Scorbutico di nome ma non di fatto, il nuovo vino rosso DOC della selezione delta del Vino

Scorbutico di nome ma non di fatto, il nuovo vino rosso DOC della selezione delta del Vino

Con un nome così ti verrebbe voglia di passare oltre, invece una gran bella sorpresa è stata la scoperta di questo supremo vino rosso DOC che ci arriva direttamente dalle splendide colline senesi. In questa zona, precisamente a Poggio Grande, da oltre un secolo la famiglia Zamperini cura i terreni che circondano il Castello di Ripa d’Orcia, dedicandosi alla fattoria mantenendo le antiche tradizioni agricole dell’allevamento e della coltivazione e relativa cura dei vigneti, ulivi e boschi che circondano l’azienda. Nel 1999 nasce la vera e propria azienda vinicola producendo le prime bottiglie di vino IGT Toscana che, in un continuo crescendo qualitativo arriveranno a portare l’azienda un fiore all’occhiello dell’intero territorio. Il Sangiovese è il vitigno di partenza, il principe della zona, ma il lavoro della famiglia Zamperini ha fatto sì che anche vitigni internazionali come Cabernet Sauvignon e Syrah – vitigni francesi a bacca bianca – potessero diventare un’importante particolarità per l’azienda stessa. Dal 2014 Poggio Grande si converte al biologico, nel pieno rispetto della tradizione famigliare, sforzo che ha permesso di arrivare ad un notevole miglioramento dei propri prodotti. Tra i principali vini rossi troviamo questo Scorbutico Rosso d’Orcia DOC che Delta del Vino propone alla sua clientela tramite le sue selezionate scelte. Si tratta di un Sangiovese abbinato a uve Syrah e Cabernet Sauvignon che fa 12 mesi di affinamento in barriques di rovere francese e una vinificazione in acciaio a temperatura controllata tra i 20 e 30 gradi. Un vino che si presenta con un bellissimo color rosso rubino cupo e al naso regala eleganza fatta di frutti di bosco, cioccolato, un accenno di vaniglia, chiodi di garofano e ginepro. Caldo ed equilibrato in bocca, ha la giusta sapidità e acidità coi tannini molto ben bilanciati da una piacevole morbidezza. È un vino, come quelli di queste terre, che si abbina a meraviglia coi sughi tipici a base di carni per condire le varie paste, coi crostini a base di paté di fegato e assolutamente da provare con la tartare di manzo. Siamo, pertanto, felici di poterlo accogliere nella nostra grande famiglia di vini di qualità. Uve Sangiovese 70%, Syrah 20%, Cabernet Sauvignon 10% Sistema di allevamento Cordone speronato Tipologia di terreno Argilloso Altitudine 400 metri s.l.m. Vendemmia Manuale, seconda metà di Settembre Vinificazione e affinamento Vinificazione in acciaio a temperatura controllata compresa tra 20 e 30 °C, macerazione medio lunga e fermentazione spontanea, ad opera di lieviti indigeni. Affinamento di 12 mesi in barriques di rovere francese. Gradazione alcolica 13,5% vol. Abbinamento Una buona combinazione con sughi di carne tipici, tagliatelle o pici al ragù, crostini con patè di fegato e tartare di manzo Temperatura di servizio 16-18°C CONTATTACI PER INFO E ACQUISTI Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Fusilli piccanti, una ricetta facile e gustosissima anche per vegetariani e vegani

Fusilli piccanti, una ricetta facile e gustosissima anche per vegetariani e vegani

