente tante e tutte di altissima qualità. Ma una fetta di Culatello non la si rifiuta mai e, allora, Delta del Vino ha pensato bene di voler “premiare” i suoi clienti – ma anche i soli curiosi – con un assaggio abbinato tra il Re dei salumi e alcuni dei migliori vini che chi verrà all’hotel ubicato a due passi dal meraviglioso Parco Ducale di Parma. Vini che arrivano dal grande lavoro di piccole aziende che, proprio come Spigaroli, hanno voluto sposare il rispetto per la terra, per le tradizioni e che trasmettono l’amore per un antico mestiere. Vini che non troverete nella grande distribuzione, dove sono i numeri che contano, ma che potrete ricevere comodamente a casa vostra dopo averli conosciuti e degustati. Si può quindi proprio dire che l’appuntamento è ghiotto, quindi segnatevi la data: Domenica 2 Dicembre 2018 Sala Meeting Maria Luigia Starhotels Du Parc Viale Piacenza, 12c | Parma Dalle ore 10,00 alle 20,00 Per maggiori informazioni o prenotare una degustazione potete contattarci allo 0521 980 161 oppure scriverci una email ai recapiti che trovate qui sotto.     Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Sorprendete i vostri ospiti con dei fagottini alla zucca e zenzero

Sorprendete i vostri ospiti con dei fagottini alla zucca e zenzero

Chi l’ha detto che una ricetta deve essere sempre complessa e ricca di ingredienti? A volte basta poco per regalare emozioni al palato dei nostri ospiti, senza faticare tanto e, soprattutto, senza essere degli chef stellati. Proviamo a stupire i nostri ospiti per un aperitivo o un antipasto con delle sfoglie di pasta all’uovo dolci e allo stesso tempo piccantine, capaci di regalare un curioso e delizioso contrasto di sapori e, vedrete, che una tirerà l’altra. Questa sorta di finger food, tanto di moda in questo periodo, è di facilissima preparazione, basta solamente stare attenti alla scelta dei principali prodotti come la zucca, che consigliamo di quelle mantovane, particolarmente dolci e povera di acqua, lo zenzero che deve essere fresco e il Parmigiano-Reggiano che va grattugiato al momento. Con questi ingredienti sarete in grado di preparare dei fagottini dal sapore equilibrato e particolarmente indicati in questo periodo dell’anno. Per preparare 10 fagottini occorrono: 5 sfoglie di lasagne fresche 350 g. di zucca mantovana 70 g. di burro 30 g. di Parmigiano-Reggiano grattugiato al momento 2 rametti di maggiorana fresca 2 cm di radice di zenzero fresco olio extravergine di oliva sale e pepe nero La prima cosa da preparare è la zucca che va decorticata, tolti i semi e i filamenti all’interno e tagliata cubetti uniformi. In una padella antiaderente, assieme al burro che sciolto inizierà a fare la sua profumata schiuma, unite la zucca facendo cuocere a fuoco dolce per circa 20 minuti, fino a quando si sarà ammorbidita. Fuori dal fuoco vanno aggiunte le foglie di maggiorana, lo zenzero finemente grattugiato il parmigiano e il sale e pepe necessari. Dopo aver mescolato con cura bisognerà che il composto, bello omogeneo, si raffreddi. È il momento, quindi, per iniziare a sbollentare le sfoglie di pasta in abbondante acqua salata per qualche secondo per, poi, lasciarla raffreddare su un panno da cucina. La sfoglia andrà divisa in modo da formare due rettangoli al cui centro si posizionerà una noce dell’impasto di zucca e zenzero. È il momento di chiudere il tutto a fagottino sigillando la parte alta con uno spago da cucina. Una volta terminati tutti i fagottini vanno posizionati su una teglia antiaderente, spennellati con l’olio e fatti cuocere in forno, precedentemente scaldato e portato alla temperatura di 180°C per 10 minuti e, alla fine, ulteriori 2 minuti sollo il grill. Una volta sfornati togliete con cautela lo spago e serviteli caldi e, vedrete, che la sorpresa vi ripagherà piacevolmente. Il vino da servire può essere differente, anche a seconda delle percentuali di zenzero presenti nella ricetta. Diciamo che la zucca richiede un vino abbastanza dolce, con spiccata acidità ed effervescenza, quindi punteremmo su di un Brut, mentre lo zenzero ne richiede uno di non elevata gradazione alcolica e dotato di buona acidità come può essere un Pinot Nero. Per ulteriori informazioni potete scegliere e farvi consigliare consultando il nostro sito, oppure contattandoci allo 0521 980 161 o scriverci una email ai recapiti che trovate qui sotto. Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Viene dal cuore della Guascogna il Bas Armagnac della Selezione Delta del Vino

Viene dal cuore della Guascogna il Bas Armagnac della Selezione Delta del Vino

Nel Sud-Ovest della Francia è situata la zona viticola dell’Armagnac, nel cuore della Guascogna, dove nel 1838 – sotto il regno di Luigi Filippo – Pascal Dartigalongue fondò quella che a tutt’oggi è la più antica Maison produttrice di Bas Armagnac. Questo prelibato brandy si differenzia dal Cognac, l’altro celebre distillato francese, per le uve utilizzate che devono provenire esclusivamente dalla Guascogna e non viene prodotto su scala industriale ma, solamente, da piccole aziende e in quantità limitate. Anche il legno dei barili dove l’Armagnac riposa e matura si differenzia dal rovere utilizzato per il Cognac. In questo caso si utilizzano botti di quercia, che conferisce al prodotto una differente colorazione, così come variano i sapori e gli aromi. Entrambe le acquaviti possono fregiarsi dell’omonimo appellativo, differenziandosi da tutti gli altri Brandy prodotti in Francia e in Italia, grazie ad un trattato stipulato tra le due Nazioni nel 1948 ed entrato in vigore dal 1 gennaio del 1950. La Maison Dartigalongue ha sede a Nogaro, nel cuore del Bas Armagnac, e distilla unicamente vini provenienti da quest’area della Francia, la più reputata per la raffinatezza dei suoi Cru. Nel 1972 un decreto riconobbe la superiore qualità degli Armagnacs distillati col sistema “Charantais”, rispetto alle altre acquaviti ottenute col tradizionale metodo dell’alambicco. La Maison Dartigalongue utilizzava questo sistema già da parecchio tempo che, grazie all’eliminazione delle impurità della distillazione, consente di ottenere un’acquavite più raffinata ed elegante. L’invecchiamento – fattore indispensabile per l’affinamento del distillato – avviene in fusti di quercia da 400 litri dove riposa per lunghi anni permettendo all’Armagnac di stemperare il suo eccessivo vigore e inglobare colore, profumo e raffinatezza dal legno stesso. Il Bas Armagnac Dartigalongue Hours d’Age che la selezione Delta del Vino propone alla propria clientela è un raffinato prodotto con un minimo di 7/8 anni di invecchiamento, che si pone ben sopra alle differenti categorie che la vigente normativa sugli Armagnac di invecchiamento [Tre Stelle (V.S.) – V.S.O.P. e E.O.] ed è rivolta a quella fascia elitaria di clientela in grado di proporre ed apprezzare prodotti di prestigio. Gustarsi un buon bicchiere di Bas Armagnac Dartigalongue Hours d’Age è un’esperienza unica, già dal vederlo all’interno del nostro bicchiere col suo color ambra dai riflessi ramati. Al naso e in bocca si consolidano i franchi ed equilibrati sentori dove emergono delicatamente la prugna e la vaniglia, che sanno regalare a questo Armagnac un’enorme personalità. Il Bas Armagnac Dartigalongue Hours d’Age è un momento di gioia pura per farsi una meritata coccola ma, anche, un’ottima idea per un regalo prestigioso e raffinato. Per maggiori informazioni o ordini potete consultare il nostro sito, contattandoci allo 0521 980 161 oppure scrivendoci una email ai recapiti che trovate qui sotto. Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Autunno, tempo di risotto coi funghi porcini