Quante volte è capitato di tornare a casa e non sapere cosa mettere in tavola. Oppure di avere ospiti inattesi e dover inventare una cena al volo. Questa ricetta che Delta del Vino vi illustra potrebbe fare il caso vostro in queste occasioni ma, anche, l’idea per un pranzo o cena con amici dove il “piccante” del peperoncino la fa da padrone. Una ricetta che può accontentare qualsiasi palato, anche di chi ha scelto la strada di eliminare alcuni cibi di origine animale, come i vegetariani ed i vegani in continuo aumento. Questi fusilli piccanti, infatti prevedono l’utilizzo di sostanze vegetali, quali capperi, aglio, pomodorini, pane integrale e peperoncino, oltre a sale e olio di oliva. La preparazione è veramente molto semplice, ma il risultato altamente gustoso, bisogna solamente fare attenzione al peperoncino per non mandare in fiamme qualche commensale non abituato ai sapori piccanti. Ecco quanto serve per preparare 4 portate di fusilli piccanti: 240 g. di fusilli 40 g. di pane integrale capperi sotto sale 1 spicchio di aglio 1 peperoncino pomodorini oblunghi olio extravergine di olica sale come prima cosa si può iniziare a far scaldare l’acqua nella quale cuoceremo la pasta. Fatto questo dedichiamoci al condimento iniziando con lo spezzettare il pane integrale per, poi, metterlo in una padella larga già bella calda assieme a un bello spicchio di aglio, ai capperi e al peperoncino. Il pane deve tostare e serve mescolare spesso in modo che non bruci, colorandosi uniformemente. I pomodorini, intanto, vanno tagliati a metà eliminando i semi e, successivamente, posti in un colino con un pizzico di sale per fargli perdere l’acqua di vegetazione in eccesso. A questo punto va eliminato lo spicchio d’aglio e mettete il pane, coi capperi e il peperoncino, in un mixer riducendo il tutto in briciole che poi ritrasferiremo nella padella per dare una finale tostatura sempre con attenzione che non bruci. In un altro tegame è necessario scaldare alcuni cucchiai di olio extravergine di oliva dove i pomodori verranno fatti saltare per qualche secondo a fiamma vivace. Quando i fusilli sono cotti scoliamoli al dente e uniamoli ai pomodorini facendo saltare il tutto per un buon minuto. Possiamo servire nei singoli piatti o in un grande piatto di portata sui quali andrà aggiunta una generosa spolverata del pane tostato e insaporito e, a piacere, un finale giro di olio. Ecco pronto un piatto gustoso, preparato in pochissimo tempo al quale vi consigliamo di abbinare un vino, bianco o rosso, che vada in contrapposizione con il piccante del vostro piatto, ovvero scegliendo quei vini che vanno ad armonizzare, contrastandolo, proprio il senso di piccante del piatto. Opteremmo ber un buon Chardonnay se la scelta cade sui bianchi mentre per i vini rossi il nostro consiglio è di provare un ottimo Montecucco Il Brigante DOC oppure un Teroldego della Piana Rotaliana. Come sempre per ulteriori informazioni potete scegliere e farvi consigliare consultando il nostro sito, oppure contattandoci allo 0521 980 161 o scriverci una email ai recapiti che trovate qui sotto. Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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8 Marzo, tanti auguri a tutte le donne, soprattutto alle signore del vino

8 Marzo, tanti auguri a tutte le donne, soprattutto alle signore del vino

Oggi, 8 marzo 2019, a 110 anni dalla prima Giornata Internazionale della Donna – più comunemente conosciuta come Festa della Donna – vorremmo non fosse più necessario dover rivendicare diritti ma, solamente, pensare che sia una simpatica giornata di festa per tutti, donne e uomini assieme, magari a brindare in allegria. Che ogni giorno possa essere una festa della donna, nel totale rispetto e nella valorizzazione di quanto sia importante il “gentil sesso” all’interno della società civile. Senz’altro il mondo del vino è un chiaro esempio di tutto ciò con le donne impegnate in ogni ruolo per creare quel magnifico nettare che tutti noi amiamo e che utilizziamo, anche, per brindare alle nostre donne. E allora, oggi in questa ricorrenza, oltre a fare gli auguri a tutte le donne del mondo vogliamo dedicare un po’ del nostro tempo alle tante donne che hanno contribuito a far sì che la qualità dei nostri vini sia in continua crescita. Sono veramente tante, fortunatamente, le donne che operano in qui settori complementari che caratterizzano il mondo vitivinicolo, dal lavoro nella vigna fino al marketing. Abbiamo donne produttrici, enologhe, sommelier, ristoratrici, giornaliste e blogger, tutti ruoli trasversali che hanno un’unica mission di produrre e valorizzare quell’immenso patrimonio culturale che è il vino, soprattutto italiano. Il tocco femminile in fatto di gusto e di estetica (pensiamo solo all’importanza di una bella etichetta) regala al prodotto quel qualcosa in più che lo rende unico al mondo. L’unione di forze tra la donna e l’uomo ha indubbiamente arricchito tutto questo e riteniamo, perciò, giusto oggi porgere un sentito ringraziamento alle nostre donne. Ovviamente un particolare augurio va a tutte le collaboratrici di Delta del Vino. Quindi, in alto i calici e buon 8 marzo a tutti! Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Cosa sono i tannini

Cosa sono i tannini

Chi ha avuto modo di leggere alcuni dei nostri articoli dedicati ai vini oppure, semplicemente, ha la passione per il vino si sarà imbattuto nel termine “tannino”. Ma cosa sono i tannini? Ovviamente tanti lo sapranno ma, per chi volesse avere una maggiore informazione in merito, cerchiamo di illustrare cos’è questa basilare componente per i vini rossi. Capita, bevendo un vino – solitamente rosso ma in alcuni casi anche per il vino bianco – di percepire in bocca una sensazione di ruvidità, di asprezza nel cavo orale o sulla parte dorsale della lingua. Questa sensazione, che si attenua man mano che il vino matura, è determinata dai tannini, ovvero quelle sostanze in grado di legare le proteine e farle precipitare, cioè asportandole dalla soluzione. I tannini vengono prodotti principalmente dalla macerazione delle componenti dell’uva (bucce, vinaccioli e raspi dalle quali si estraggono le catechine o i tannini gallici se di provenienza dal legno delle botti) ma possono, anche, essere forniti attraverso processi tecnologici in cantina, quali l’uso di barriques o di chips. Nell’una troviamo i tannini maggiormente amari nei semi, cosa facilmente riscontrabile masticandone uno. Questi semi, di solito, non rilasciano i propri tannini nel mosto. I migliori li possiamo trovare nella buccia, e vengono rilasciati durante la macerazione, che maggiore è e più tannini riscontreremo nel nostro vino. Al contrario nei vini bianchi troveremo poco o nulla tannini in quanto la macerazione delle uve e quasi nulla proprio per evitare che i tannini vadano in soluzione. L’utilità di questi tannini, che possono anche venire aggiunti chimicamente con un processo difficilmente spiegabile, è che – come composti fenolici – si oppongono alla variazione di ossidoriduzione. In natura i tannini sono ampiamente diffusi nel mondo vegetale e li possiamo trovare in tantissimi prodotti di abituale consumo come caffè, tè, cacao, liquirizia, cachi, carciofi, noci, arachidi, mandorle, castagne, legumi e, ovviamente, nell’uva. quindi quando in bocca, mentre sorseggiate un bicchiere di vino, avete questa sensazione di carta vetro non temete, è un processo del tutto naturale. Per ulteriori informazioni potete scegliere e farvi consigliare consultando il nostro sito, oppure contattandoci allo 0521 980 161 o scriverci una email ai recapiti che trovate qui sotto. Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Delta del Vino raddoppia, aperta una nuova filiale a Torino