Autunno, tempo di risotto coi funghi porcini

Con l’arrivo dell’autunno e delle prime piogge che salutano la torrida estate i boschi – come per magia – si riempiono di piccoli “omini” dal grande cappello: i funghi porcini. Il Porcino è il nome comune di alcune specie di funghi del genere Boletus, considerati tra i più prelibati e ambiti tra i cercatori che perlustrano i vari boschi di querce e di castagno così come nelle faggete e nelle abetaie. In cucina il fungo porcino ha molteplici usi, sia crudo che cotto, senz’altro il risotto ai funghi porcini è uno dei piatti tipici della tradizione italiana. Delta del Vino vi presenta la ricetta per preparare un primo piatto con questi preziosi doni che ci regala la terra. Un piatto cremoso e avvolgente da condividere con parenti e amici per uno speciale momento di convivialità. Se non avete l’occasione di trovare funghi porcini freschi in loro sostituzione si trovano in commercio secchi che andranno precedentemente ammollati. Ecco gli ingredienti necessari per preparare 4 porzioni di risotto coi funghi porcini: 280 g. di riso Carnaroli 4 o 4 funghi porcini freschi ben sodi 1 scalogno 1 bicchiere di vino bianco 150 cl di brodo vegetale o di carne 50 g. di burro 100 g. di Parmigiano-Reggiano grattugiato al momento prezzemolo olio extra-vergine di oliva sale e pepe La prima cosa da fare è pulire con particolare attenzione i funghi che non vanno mai lavati, errore molto grave che spesso si vede fare. Con un coltellino raschiate il gambo e tagliate le parti più legnose, mentre con una spazzolina o con un pennello robusto eliminate con cura tutta la terra. Finita questa operazione tritale lo scalogno e mettetelo a soffriggere in una capace pentola con poco olio extra-vergine di oliva. Quando sarà diventato trasparente aggiungete il riso e fatelo tostare a fiamma alta per qualche minuto per poi sfumarlo, sempre a fuoco vivace, con un bicchiere di vino bianco, possibilmente di buona qualità. Mescolate con cura fino a quando il vino non si sarà ritirato e, a questo punto, iniziate a bagnare con il brodo aggiungendone un mestolo alla volta. Aggiungete anche i gambi dei funghi precedentemente tagliati a dadini continuando ad aggiungere brodo quando necessario. Nel frattempo con un coltello affilato tagliate i cappelli dei porcini a lamelle sottili che aggiungerete al riso solo quando il riso sarà quasi cotto, conservando le più belle per la guarnizione finale. Passati gli ultimissimi minuti di cottura spegnete il fuoco e aggiungete tutto il burro, il Parmigiano grattugiato e un po’ di prezzemolo tritato e girate generosamente per far mantecare il riso che lascerete riposare un paio di minuti controllando che rimanga all’onda. A questo punto trasferitelo nei piatti che guarnirete con alcune lamelle di fungo e con una spolverata di pepe nero macinato al momento. Servite i piatti ai vostri commensali e iniziate a pensare a quale vino abbinare. Solitamente si pensa ad un vino rosso strutturato ma noi pensiamo possa essere un errore, in quanto il piatto non è da definirsi delicato ma neppure particolarmente strutturato, quindi necessita rispetto. Delta del Vino vi consiglia un bianco di medio-buona struttura e dai buoni profumi, magari lo stesso che avete utilizzato per la preparazione del risotto. Un Franciacorta potrebbe essere l’ideale, così come un Chardonnay o un Pinot Grigio del Friuli. Potete scegliere e farvi consigliare consultando il nostro sito, contattandoci allo 0521 980 161 oppure scriverci una email ai recapiti che trovate qui sotto. Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il...