Delta del Vino raddoppia, aperta una nuova filiale a Torino

Ebbene si, Delta del Vino si allarga e apre una nuova filiale in quel di Torino, la splendida città capoluogo di regione in quel Piemonte patria dei grandi vini. È stata una scelta dettata dalle tante richieste dei nostri clienti che abbiamo attentamente valutato anche al fine di migliorare ulteriormente il nostro servizio di consegne a domicilio. Sarà anche l’occasione per conoscere personalmente parte della nuova clientela ma, anche, quella affezionata ormai da anni che potranno venirci a trovare in Corso Benedetto Croce, 27/D, in una zona della città facilmente raggiungibile con l’auto e con ampia possibilità di parcheggio. Domani, sabato 2 marzo, inaugureremo la sede e vi invitiamo ad una degustazione del meglio delle nostre selezioni di vini prodotti, col cuore e con grandi capacità, da quei piccoli “artigiani” – molti dei quali aperti verso il mondo del biologico – che sono il reale patrimonio enologico italiano. La sede resterà aperta dalle 10,00 alle 18,00, per accedere è necessario digitare sul citofono il numero “2101”, oppure potete telefonarci al 338 9547 688, mentre la nostra email della sede di Torino è la seguente: commerciale@deltadelvino.com Per ulteriori informazioni potete scegliere e farvi consigliare consultando il nostro sito, oppure contattandoci allo 0521 980 161 o scriverci una email ai recapiti che trovate qui sotto. Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Patate alla Birra, un contorno facile e gustoso

Patate alla Birra, un contorno facile e gustoso

Alzi la mano chi non ama le patate. Se facessimo questa richiesta in una sala gremita sicuramente le braccia alzate sarebbero pochissime. In effetti il celebre tubero che arriva dalle Ande nutre grande popolarità sulle tavole degli italiani, e non solo, anche grazie alla sua duttilità e alla sempre facile preparazione in piatti che, alla fine, ranno sempre risultare vincenti. Che siano arrostite, fritte, bollite le patate non richiedono grandi elaborazioni e pochi ingredienti aggiuntivi, tuttalpiù un po’ di pazienza nella cottura. La ricetta che oggi Delta del Vino vi illustra come preparare le Patate alla Birra, un contorno semplice e particolarmente gustoso, grazie all’aggiunta di cipolle, panna e pancetta oltre, ovviamente, alla birra. Possono diventare un piatto unico per una cena o pranzo veloce ed informale, oppure accompagnare un piatto di carne e dare quel tocco in più. Prepararle è molto semplice, così come reperire gli ingredienti necessari, spesso sempre presenti nelle nostre dispense tanto che potrebbe anche diventare uno di quei piatti che ti salvano la giornata. Gli ingredienti necessari per preparare 4 porzioni di Patate alla Birra sono i seguenti: 600 g. di patate 200 g. di cipolle bionde o bianche 50 g. di pancetta in un’unica fetta (potete scegliere se normale o affumicata, in questo caso si può optare anche per dello speck) 350 ml di birra chiara 200 ml di panna fresca sale e pepe nero La prima cosa da fare è quella di lavare e sbucciare le patate e, con un coltello, tagliarle a fette sottili dello stesso spessore. Stessa cosa con le cipolle, e i due ingredienti vanno messi in una padella antiaderente a strati alterni. Tagliare la pancetta (o lo speck) a cubetti e distribuitela sulle patate, salando e pepando con grande moderazione poiché la pancetta cuocendo conferisce sapidità. Aggiungete la birra e la panna uniformemente e mettete a cuocere con fiamma moderata e, quando birra e panna inizieranno a bollire, trasferite il tutto con delicatezza in una teglia che passere in un forno precedentemente portato alla temperatura di 200°. Qui dovranno cuocere per circa un’ora e mezza o, almeno, fino a quando le patate risulteranno belle tenere e con una crosticina dorata sulla superficie. Durante la cottura con una forchetta ogni tanto spingete le patate verso il basso, in modo che restino coperte dal sughetto che si assorbirà durante la cottura. A fine cottura estraete dal forno, lasciatele riposare un attimo e servitele belle calde. Come abbinamento dipende molto da quello che mangiate. Potete optare per una buona birra, soprattutto se servito come piatto unico, oppure vi potremmo consigliare un buon vino rosso come, ad esempio, un ottimo Teroldego Rotaliano, vino nobile DOC del Trentino. Per ulteriori informazioni potete scegliere e farvi consigliare consultando il nostro sito, oppure contattandoci allo 0521 980 161 o scriverci una email ai recapiti che trovate qui sotto. Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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I sistemi di allevamento della vite