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Il miglior Rhum per la selezione Delta del Vino direttamente dalla Martinica nel cuore delle Antille

Il miglior Rhum per la selezione Delta del Vino direttamente dalla Martinica nel cuore delle Antille

Nel cuore dell’arcipelago dei Caraibi, in pieno Oceano Atlantico, ci sono le meravigliose isole delle Antille, dipartimento d’oltremare francese, tra le quali troviamo l’isola di Martinica – una delle tante scoperte di Cristoforo Colombo – dove, grazie ad un clima tropicale la canna da zucchero cresce in grande abbondanza, seconda produzione agricola dell’isola intorno alla quale ruota un mondo di tradizione, storia ed usanze tra cui il Rum (o Rhum), uno dei simboli incontrastati dell’isola. Il celebre distillato viene dal puro succo di canna da zucchero e, quindi, prende il nome di Rum Agricolo e la Maison Clément, una delle più antiche proprietà dell’isola creola, divenuta un vero e proprio monumento storico. Nata nel 1887, grazie al medico e sindaco di Le François Homére Clément, che sfruttando i 43 ettari di piantagione di canna da zucchero ha deciso di produrre Rum Agricolo direttamente dal succo di questo prodotto, ottenendo un distillato puro. Da questo primo passo nacque una vera distilleria capace di soddisfare la richiesta di alcol soprattutto durante il primo conflitto mondiale. Dopo la morte del capostipite toccò al figlio Charles prendere le redini dell’azienda perfezionandone i metodi produttivi e iniziando ad esportare il Martinique Rhum Agricole, operazione alla quale subentrarono i figli. Dal 1996 la distilleria è passata alla famiglia Hayot che, intelligentemente, ha proseguito sulla precedente filosofia aziendale continuando a produrre un rum dalla secolare ricetta che ci consegna uno squisito prodotto naturale, dal carattere originale e contraddistinto da una finezza incomparabile. Il Très Vieux Rhum Agricole “Single Cask” 100% Canne Bleue della Distilleria Clemént che potete trovare nella Selezione Delta del Vino è un rum assolutamente esclusivo, prodotto in limitatissime quantità che, dopo un invecchiamento di otto anni, viene messa in una elegante bottiglia dal maestro cantiniere e contraddistinta da un codice numerico dal quale è possibile risalire al barile, alla maturazione e alla provenienza della canna da zucchero. Un vero capolavoro, primo rum monovarietale al mondo che si presenta col suo caratteristico color ambra scuro luminoso. All’esame olfattivo si è colti dall’elegante bouquet a base di note speziate, frutta fresca, canna da zucchero, caramello, fichi, cedro e uva passa, mentre al palato risulta morbido, pieno e lungo, con un intenso retrogusto che ricade sulla frutta fresca. Un vero e proprio godimento, da gustare in momenti particolari e – anche – ottimo come idea per un importante regalo. Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Brasato di Manzo al Barolo, uno dei piatti top della cucina italiana