I sistemi di allevamento della vite

Ogni appassionato avrà avuto modo di leggere, nelle varie schede dei vini, che esistono diverse tipologie di allevamento della vite. Le forme di allevamento della vite sono varie e differenti, migliorate tantissimo nel corso della storia, e servono – tramite differenti schemi di potatura – a condizionare la crescita vegetativa della pianta a favore della qualità e della resa dell’uva. Essendo la vite una pianta rampicante è stato necessario, per la razionalizzazione della sua coltivazione, “educarla” in modo da ottenere la salvaguardia del frutto uva e la sua corretta gestione. I sistemi di allevamento hanno contribuito a elevare la qualità dell’uva, lo stato di sanità, lo stato di maturazione e la selezione prevista dai disciplinari di produzione afferenti alle diverse tipologie. A tal fine, dagli storici “tutori” rappresentati da alberi d’alto fusto (sistema ad alberata), si è passati ai sistemi definiti a pergola trentina, a spalliera (nelle sue diverse varianti “a guyot”, cordone speronato), ad alberello, a tendone. Un’ulteriore considerazione rispetto alla qualità dell’uva dev’essere fatta nei confronti della resa. In considerazione della diversa tipologia di allevamento è possibile avere rese diverse. Non è sufficiente considerare la resa per ettaro (tonnellate di uva ottenuta per ogni ettaro di vigneto) ma, ben più importante, la resa per ceppo (quanti chilogrammi di uva per pianta), in considerazione della densità (numero) di ceppi per ettaro (il sistema a spalliera consente densità maggiori rispetto alla pergola). Normalmente i filari (successione delle viti) vengono collocati in un piano orizzontale seguendo le linee di livello. In caso di terreni in forte pendenza l’impianto viene posto in opera seguendo le linee di massima pendenza (dal basso verso l’alto) per poter consentire le diverse lavorazioni in modo sufficientemente agevole. È altresì importante sottolineare che i moderni sistemi di allevamento a spalliera consentono di razionalizzare in modo spinto le operazioni di campagna inerenti le lavorazioni, applicando sistemi meccanici automatizzati. Per ottenere questo si deve progettare l’impianto vitato fin dall’origine in modo da consentire, successivamente, le operazioni meccanizzate, oltretutto portatrici di gestioni economiche più che mai...

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Raphael, il Verdicchio dei Castelli di Jesi, un DOC Classico per Delta del Vino

Raphael, il Verdicchio dei Castelli di Jesi, un DOC Classico per Delta del Vino

La famiglia Piersanti produce vino da circa settant’anni nella loro azienda situata sulle colline jesine, all’interno del Parco delle Monache. Dall’inizio degli anni Ottanta l’azienda, che è a conduzione famigliare, inizia a focalizzare la propria produzione nella vinificazione del Verdicchio dei Castelli di Jesi, il celebre vitigno a bacca bianca coltivato quasi esclusivamente nella regione Marche. Si tratta di un vitigno molto eclettico che viene utilizzato – generalmente in purezza – per la produzione sia di vini freschi, pronti da bere giovani che, al contrario, per prodotti molto strutturati, oltre alla produzione di spumanti (metodo classico e metodo Martinotti) e vini passiti. Del vitigno, che possiamo considerare autoctono, abbiamo tracce già dal XVI Secolo e risale al 1557 la prima attestazione scritta col termine “Verdicchio”. Piersanti produce diverse varietà di Verdicchio, Delta del Vino ha scelto per la propria clientela quello che riteneva essere quello più pregiato, un DOC denominato Raphael, ottenuto attraverso una soffice spremitura a bassissima pressione, utilizzando solo la prima fase di essa. Quello che ne scaturisce è un vino dal tipico color giallo paglierino che può avere leggere sfumature verdi che volgono al dorato con la maturazione. Al naso il Verdicchio dei Castelli di Jesi si presenta con un delicato profumo che regala una fresca fragranza di frutta e fiori abbinato ad un leggero sentore di mandorle amare. Dall’equilibrato gusto, il Verdicchio Raphael risulta un vino fine ed elegante col suo leggero retrogusto amarognolo, tipico per la tipologia di vino. Servito fresco (11-13°) si accompagna perfettamente con piatti di carni bianche, antipasti e primi piatti, tartufi, fritti di verdure ma, ovviamente, l’abbinamento tradizionale è con il pesce, i crostacei e i molluschi. Vitigno Verdicchio 100% Categoria di appartenenza D.O.C. Denominazione di Origine Controllata Zona di origine Interessa la maggior parte del territorio collinare della provincia di Ancona con fulcro nei Castelli di Jesi, quella bagnata dal fiume Esino. Produzione Il mosto viene ottenuto attraverso spremitura soffice e viene utilizzato solo la prima fase di spremitura a bassissima pressione. Aspetto Colore giallo paglierino, a volte con sottili sfumature verdi che volgono al dorato con la maturazione. Profumo Delicato, fragranza fresca e persistente di frutta e fiori, sentore di mandorle amare. Gusto Gusto equilibrato persistente con leggero retrogusto amarognolo caratteristico del verdicchio. Fine, elegante, unico. Gradazione alcolica 12% vol. Temperatura di servizio 11-13° (nel secchiello del ghiaccio). Accompagnamento Piatti di carni bianche, antipasti e primi piatti, funghi, tartufi e fritti di verdure. L’abbinamento tradizionale è con il pesce, i crostacei, molluschi. CONTATTACI PER INFO E ACQUISTI Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Degustare vino fa bene al cervello che riceve tanti stimoli