Brasato di Manzo al Barolo, uno dei piatti top della cucina italiana

Il meteo ci avverte che l’autunno sta definitivamente arrivando, è quindi giunto il momento di dedicarsi a ricette adatte per i primi freddi, le nebbie e le giornate che si accorciano drasticamente. La cucina italiana è ricchissima di proposte che hanno origini regionali ma che, ovviamente, sono conosciute ovunque. Tra i piatti cult troviamo il Brasato di Manzo al Barolo che ha origini piemontesi come il vino che lo accompagna. Viene, infatti, dalle Langhe il Barolo, il famosissimo vino rosso prodotto con uve di Nebbiolo con il quale potremo preparare un favoloso piatto la cui particolarità è la tenerezza della carne, che viene sigillata – e questo è il segreto per una perfetta riuscita – in modo che i suoi succhi rimangano all’interno prima di essere cotta a lungo in una marinatura fatta di un eccellente vino e di verdure come sedano, carote e cipolle. Se saprete seguire le indicazioni avrete un fantastico risultato, con un piatto gustosissimo, ricco di sapori, ovviamente da accompagnare con una bottiglia di ottimo Barolo, come quello della selezione Delta del Vino. La cosa fondamentale è brasare in modo corretto la carne senza commettere l’errore di mettere la carne sul fuoco assieme a verdure e vino senza averla fatta prima rosolare, passaggio basilare per racchiudere all’interno di essa i succhi che manterranno la carne morbida e tenerissima che arriverà quasi a sciogliersi in bocca a cottura terminata. Il pezzo di carne da utilizzare deve essere ricavato dal muscolo di spalla o coscia, i quali contengono la giusta quantità di grasso e nervature che sono necessari perché la carne si mantenga tenera. Quindi al vostro macellaio di fiducia chiedete Noce, Pesce o Cappello del prete, se fossero di provenienza piemontese ancora meglio. Fondamentale è anche la marinatura che richiede almeno 12 ore, il tempo necessario per gli aromi del vino, delle spezie e delle verdure di dare il giusto aroma alla carne. Tale marinatura, poi, verrà utilizzata in fase di cottura. Gli ingredienti necessari sono: 1,5 kg di polpa di spalla di manzo 1 bottiglia di Barolo 1 cipolla 1 carota 1 costa di sedano 2 foglie di alloro 1 rametto di rosmarino 5 grani di pepe nero 50 g. di burro fecola di patate 2 spicchi di aglio sale Mettete in un capiente contenitore la carne e irroratela con un’intera bottiglia di Barolo e aggiungete la cipolla e la carota pulite e affettate, il sedano tagliato a pezzi, 2 foglie di alloro e il pepe. Lasciate marinare per minimo 12 ore (24 ancora meglio) girando la carne al massimo 3-4 volte. Trascorso il tempo necessario estraete la carne e asciugatela con cura, quindi legatela con uno spago da cucina per farle mantenere la forma. In una pentola larga e bassa fate sciogliere il burro, unite l’aglio pelato e il rosmarino e, dopo un minuto, aggiungete la carne facendola rosolare a fuoco alto su ogni lato fino a prendere colore uniformemente. Intanto – con un colino – filtrate il vino della marinatura che utilizzerete per bagnare la carne dopo averla salata a vostro piacere. Potete unire anche le verdure che, nel qual caso, a fine cottura vi converrà frullarle prima di servirle nel sugo che ricoprirà la carne. Lasciate cuocere per almeno 2-3 ore a fuoco moderato a pentola coperta e quando la carne sarà cotta rimuovete con attenzione lo spago e tagliate delicatamente il brasato a fette e versatevi sopra il fondo di cottura. Servite con puré di patate o con polenta, il tutto bello caldo. Per il vino da abbinare, ovviamente, il Barolo è la migliore scelta. Contatti Per tutte le informazioni sulle...

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Barolo DOCG, incontrastato re dei vini

Barolo DOCG, incontrastato re dei vini

L’Italia vanta una selezione e una qualità dei propri vini che la rendono – da sempre – al vertice in una classifica mondiale dove la competizione è in costante aumento. Redigere una classifica interna, ovvero tra quelli di casa nostra, sarebbe sciocco oltre che inutile, resta la certezza dell’altissima qualità dei vini italiani tra i quali il Barolo lo possiamo definire il vino italiano per eccellenza. Ovviamente Delta del Vino non poteva mancare all’appuntamento e nella sua Selezione possiamo trovare un Barolo DOCG di altissima qualità, scelto – come sempre – tra quei produttori che hanno particolarmente a cuore il proprio lavoro, quasi fosse una missione, e il rispetto per l’ambiente. Allora ci siamo recati nel cuore delle Langhe, il territorio collinare a Sud della cittadina di Alba tra castelli medievali e vigneti cesellati dall’esperta mano dell’uomo, dove abbiamo trovato la cantina che riteniamo perfetta per noi. Il Barolo è un vino prodotto da uve Nebbiolo in purezza che si iniziò a produrre grazie alla caparbietà di Camillo Benso Conte di Cavour e di Giulia Colbert Falletti, ultima Marchesa di Barolo, a metà del XIX Secolo con l’intento di creare un vino eccezionalmente ricco ed armonioso, destinato a diventare l’emblema del Piemonte e dei Savoia nelle corti di tutta Europa. Grazie anche alle continue evoluzioni abbiamo un vino rosso particolarmente importante, con una struttura che esprime il suo bouquet complesso ed avvolgente, in grado di svilupparsi nel tempo senza perdere le sue affascinanti caratteristiche organolettiche tanto da poter vantare di essere considerato, in tutto il mondo, “il re dei vini, il vino dei re”. Dal colore rosso granato, pieno ed intenso, il Barolo si manifesta subito al naso col suo profumo fruttato e speziato, mentre in bocca regala tutti i suoi aromi che vanno dai piccoli frutti rossi, le ciliegie sotto spirito e la confettura, con suggestioni di rosa e viola appassita, cannella e pepe, noce moscata, vaniglia e – talvolta – liquirizia, cacao, tabacco e cuoio. È un vino che necessita tempo e pazienza poiché richiede un invecchiamento di almeno 3 anni, che seguono i 2 mesi successivi alla vendemmia, e tale invecchiamento viene fatto in legno di rovere e ne servono almeno 5 di anni per poter conferire al Barolo la “Riserva”. Una delle caratteristiche che rende unico il Barolo è che non teme l’invecchiamento, anzi dopo 10 anni arriva al suo culmine e resta ottimo anche dopo 20 e più anni. A tavola il Barolo, servito a una temperatura idonea di 18°-20°C, è raccomandato con piatti importanti, formaggi ben stagionati e con le carni rosse saporite. Uve Nebbiolo 100% Età media delle piante 30 anni Altitudine della vigna 450 mslm Composizione terreno Argilloso, sabbioso, lim oso Vendemmia Metà, fine ottobre, con raccolta manuale Vinificazione e maturazione Diraspa-pigiatura – Fermentazione controllata a temperatura controllata di 28°C – Durata media macerazione: circa 20 giorni – Fermentazione malolattica in Novembre, acciaio – Affinamento di circa 24 mesi in botti di rovere Francese e Slavonia di dimensioni variabili fino a 35 hl, di età variabile dal nuovo a 10 anni – Minimo 10 mesi in bottiglia prima di essere commercializzato. Caratteristiche olfattive Aromi speziati di vaniglia e liquirizia Caratteristiche gustative Al palato subito è fresco e ricco, poi morbido e bilanciato. Ricco di frutti rossi e tannini raffinati. Gradazione Alcolica complessiva 14,5% vol. Accostamento Raccomandato con piatti importanti, formaggi ben stagionati e con le carni rosse saporite. Temperatura di servizio 18 – 20°C Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono...

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Una Pioggia di Stelle dalla punta più a Sud della Sicilia con un Moscato Passito di Noto DOC

Una Pioggia di Stelle dalla punta più a Sud della Sicilia con un Moscato Passito di Noto DOC

Ai piedi dei monti Iblei a scendere fino al Mare Ionio si trova il comune di Noto che dista 31 km dal capoluogo Siracusa. Il territorio, per lo più collinare, si caratterizza per una estesa macchia mediterranea con uliveti, mandorleti, agrumeti e vigneti che regalano prodotti di altissima qualità come, ad esempio, uno dei più antichi vitigni al mondo – il Moscato Bianco – dal quale si ricava il vino Passito di Noto D.O.C. che entra di diritto nella Selezione Delta del Vino. Si chiama Pioggia di Stelle, come quelle che cadendo nelle notti di san Lorenzo ci concedono di esprimere un solo desiderio, ed è quello che gli amici della cantina Marilina hanno espresso prima di produrre questo squisito vino giovane e ammaliante, dai toni avvolgenti e delicati grazie ad un vigneto con già 35 anni di storia, cresciuto su un terreno calcareo, capace di regalarci le uve perfette per produrre questo incanto da bere, compagno ideale della grande tradizione pasticciera siciliana a base di dolci e gelati. Uve Moscato 100% Tipo Vino bianco Passito Sistema di allevamento Alberello Raccolta uve Manuale, in cassetta max 2 kg a fine Agosto Colore Giallo oro Vinificazione e maturazione Appassimento al sole per 10/15 giorni, segue vinificazione in legno e affinamento sempre in botti di legno per 36 mesi e, successivamente, in bottiglia per ulteriori 6 mesi Caratteristiche olfattive Frutta candita, agrumi, con sentori di miele e pesca bianca Caratteristiche gustative Note dolci ed equilibrate, sapido Gradazione Alcolica complessiva 14% vol. Accostamento Formaggi di capra, ricotta dolce, mandorle tostate, pasticceria e gelati siciliani Temperatura di servizio 17 – 19°C CONTATTACI PER INFO E ACQUISTI Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Il territorio del Sannio Falanghina Capitale Europea del Vino 2019