Degustare vino fa bene al cervello che riceve tanti stimoli

Più di un complesso problema di matematica, più delle più difficili parole crociate, l’attenta degustazione di un buon vino stimola diverse aree del nostro cervello, quelle collegate alla ricezione dei sensi e ai nostri ricordi. Non ce lo siamo inventati noi di Delta del Vino, ma è uno studio uscito dall’Università di Yale, la terza più antica università privata americana, fondata nel 1701 a New Haven nel Connecticut. Possiamo trovare traccia di tutto ciò nel volume “Neuroenology: How the Brain Creates the Taste of Wine” del neuroscienziato Gordon Shepherd il quale descrive dettagliatamente come il processo di degustazione del vino – quindi non la sola bevuta, sia chiaro – sia un qualcosa di più complesso che il risolvere un complicato problema algebrico o l’ascolto di un disco di musica classica. Tutto il processo, quindi l’apertura di una bottiglia di vino, come ad esempio un barolo, il versarlo in un bicchiere, osservarne il colore, odorarlo e gustarlo, scatena a livello cerebrale una serie di meccanismi che il dottor Shepherd illustra nel suo libro. Già il solo approccio alla bottiglia ancora tappata sollecita la maggior parte dei sensi perché la vista inizia ad interagire con essa e prosegue andando ad analizzare il contenuto che lentamente viene versato nel bicchiere. A questo punto scatta l’olfatto che inizia a riconoscere i vari sentori di frutti, fiori e di spezie che dal calice salgono fino al naso e, ultimo, il gusto che al momento dell’assaggio va a ricercare e riconoscere le varie note, dolci e acide o quelle sapide che caratterizzano il vino in degustazione e palato e lingua recepiscono le sensazioni tattili che determinano la struttura del vino e la tannicità nel caso si tratti di un vino rosso. Scatta, a questo punto, la seconda fase, quella che completa il meccanismo che dai sensi passa ai ricordi, fondamentali per riconoscere profumi e sapori coinvolgendo in un grande insieme, naso, lingua, palato e gola in un processo che scatena l’emozione e determina il giudizio di valore, mettendo in una perfetta relazione tra di loro le più svariate parti della nostra mente. In un altro studio, realizzato sempre dal medico statunitense, emerse come in alcuni tra i più noti sommelier, abituati ad un continuo esercizio, venne riscontrato un ispessimento di certe aree del loro cervello che garantisce loro una maggior agilità mentale. Quindi, e lo ribadiamo sempre, bere vino è un piacere per il corpo e per la mente, imparare a farlo bene potrà regalarci solo ulteriori emozioni. Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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Prodotto in Umbria da scuola veneta, ecco il Rosso della Grancia Fontesecca, un vino biologico new entry in casa Delta del Vino