Il territorio del Sannio Falanghina Capitale Europea del Vino 2019

Il Sannio sarà la Capitale Europea del Vino 2019. Le realtà di Castelvenere, Guardia Sanframondi, Sant’Agata dei Goti, Solopaca e Torrecuso si sono riunite a formare una rete per la candidatura del territorio “Sannio Falanghina” ottengono il prestigioso riconoscimento assegnato da Recevin, la Rete comunitaria delle 800 Città del Vino. Il concorso – unico nel suo genere – si pone l’obiettivo di mettere in risalto l’influenza della cultura enologica ed enoturistica nella società, nel paesaggio, nell’economia, nella gastronomia e nel patrimonio e il suo valore per l’Unione Europea. La nomina è stata ufficializzata nella cornice del Parlamento dell’Unione Europea a Bruxelles, durante l’incontro svoltosi nel pomeriggio del 10 ottobre. A ricevere la delegazione dei cinque Comuni – guidata dai sindaci Mario Scetta, Floriano Panza e Carmine Valentino – un prestigioso parterre presieduto dall’eurodeputato Nicola Caputo. All’incontro hanno preso parte gli eurodeputati Piernicola Pedicini e Isabella De Monte, il presidente di Recevin José Calixto, il presidente e il direttore dell’Associazione nazionale delle Città del Vino italiane, Floriano Zambon e Paolo Benvenuti, il rappresentante dell’Associação de Municípios Portugueses do Vinho Pedro Magalhães Ribeiro, il presidente Acevin Spagna Rosa Melchior e l’ex Ministro dell’agricoltura Paolo De Castro. Dopo il Portogallo, con Torres Vedras-Alenque “Città Europea del Vino 2018”, l’ambito titolo di Recevin ritorna all’Italia, con il territorio campano che ottiene tale fregio dopo quello di Marsala (2013) e Conegliano-Valdobbiadene (2016). Per l’intero corso del 2019 è previsto un ricco programma di appuntamenti, eventi, manifestazioni culturali ed enogastronomiche che animeranno i cinque Comuni che hanno avanzato la candidatura e l’intera Valle del Calore, territorio dove si coltiva il 40% dell’intera produzione viticola della Campania. Articolato e variegato il percorso di iniziative che proietterà questo territorio all’attenzione dell’intera Europa, che nasce grazie ad un forte spirito della rete, elemento fortemente caratterizzante il sistema complessivo delle Città del Vino, che nella rete e con la rete può raggiungere obiettivi importanti. “L’investitura del Sannio – dichiarano i sindaci – rappresenta un significativo riconoscimento dello storico legame della nostra terra con il vino, oltre naturalmente a premiare le sue produzioni di eccellenza, che nascono dai sacrifici di viticoltori appassionati, il cui prezioso lavoro è fondamentale non solo per la produzione di ottimi vini, ma anche per il prezioso ruolo di sentinelle di un territorio di qualità. Il progetto ‘Sannio Falanghina’ mira a rafforzare le attività di sensibilizzazione per la cultura e la tradizione del vino, coinvolgendo le imprese, i cittadini e l’intero territorio in attività di promozione della risorsa vino. E si pone l’obiettivo di preservare le risorse naturali e paesaggistiche attraverso uno sviluppo sostenibile del territorio. Abbiamo presentato un ricco dossier che coinvolge venti realtà comunali, tra queste anche la città capoluogo, che contiene 120 azioni ed attività da realizzare nel corso del prossimo anno, delle quali un’alta percentuale saranno destinate ad avere effetti nel tempo. Non solo iniziative promozionali, ma anche uno stimolo a sviluppare una cultura dell’accoglienza, intesa nell’accezione più ampia. Il Sannio è un territorio ricco, con una grande storia che ha lasciato testimonianze importanti, con un patrimonio unico di ricchezze, capace di attirare l’attenzione dei “viaggiatori del territorio”, di quei turisti che intendono il viaggio come occasione di crescita e di arricchimento delle proprie conoscenze, della propria cultura. Dobbiamo essere bravi non solo a far conoscere queste ricchezze, dobbiamo aprire le porte del nostro territorio, coccolare i visitatori, facendoli sentire accolti in una comunità che vuole comunicare loro i propri valori, la propria cultura, il proprio stile di vita. Operando in questo il 2019 potrà rappresentare un anno di svolta per il nostro territorio, per il suo sviluppo anche in termini...