Prodotto in Umbria da scuola veneta, ecco il Rosso della Grancia Fontesecca, un vino biologico new entry in casa Delta del Vino

Prendete una famiglia veronese, con tutta la sua storia enologica, e trasportatela al confine tra Umbria e Toscana – anche questa terra di grandi vini e passione – il risultato non potrà che essere qualitativamente ottimo. In sintesi questa è la storia della famiglia di Paolo Bolla che ha lasciato il Veneto per venire a creare la nuova azienda Podere Fontesecca in un altro dei territori dell’eccellenza di questa Italia, grande produttrice di vini. Ma per l’azienda il vero cambiamento è stato quello del tipo di produzione dei propri vini, dei quali il Rosso della Grancia che Delta del Vino propone alla propria clientela è un classico esempio. Seguendo quello che sta – fortunatamente – diventando un trend, anche Paolo Bolla con i suoi famigliari e collaboratori hanno voluto scommettere tutto sulla vinificazione prettamente biologica, sfruttando un clima più che favorevole e operando su un territorio collinare ricco di acqua e composto da sabbie di argilla e tufo, che assicurano elevate proprietà organolettiche ai vini del Podere Fontesecca. Una vigna del 1973 ed una del 2006 – per un totale di oltre sei ettari coltivati a ciliegiolo, sangiovese, canaiolo, grechetto, trebbiano toscano, malvasia e gaglioppo – che è stata inserita nell’Associazione dei Vignaioli Artigiani Naturali grazie alla certificazione biologica ottenuta nel 2006. Una produzione, quella dell’azienda, prevede un uso quasi nullo di solfiti e grandi botti di legno da 500 litri che vengono riutilizzate quando possibile per non alterare gli aromi primari e, anche, l’utilizzo di tappi ricavati dalla canna di zucchero (totalmente riciclabili e senza colle) come proprio per il Rosso della Grancia. Nessun vino viene chiarificato e viene imbottigliato solo dopo che la malolattica ha fatto il suo naturale corso usando una cartuccia filtrante da 10 micron, molto meno invasiva di altre utilizzate nei vini industriali che tolgo l’anima al vino. Il Rosso della Grancia, che è un Umbria Rosso IGT, è prodotto con un uvaggio di Sangiovese all’80% e di Gaglioppo per il restante 20%. Dopo una fermentazione che dura 15 giorni sulle bucce viene affinato per 5 mesi in acciaio. È un vino che si presenta con un bel colore rosso rubino, capace di regalare all’olfatto note di frutti di bosco sotto spirito e al palato è perfettamente bilanciato tra alcol e acidità con un finale morbido di tannino, perfetto da abbinare coi salumi, la selvaggina, gli arrosti e i formaggi stagionati. La produzione avviene tra la cantina e l’adiacente grotta scavata nel tufo dove i vini vengono lasciati riposare prima dell’imbottigliamento. Uve Sangiovese 80% Gaglioppo 20% Sistema di allevamento Cordone speronato Tipologia di terreno Argilla e tufo Altitudine 330-350 metri s.l.m. Epoca di Vendemmia Settembre/Ottobre Maturazione Dopo una fermentazione che dura 15 giorni sulle bucce viene affinato per 5 mesi in acciaio Gradazione alcolica 13% vol. Abbinamento Vino che si accompagna a salumi e formaggi stagionati, sughi di selvaggina e preparazioni di carni in genere. Si esalta sugli arrosti di pollo e agnello. Temperatura di servizio 16-18°C Bicchiere ideale Spiegelau Magnum Classic. CONTATTACI PER INFO E ACQUISTI Contatti Per tutte le informazioni sulle selezioni Delta del Vino compila la form oppure inviaci una email a: rastelli@deltadelvino.com * Nome * Cognome Città * Email Telefono Il Tuo Messaggio *...

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