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Il cavatappi, tutti lo usiamo, ma sappiamo com’è nato?

Il cavatappi, tutti lo usiamo, ma sappiamo com’è nato?

Il cavatappi è un utensile comune nelle nostre case, più o meno lo usiamo tutti, c’è chi perfino li colleziona. Ma conosciamo la sua storia? Questo oggetto importantissimo per ogni sommelier – ma anche per chiunque altro – ha una lunghissima storia. I primi esemplari di tirebouchon sono datati nel periodo storico di metà 1400 e nacquero nelle armerie per la pulizia dei cannoni, delle canne dei fucili e delle pistole. Solamente dopo oltre due secoli (siamo nel 1680) l’armeria londinese Messrs Holtzpfel ottenne il brevetto di fabbricazione di questo attrezzo che, nel frattempo, cominciò a modificare il proprio utilizzo e altre armerie, fabbri ed artigiani iniziarono a produrre questa vite per stappare le bottiglie. I primi esemplari, come possiamo vedere nelle più importanti collezioni, erano delle vere e proprie opere d’arte destinate esclusivamente ai ricchi, considerati veri simboli di prestigio e agiatezza, dove spesso veniva apposto lo stemma del casato o le iniziali del nome. Anche i materiali per la loro produzione erano spesso pregiati ed iniziò in quel periodo lo studio delle forme per un sempre miglior utilizzo. Nacquero i cavatappi “a campana”, ovvero quelli che avevano una struttura metallica che si appoggiava al collo della bottiglia per favorire una migliore estrazione del sughero e quelli tascabili, ricercatissimi all’epoca, antesignani del cavatappi da cameriere di oggi che erano costituiti da un astuccio raffinatamente decorato capace di contenere la spirale metallica. Solo successivamente si studiò e perfezionò questo modello arrivando ad utilizzare l’impugnatura come leva per un miglior risultato. Sarà solo con l’invenzione delle macchine utensili per la lavorazione dei metalli che si poté iniziate la produzione in serie dei cavatappi a dei costi accessibili un po’ per tutti. Sul finire del XVIII secolo il reverendo Samuel Henshall brevetto il primo cavaturaccioli domestico e, in accordo con una fabbrica, iniziò la produzione industriali dei questo oggetto. Da quel momento iniziò la vera e propria evoluzione del cavatappi e ne vennero inventati di tutte le forme: pieghevoli, smontabili, tascabili, a farfalla, a doppia vite, modello americano, a manovella, a leva, da tavolo e da muro. In Piemonte esistono 2 bellissimi musei dedicati al cavatappi: il Museo Martini si Storia dell’enologia a Pessione (TO) e il Museo del Cavatappi con sede a Barolo (CN), quest’ultimo gemellato col Mesée du Tire-bouchon di Ménerbes in Provenza (Francia). Ma non consideriamo il cavatappi un attrezzo qualsiasi, perché l’apertuta di una bottiglia di vino non è una banalità, ma un vero e proprio rito da compiere con una certa solennità. Gli amanti del vino lo sanno. Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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